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“Il primo anno va male, gli altri sempre peggio”, ovvero il segreto della comunione familiare di Alberto e Mara

Voto Autore

 

di Michele Caccamo

La leggerezza è un impulso, forse l’unico in grado di attingere dall’acqua bellissima dell’Amore. È un prodigio rimasto ancora adesso raro.

Davvero tanti i dolori mentali che si è costretti a subire, proprio quando gli sponsali sono per carattere diversi. Eppure ci si chiede quanto profondo possa essere un sentimento vissuto nel duello: oddio sì, verbale, di quelli che aprono a volte il paradiso a volte l’inferno; di quelli che fanno conoscere lo smarrimento, e poi l’estasi. Ma è proprio così che si aprono i filamenti della comprensione. È proprio così che si rivela l’infinito “io e te Persempre”.

Quella di Alberto e Mara è una storia d’Amore raccontata, in apparenza, per aneddoti casalinghi, per contrasti e rappacificazioni. Ma è giusto in questa contesa che si rivela, in tutta la sua grazia, un legame così saldo da festeggiare i 40 anni.

Alberto e Mara dovrebbero insegnare questa qualità sentimentale, ai molti che vivono quotidianamente nella disperata ricerca di un equilibrio familiare e forse anche la ragione di una convivenza.

Loro hanno un canovaccio autentico, puro ed esemplare, così lontano dalla convenzione e dalla formalità, hanno lo stesso senso della gioia: nell’intendimento, alla fine. Hanno una casa con le imposte sempre aperte, per farci capire che nessun loro ambiente è stato danneggiato né dagli individualismi né dalla sopraffazione: ma che tutto ha la cura della concordia. È così la vita non ha data, diventa piuttosto una lunga unica avventura senza interruzioni.

Poi capita anche che Loro siano i veri responsabili dei nostri fallimenti o dei nostri successi sentimentali, dei sogni nostri affidati a un motivetto qualsiasi. Alberto e Mara, ma si sa, hanno congegnato ogni nostro istante, l’uno scrivendo i testi la trama, l’altra cercando la voce adatta per far entrare dentro ai nostri cuori alle nostre menti, come esseri luminosi, i vocaboli.  Hanno, loro, illuminato i nostri pensieri i nostri miraggi volendoli nella musica.

Senza nessun inganno, Alberto e Mara, hanno fatto durare il segno della  comunione domestica, tratteggiato da possenti maree o da onde leggere o da calma piatta ma sempre con lo stesso comportamento sapiente: tipico di chi comprende quali siano le modalità per evitare di arrivare allo sfacelo del rapporto. E così si sono presi in giro, si sono compresi, si sono dati la mano nelle difficoltà, si sono abbracciati per evitare ogni paura al cuore, si sono perfino sentiti perduti nell’universo umano: ma hanno sempre ripreso a riandare poggiandosi sulle spalle, l’uno dell’altra e viceversa.

Lunga quanto la vita, passata e quella a venire, la loro unione sentimentale; con un filo astratto si sono legati a doppio giro, per non perdersi mai.

Una storia all’apparenza divertente, quella raccontata in “Il primo anno va male, gli altri sempre peggio” libro edito da Baldini & Castoldi, in realtà io vi ho trovato la narrazione di una vita ubriaca di pieno amore, senza cedimenti e con una partecipazione tenera, ed educata alla ricerca della compatibilità affettiva.

Il libro, si legge bene scorre e affascina per la morbida scrittura, ha un passo dolce e leggero.

Credetemi, non è necessario cercare nella migliore letteratura romantica; questo libro è l’esempio onesto della bontà dell’Amore ma anche della voluta semplicità.

In questo libro vi è l’intera storia della canzone italiana, passata dai versi colti di Alberto o dall’intuito formidabile di Mara. Un racconto continuo che si infila nella nostra memoria, la riporta in vita; apre alla nostalgia degli anni belli: quando serviva il talento per scrivere canzoni, serviva il talento per individuare l’Arte e l’Artista. Alberto e Mara, con questo libro, fotografano afferrano i nostri ricordi ci riportano le immagini che credevamo riposte nel fondo della dimenticanza.

Sì le parole di Mara, ed è ormai fatto comune, sono armate e combattenti, pungono più delle spine, e Alberto sembra disposto soltanto a schivarle: ma in realtà lui sa da che parte cominciare per ristabilire la quiete, e lei così facilmente sa che coprirà tutto con una risata.

Alberto e Mara sono la prova sicura della costanza; sanno che l’Amore ha una forma atletica e che bisogna avere tanto fiato e cuore ricco per starle al passo.

Sono una rarità d’altri tempi, perché hanno ben custodito i palpiti meravigliosi della felicità; sono un esempio da seguire, un efficace testimonio della resistenza e della resilienza. Ecco, di rado un libro riesce a rappresentare nella sua pienezza un sentimento, “Il primo anno va male, gli altri sempre peggio” non solo vi riesce ma mantiene ferme le indicazioni della buona scrittura.

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