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TRENCHES – LE TRINCEE MUSICALI DEGLI STOLEN APPLE

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di Elisa Enrile

Trenches
è l’album d’esordio degli Stolen Apple, ed è strano perché quando ascolti una delle 12 canzoni della tracklist non senti qualcosa di “sconosciuto”. Potrebbe sembrare un difetto, ma non lo è. Le tracce dell’album comprendono moltissimi generi musicali, dal pop al country, dal punk al rock, il tutto fatto proprio e mescolato per creare qualcosa di nuovo che lascia, però, l’idea del familiare, qualcosa che rassicura, evoca ricordi e crea collegamenti tra mondi completamente diversi, ovviamente senza prescindere da una grande innovatività. Ed è proprio l’evocatività ad essere il grande punto di forza di questo lavoro.

I componenti della band Indie- Rock / Alternative- Rock fiorentina sono 4, Riccardo Dugini (voce e chitarre), Luca Petrarchi (voce, chitarre, mellotron, organo e synth), Massimiliano Zatini (voce, basso e armonica), Alessandro Pagani (voce, batteria, piano e percussioni). È evidente, benchè questo sia il loro primo album dato in pasto al grande pubblico, che c’è un grande affiatamento tra i 4 musicisti: gli strumenti si supportano e valorizzano tra loro, accompagnano la voce senza coprirla ma mescolandola perfettamente con il suono.

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La vitalità è il filo conduttore dell’album, che alterna tracce veloci ed energiche ad altre più lente e soft, senza mai approdare a risultati scontati o banali.

Le più rockeggianti Red Line e Green Dawn sono intervallate infatti da una più introversa Fields of Stone che pure è molto diversa per ritmo e intenzione dalla più intensa e onirica Pavement e da Mystery Town, più  vicina ad un lento country-rock. Le precedenti Falling Grace e Living on Saturday tornano ad avvicinarsi alle prime due tracce, anche se con un sound più carico e pieno anche da un punto di vista strumentale.

Seguono Something in my Days e More Skin che, seppur differenti, si trovano unite da una particolare carica vocale e da interessanti brevi assoli strumentali con un ritmo molto intenso. Le ultime tre tracce formano un interessate sandwich: Daydream e In the Twilight, associabili per una ritrovata morbidezza di suono, accentuata nella prima dalla blueseggiante fisarmonica e nell’ultima traccia dal morbidissimo e caldo uso della voce, racchiudono nel pezzo Sold Out, un ritrovato di energia e carica rock- punk, con un utilizzo molto interessante della voce/coro.

Un disco eterogeneo ed energico, da viaggio in macchina e vento tra i capelli; canzoni che si fanno ascoltare e canticchiare battendo il piede a tempo di musica.

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