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Una scoperta: Liliana Fantini

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di Athos Enrile
Gli incontri casuali, legati a momenti non costruiti ad arte, rivelano a volte estrema qualità, intesa come bontà di rapporto ed empatia immediata.

Circa tre anni fa, nel corso della presentazione piemontese di un mio libro, scritto assieme a Max Pacini, ho conosciuto Liliana FantiniApparve interessata alle nostre storie, e nacque spontaneo il suo coinvolgimento in fase di lettura. Da allora non ci siamo più persi ed ho imparato a conoscere la sua arte e i suoi talenti. Liliana è una donna giovane, ma non in età da”Amici”, e l’esplosione della sua passione mi appariva la tipica necessità di tirare fuori dal cassetto antiche voglie sopite per anni, come capita a tutti, tra scrittura, musica, pittura e arti varie. Liliana canta e bene… che novità, verrebbe da dire! Beh, l’anomalia è che il suo risveglio canoro e autorale necessita spesso di una base jazz, non proprio l’optimum per raccontare il quotidiano, tanto che un giorno, preso dall’estrema curiosità formulai la domanda ad Alberto Salerno: “ Come si pone uno scrittore di testi rispetto ad una lirica che dovrà essere utilizzata in contesto jazz?”. La risposta fu: “Il jazz non nasce come musica da utilizzare come base per una canzone tradizionale, anche se dipende da che tipo di jazz si intende, e se è cantabile va bene, ma il fatto è che un testo bisogna saperlo scrivere…”. Ne deduco che Liliana Fantini è “capace a scrivere”. Ascoltare per capire.

Video-E scopro il jazz
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Nasce un primo album, “Correvoce”, che poteva rappresentare proprio l’apice della sua riflessione, che in molti casi porta alla fine dell’attività dopo il raggiungimento dell’obiettivo. E invece no, passa il tempo e arriva il secondo album, “Libellula”, contenitore dove la cantautrice mostra maggiormente la sua vena poetica e si libera da ogni vincolo, spaziando tra i diversi generi che fanno parte del suo bagaglio musicale. In quell’occasione, tre mesi fa, scrissi recensendo il suo album:

Tanto per riassumere, Liliana fa parte di quella schiera di esseri sensibili che, ad un certo punto della vita, scoprono la vera esigenza personale e la strada immediatamente si illumina, il tempo perso viene recuperato e ciò che è rimasto intrappolato per anni improvvisamente fuoriesce dalla pentola in ebollizione; e a quel punto che sia musica, poesia o pittura poco importa. Liliana, seguendo la propria indole, intraprende un percorso complicato e … scopre il jazz. Ma questo è fatto ormai consolidato”.

I talenti sono talenti, e non sono ad appannaggio di un particolare livello anagrafico.
Spesso le circostanze della vita ci chiudono il passaggio, oscurano la vista e impediscono di capire cosa davvero vogliamo, cosa realmente siamo.
Liliana Fantini è una musicista completa, e sarebbe bene farlo sapere al mondo.

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Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

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