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Franco J Marino esce con “C’è una vita nuova” – INTERVISTA

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Voto Autore

di Victor Venturelli

Figlio della tradizione poetica napoletana Franco J Marino è un cantautore, compositore e artista che ormai da anni si affaccia alla scena musicale nazionale ed internazionale collaborando con i grandi nomi della musica:

Andrea Bocelli (per il quale scrive “Domani”, contenuto nell’album “Andrea” del 2004 del tenore), Lucio Dalla (col quale lavora alla stesura di “Non verognarsi mai”, contenuto nell’album “Ciao” del compianto artista), Tony Esposito e Mario Malavasi col quale produce l’EP “C’è una vita nuova“, disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming; un album il cui singolo omonimo è in rotazione radiofonica e che rispecchia una crescita interiore dell’artista che ha come linfa vitale la nascita della propria figlia.

Un progetto che lo vede impegnato in diverse città, Bologna, Roma fino a raggiungere il Canada; filo conduttore fra le tracce dell’EP il tema dell’amore in una concezione più ampia e spirituale.

Un percorso artistico che lo vede protagonista e autore anche di numerose canzoni e sigle televisive (sigla di “Serate mondiali” il programma di Rai 1 sui mondiali di calcio del ’94).

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Noi di FMDBlog abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con lui, ecco come si racconta:

Recenti le polemiche contro il Family Day. Numerosi i discorsi sull’amore e le interpretazioni al riguardo; con il tuo nuovo EP  “C’è una vita nuova” affronti questo tema. Cos’ è secondo Franco J Marino l’Amore e perché hai sentito la necessità di darne voce con la tua opera?

L’amore è la forza più grande e rivoluzionaria dell’essere umano e nel mio Ep, “C’è una vita nuova”, cerco di esprimere questo sentimento nella sua espressione più alta e spirituale, come un messaggio di coraggio e di forza per cambiare.
Ho sentito la necessità perché io sono così, la penso così e scrivo così.

Numerose le collaborazioni e i testi scritti con cantautori nostrani, come Lucio Dalla o Andrea Bocelli. Quanto è maturata la scelta e l’utilizzo delle parole nelle tue canzoni nel corso della tua carriera? E in che cosa ti definisci unico?

La poesia prima si vive e poi si scrive, cerco di raccontare cose vere, filtrate attraverso una visione romantica e poetica della vita.
Quindi crescendo acquisti esperienza e puoi raccontare di più e meglio.
Non so se considerarmi unico, lasciando agli altri questa definizione, credo di poter dire che sono un artista vero, nel senso di autentico.

Nel 2011 pubblica il suo primo disco “Il Pescatore di Stelle”, che ti consacra “figlio della migliore poetica tradizionale napoletana”. Quanto nella tua musica hai portato della tua terra e delle tue radici e che ricordo hai del compianto Pino Daniele?

C’è tanto delle mie origini nella mia musica, soprattutto del mondo classico della canzone napoletana.
Una gratificazione importante per questo mio album, mi arrivò telefonicamente da Renzo Arbore.
Pino, come Eduardo De Filippo, Totò, Massimo Troisi,  è il simbolo di una Napoli bella e poetica capace di affermarsi nel mondo.
Un ricordo di questo grande artista dolce e amaro, amaro perché purtroppo ci ha lasciato.

Nel 2012 ricevi il premio AFI per l’attività compositiva a livello internazionale; ti saresti mai aspettato di raggiungere un così prestigioso obiettivo e quale ricordo hai del testo scritto in collaborazione con Leo-Z, il brano “La Scelta”, per il tenore americano Nathan Pacheco?

I premi fanno piacere ma la cosa più importante è andare avanti voltando pagina e cercare di fare bene senza sentirsi condizionati.
“La Scelta” è un brano che mi appartiene perchè racconta in musica e parole una mia scelta di vita e tutto quello che ne ha conseguito.
Lavorare con LeoZ e Nathan è stata una bella esperienza, in un progetto prodotto dalla Walt Disney americana in cui ha lavorato anche Hans Zimmer.

Siamo di fronte ad un cambio epocale nel modo di fare e proporre la musica, sempre più legata alla televisioni e allo “sfruttamento” di potenziali promesse, talenti che per una mala gestione finiscono con l’essere  ridimensionati. Cosa pensi dei talent show sempre più pervasivi nella realtà musicale attuale?

Sono contrario ai “ring” televisivi di questo tipo in cui si mortifica il talento, e niente hanno a che fare con la musica e la poesia.
I ragazzi sono martellati psicologicamente solo da questo, poi scoprono su internet che c’è altro, ascoltano la musica della fine degli anni ’70 e ’80  rimangono a dir poco spiazzati.

Paroliere, musicista, cantante con chi ti piacerebbe collaborare nel panorama musicale italiano odierno?

Mi piacerebbe collaborare, soprattutto dal vivo, con i “grandi” della musica italiana soprattutto se sensibili e generosi, insomma non con le prime donne o gli imperatori ma persona semplici innanzitutto.

Franco J Marino e l’autenticità della propria musica. Chi sono i tuoi modelli e quanto pensi che sperimentare sia necessario in un’epoca dove il mercato impone e non lascia spazio alla propria ideologia di fare musica?

Ora non ho modelli a cui ispirarmi, ho lavorato molto su di me per creare un’alchimia tra il genere “pop-classic” e il “soul”, per cercare di esprimere originalità.
Ritornando al tuo EP appena uscito importante sottolineare la produzione dell’amico Malavasi e la collaborazione di Steve Galante. Raccontaci la gestazione.
“C’è una vita nuova”, EP, è stato lavorato tra Bologna, Roma e Canada.
Vi asscicuro che Mauro Malavasi si mette al lavoro solo se si emoziona e io, per fortuna, sono riuscito a farlo.
Lavorare con lui è straordinario ti apre la mente, sta anni luce avanti a tutti ed è un patrimonio della musica internazionale.
Steve Galante, grande sensibilità e grande pazienza, ha saputo interpretare magistralmente le mie idee facendo un lavoro straordinario sugli arrangiamenti.
Due belle persone con cui vorresti sempre lavorare e confidarti

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