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INTERVISTA A DANIELA COLLU, IN ARTE STAZZITTA, RIVELAZIONE DI XTRAFACTOR10

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Con i live di X-Factor, partiti il 27 ottobre, è tornata anche la trasmissione che commenta la gara appena terminata, XTRA Factor, che quest’anno include anche una sorta di gara nella gara, che prende il nome di “Strafactor”, e vede al timone due purosangue di razza, quali Mara Maionchi ed Elio (di Elio e le storie tese), e la partecipazione – in veste di moderatrice del programma – di Daniela Collu, in arte Stazzitta, che torna al dopo –live di xfactor, dopo la prima esperienza del 2014.

Noi di FMD, sempre pronti a cogliere il talento, in qualunque sfumatura e dimensione, abbiamo raggiunto Daniela (Stazzitta – poi vi spiegherò perché si fa chiamare così), da tutti indicata come la vera sorpresa di XTRAF10, con una bella intervista, in cui ho appurato personalmente la sua simpatia e spontaneità.

collu-maionchi

INTERVISTA

Ciao Daniela, la prima curiosità da chiederti… quella che ho proprio sulla punta della lingua, è questa: da dove nasce la scelta del tuo nome d’arte “stazzitta” (che tra l’altro è il nome del blog che hai aperto, con successo, nel 2008)? E da dove arriva l’idea di aprire questo blog?

In realtà il blog esiste da una quindicina di anni, aperto inizialmente su una piattaforma che ora non esiste più.

Il nome – Stazzitta – deriva dal fatto che io sono molto loquace, insomma parlo tanto (un po’ ci assomigliamo, devo dire, su quest’aspetto), e mia mamma per un periodo mi ripeteva spesso: ”Daniela stazzitta”, non mi interrompere (non mi interrompere è stato inizialmente inserito nella presentazione del blog, dopo il titolo).

Col tempo, diventando un “personaggio” popolare sulla rete, ho iniziato a scrivere sempre meno sul blog… perché vedi… io scrivevo sul blog tutto quello che mi capitava. Amore, lavoro, amicizia.

Ho iniziato quindi ad avere un maggior pudore nel raccontarmi.

E poi, con l’avvento dei social – come quasi tutti – ho trasferito su questi ultimi la mia predisposizione a “parlare parlare parlare”, in particolare con twitter.

Fb invece lo uso per interagire solo con persone che conosco personalmente, in forma quindi privata.

Sei laureata in storia dell’arte contemporanea; hai mai messo in pratica il cosiddetto “pezzo di carta”?

Sì sì certo (ride), per otto anni ho lavorato nei musei del comune di Roma.

Ben presto però sei stata “reclutata” dalla Endemol, e nel 2013 figuri tra gli autori del Gf (Grande fratello), mentre l’anno successivo passi in prima linea, con Mara Maionchi, a Xtra factor.
Com’è lavorare all’interno di due programmi per certi versi simili, poiché si mettono a nudo, sotto l’occhio vigile delle telecamere, le proprie emozioni?… anche se poi in realtà differiscono per tutto il resto.
E cosa ti hanno lasciato ambedue le esperienze?

Alla Endemol sono arrivata per gradi; mentre lavoravo nei musei ho iniziato a collaborare con le agenzie di comunicazione. Quando sono arrivata al Gf, è stato come ricevere un regalo enorme, mi sentivo come al buffet, perché potevo scoprire tante persone diverse – il lato del mio lavoro che prediligo. Mi occupavo dei contenuti per il sito, raccontando il Gf sul web.

Al Gf è ovviamente la normalità delle persone a creare quella sorta di attrazione, mentre a un talent, come X – factor, è il talento che conta.

Sono essenzialmente due programmi diversi, con il comune denominatore della gente comune come protagonista.

Quest’anno sei nuovamente con Mara Maionchi ed Elio a Strafactor, gara nella gara di Xfactor, in cui sono presentati dodici talenti incompresi, pescati dalle passate edizioni.
Come funziona nel dettaglio il programma, oltre al fatto che il vincitore andrà alla finale di Assago, con gli altri finalisti di Xfactor?

Mara ed Elio hanno scelto accuratamente i 12 concorrenti, che noi preferiamo chiamare prescelti, provenienti dalle precedenti edizioni del talent; per ogni puntata se ne esibiranno tre. Uno di loro vincerà la puntata, e gli altri due potranno essere ripescati, attraverso le votazioni aperte sul sito. Avremo quindi otto semifinalisti, 4 finalisti, e poi ovviamente il vincitore di Strafactor che, con tale qualifica, sarà presente alla finale di Xfactor.

Com’è lavorare nuovamente con Mara?

Mara la amo più della mia vita, e la amo così tanto che l’ho anche coinvolta in un mio personale progetto. Mi piace come persona e come addetta ai lavori.

E’ divertente, spontanea e capisce subito i gusti del pubblico, con il quale ha instaurato un vero e proprio matrimonio d’amore. Mara ama il suo pubblico e il suo pubblico ama lei. E’ innegabile per chiunque.

Di Strafactor sei stata a tutti gli effetti la rivelazione, capace di tenere testa a due giganti come Mara ed Elio, con intelligenza e simpatia. Programma che ha fatto inoltre un boom di ascolti, nonostante l’orario di messa in onda, con uno share quasi superiore al programma di prima serata. Come vivi questo momento di successo? Vi aspettavate un riscontro così positivo da parte del pubblico?

Rivelazione? Non esageriamo, dai. Personalmente non me l’aspettavo, non per la qualità del programma, che sapevamo tutti avrebbe divertito, ma per la fascia oraria -complicata – in cui siamo collocati, poiché il giorno dopo si lavora. E quindi pensare che all’una di notte così tante persone erano ancora incollate a seguire le “vicende” dei primi tre prescelti – “Avanti ‘Ndre”, “Dumitru” e “Yusaku Tamura” – mi ha sorpreso (positivamente) moltissimo. Nella prima puntata – come ospiti – avevamo inoltre Marco Travaglio e Jake La Furia.

Insomma una partenza col botto (sottolineo).
Hai fatto anche radio su Radio2. Ti senti più a tuo agio in TV o in un contesto radiofonico?  

Sì ho fatto radio, su Radio2, con Share, Bella davvero e Decanter.

Sono due cose essenzialmente diverse, e mi piacciono ambedue.

Sono su una radio nazionale, con un gran bacino di pubblico, e anche se ovviamente la radio ha un impatto sul pubblico meno immediato della Tv, ti rendi conto poi, col tempo, che le persone che ti seguono sono tante.

In radio mi sento sicuramente più libera (tante volte ci sono andata anche in pigiama), mentre in Tv gioco con la mia immagine, magari indossando tacchi su cui non so camminare.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Più che il cassetto, in cui i sogni rischiano di sgualcirsi, ci vorrebbe una cabina armadio per contenerli tutti (risposta che mi piace molto, lo ammetto!).

Diciamo che mi piacerebbe – come progetto ambizioso, al massimo – scrivere e fare un programma tutto mio, in cui tentare di colmare quello che manca in Tv, in questo momento.

Se dovessi usare una sola parola, come definiresti quest’intervista?

Mattiniera (ride).

Ci siamo sentite in tarda mattinata, in effetti.

Mi hai fatto iniziare la giornata nel migliore dei modi. (aggiunge)

stazzitta1Nel chiudere le faccio un grandissimo in bocca al lupo, per Strafactor ovviamente, e in generale per tutto quello che verrà dopo, sicura che farà grandi cose, perché il carisma riesce a trasmetterlo anche con una semplice chiacchierata al telefono.
Dote di certo non comune.
E quindi Daniela, in arte Stazzitta, per questo e per tutto il resto… tu per me lo Strafactor ce l’hai eccome!

 

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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