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domenica, Aprile 11, 2021

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Claudio Sottocornola, il filosofo del pop

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di Athos Enrile

Il mio incontro con Claudio Sottocornola risale a qualche anno fa, quando scoprii che esisteva chi utilizzava le proprie conoscenze, l’esperienza accumulata e la vasta cultura personale per spiegare al prossimo un argomento musicale ben specifico, quello che raggruppa la musica italiana degli ultimi 50 anni – definita “leggera” -, raccontata, sviscerata e interpretata in tutte le occasioni possibili – scuole, teatri e ogni tipo di mezzo informativo – senza alcun focus su di una particolare taglia anagrafica dell’audience – che siano giovani studenti liceali o universitari della terza età poco conta – e con una cura particolare all’interpretazione.

E’ conosciuto come il “il filosofo del pop”, Claudio, e sono note le sue lezioni-concerto, immortalate in una serie di DVD che ne testimoniano l’intensa attività divulgativa e la passione infinita.

E’ da poco disponibile VARIETA’, un suo libro che raccoglie parte di un’intensa attività giornalistica relativa al lustro a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, periodo in cui un giovane Sottocornola scriveva per diverse testate giornalistiche.

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Il sunto di quella importante azione del passato è racchiuso nel book che, partendo dai personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, racconta di un’epoca che, seppur dietro l’angolo appare, nel corso della lettura, nella sua reale dimensione affascinante e “antica”.

E così la narrazione realizzata attraverso le interviste assume molteplici aspetti: il racconto della nostra storia, delle nostre abitudini, degli “usi di un tempo”; la caratterizzazione di personaggi conosciuti solo attraverso canali ufficiali, che si autoritraggono attraverso parole che sgorgano spontanee nel momento in cui nasce una positiva intimità giornalistica; il marchio a fuoco di situazioni e aneddoti destinati quasi sempre a scomparire, prima o poi, con i loro autori.

Mi immagino l’emozione di un giovane Sottocornola che, fresco di studi, si ritrova a colloquiare con le star dell’epoca, alcune delle quali tuttora in piena attività.

Vado a caso, girando le pagine ad occhi chiusi e pescando tra il centinaio di interviste: Mia Martini, Rita Pavone, Caterina Caselli, Don Backy, Enrico Ruggeri, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Paolo Conte, Marco Masini, Francesco Renga…

Ma non solo cantanti… Vittorio Sgarbi, Gene Gnocchi, Alberto Lattuada, Nino Manfredi, Massimo Boldi, Teo Teocoli, Vianello e Mondaini…

I tempi sono profondamente cambiati, e il momento relazionale che nasce tra il giornalista e la star va contestualizzato, perché se è vero che la facilitazione tecnologica attuale ha accorciato le distanze, rendendo avvicinabile chi un tempo era soltanto un’icona da osservare in lontananza, occorre tener conto di cosa volesse dire, 25 anni fa, trovarsi vis a vis con una certa Patty Pravo o un tal Gianni Morandi, artisti assoluti, carichi di visibilità, ma disposti nell’occasione a raccontare pillole di sé che, in VARIETA’, diventano tracce indelebili, storie di musica e di costume che rimarranno come eredità incancellabile.

Una fotografia imperdibile quella che Claudio Sottocornola “scatta” in VARIETA’, un’immagine della nostra società che, se osservata dalla giusta angolazione, permette di  veder rappresentato il passaggio inarrestabile delle stagioni, che lascia solchi sul viso e storia per i nostri giovani, che sapranno apprezzare appieno, probabilmente, quando anche per loro i giri di giostra saranno più consistenti, ma a quel punto la materia su cui riflettere non mancherà.

Libro godibile.

Un po’ di bio di Claudio Sottocornola…

Ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, Claudio Sottocornola si è laureato con una tesi in Storia della teologia  all’Università Cattolica di Milano e ha insegnato Discipline religiose, Materie letterarie, Scienze dell’educazione. Giornalista e scrittore, ha pubblicato saggi, opere poetiche, multimediali e musicali. Studioso del popular, tiene corsi presso la Terza Università di Bergamo, collabora con varie riviste e realizza ricerche di carattere interdisciplinare fra musica, filosofia e immagine, che propone a un pubblico trasversale attraverso le sue famose lezioni-concerto, nelle scuole, nei teatri e nei più svariati luoghi del quotidiano. Si caratterizza per una forte attenzione alla categoria di “interpretazione”, alla cui luce indaga il mondo del contemporaneo, e per un approccio olistico e interdisciplinare al sapere.

 

 

 

 

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