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Esordio discografico degli Azimut con “Resistenza” – RECENSIONE

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Crediti Foto New Model Label
Voto Autore

di Athos Enrile

New Model Label appoggia e cura un nuovo progetto giovane legato a quattro musicisti del novarese, gli Azimut, nati nel 2014, ma solo ora pronti per l’EP di debutto, “Resistenza”.

Due anni quindi per arrivare all’esordio discografico, ma nel frattempo l’attività live non è mancata, così come non sono venute meno le soddisfazioni, ma l’ultimo periodo è stato dedicato alla messa a punto del mini album, anticipato dal video “Abbraccio Vago”.

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Le tematiche sono tipiche delle nuove generazioni “pensanti”, quelle che non si limitano a subire ciò che viene subdolamente imposto, ma riflettono, criticano in modo costruttivo e organizzano una reazione, che nel caso del musicista significa creare canzoni che possano essere, anche, un aiuto concreto sotto forma di messaggio.

Gli Azimut appartengono a questa categoria, e l’esprimersi nella lingua italiana – seppur perseguendo un certo ermetismo che, se si vuole decodificare, conduce all’interattività tra artista e fruitore della musica -, favorisce la chiarezza di significato e quindi quello che immagino sia uno degli scopi del progetto. Ecco un esempio tratto dalla title track:

“Dietro ad un tavolo ovale penso che tu non sia così diverso da me, nascosto in un angolo di vita, acuti e sempre in salita. E’ un’altra posizione per capire l’angolazione. Una sorta di chiusura per resistere all’usura…” .

Concetto di resistenza lontano quindi da significati politici, ma precisa osservazione di ciò che circonda l’essere umano nel quotidiano, un termine a cui se ne dovrebbe aggiungere un altro – questo sì che è ben celato, ma evidente nella lettura dei testi – che è quello di resilienza, intesa come capacità di saper superare positivamente i periodi difficili che abbondano nelle nostre vite.

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La musica riporta a modelli rock marcatamente anglosassoni, con particolarissime soluzioni chitarristiche – ascoltare il riff ossessivo di “Sala d’Attesa” – che riconducono ad atmosfere e ad immagini distopiche, riproducendo alla perfezione stati d’animo già evidenziati dalle liriche, fruibili nel booklet.

Preferisco evitare la comparazione con band che potrebbero essere un riferimento conosciuto, perché gli Azimut dimostrano una buona originalità e, dopo la fase giovanile dell’assorbimento formativo, appaiono ora in grado di proporre una strada personale.

Nell’attesa di verificare la maturazione musicale, ascoltiamo “Resistenza”, un buon pop di qualità che piacerà agli amanti del genere.

Formazione:

Enrico Ferreri: voce e chitarra
Michele Palmieri: chitarra
Edoardo Sacchi: basso
Cristian Ferrini: batteria e voce

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Tracklist:
1.Sala D’Attesa
2.Abbraccio Vago
3.Medico
4.Piccola Pausa
5.Resistenza

 

 

 

 

 

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