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SANREMO 2024: TERZA SERATA – TUTTO QUELLO CHE È SUCCESSO

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La terza serata della 74esima edizione del Festival di Sanremo, la quinta guidata da Amadeus, è andata in onda ieri sera su Rai 1. Sono saliti sul palco gli altri 15 artisti presentati da quelli che hanno cantato l’altra sera. Alla co-conduzione c’è stata Teresa Mannino.

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Nella terza serata del Festival di Sanremo 2024 si è replicato il meccanismo della seconda: quindici artisti sul palco, presentati dagli altri quindici, con gli abbinamenti scelti per sorteggio. Identico anche il meccanismo della votazione: a fine serata è stata stilata una nuova classifica, in base al gradimento della nuova giuria delle Radio e del Televoto, e alla fine sono state annunciate le prime cinque posizioni.

La co-conduttrice della serata è stata una brillante Teresa Mannino che ha tenuto il palco benissimo, regalando un monologo strepitoso: “al potere SU preferisco il potere DI“. Il monologo ha toccato vari temi, tra cui il rispetto dell’ambiente e contro la violenza sulle donne, e utilizzando anche la metafora della differenza tra gli umani e gli animali e la natura ha spiegato, a suo modo, le incongruenze della nostra specie nel rispetto reciproco tra generi.

Ospite a sorpresa all’Ariston anche Gianni Morandi, che con “Apri tutte le porte”, canzone di Sanremo 2022, fa ballare tutto l’Ariston. Tutti a cantare e ballare il brano scritto da Jovanotti con Morandi che scende in platea. È anche l’occasione per il conduttore e Morandi di salutare Lorenzo Jovanotti, augurargli una pronta guarigione dopo l’intervento seguito a un grave infortunio.

Crediti Foto  ANSA/ETTORE FERRARI

Invece l’ospite internazionale è stato, dopo oltre 20 anni dal Gladiatore, Russell Crowe con la sua band Indoor Garden Party.
“Siamo felici che tu sia qui, un piacere infinito, l’affetto del pubblico, tu per noi sei una leggenda”. Con queste parole Amadeus accoglie l’attore Russell Crowe, poi gli domanda: “Quando esci dai panni dell’attore è facile per te o ti porti un po’ dei personaggi che interpreti dentro di te?”. L’interprete del Gladiatore risponde: “Quando ero più giovane era più complicato uscire dal personaggio, il lavoro ce lo portiamo a casa, se ci appassiona. Quando siamo più grandi riusciamo a proteggerci, questa è esperienza”. Poi Ama gli fa pronunciare in italiano la famosa frase: ”Al mio segnale scatenate l’inferno”.
Russell Crowe scherza sulle origini italiane e ammicca al caso Travolta strappando a tutti una risata. Succede quando Teresa Mannino parla di un antenato dell’attore di origini italiane spiegando che non si direbbe visto che non ha un nome che riveli queste radici come lo ha, per esempio, Leonardo Di Caprio, Coppola, De Niro… “O come Travolta!” suggerisce Russel, suscitando l’ilarità di tutti, Amadeus compreso.

Altro super ospite della serata Eros Ramazzotti che quest’anno festeggia 40 anni di Terra Promessa, brano con la quale vinse tra le Nuove Proposte nel 1984.
“Basta sangue, basta guerra. Pace”. Dopo aver cantato Eros Ramazzotti fa intonare il ritornello al pubblico e lancia il suo appello. “Quasi 500mila bambini vivono in zone di conflitto, altri non vedranno mai la terra promessa. Voglio dire una cosa sola: basta sangue, basta guerra. Pace“.
Poi il cantante esprime ringraziamenti e ricordi: “Ringrazio mio padre, un po’ come Sinner. È un messaggio anche ai genitori che dovrebbero lasciare libero arbitrio ai propri figli. Se potessi fotografare tre momenti della mia vita… Il primo è quando arrivo da Roma a Milano, c’era la nebbia, la città non si vedeva però era bella, mi piaceva molto l’atmosfera, la carica che ti dava. Poi la firma che ho fatto con la Sony e l’incontro con Tina Turner che vorrei ricordare. Di tutto questo ringrazio il Festival, forse avrei fatto un’altra strada ma da qui ho iniziato”.

Sul palco sono saliti anche Sabrina Ferilli ed Edoardo Leo per promuovere i loro prossimi lavori per la Rai. Edoardo si esibisce anche in un monologo: “Il sole della cultura è ultimo spiraglio luce prima del buio”.

Sul palco dell’Ariston si sono esibiti Paolo Jannacci Stefano Massini con un dialogo in musica, per riflettere sul tema delle morti sul lavoro.
“Questo è il festival della canzone italiana e l’amore è stato declinato in tutte le sue forme possibili – dice lo scrittore e saggista – ma c’è un amore di cui non si parla mai, l’amore per i diritti che ci spettano chiunque tu sia. All’Ariston voglio far risuonare davanti a tutte queste persone una parola che è dignità: viva la dignità”. All’appello di Massini si è unito anche Amadeus: “il lavoro è un diritto che non prevede la morte e proteggere i lavoratori è un dovere”.

C’è anche Giuseppe Verdi sul palcoscenico di Sanremo. Il Coro della Fondazione dell’Arena di Verona ha eseguito tra gli applausi il “Va Pensiero”. E a esibizione finita, Amadeus ha ricordato come il canto lirico sia stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità e dato appuntamento a tutti per il 7 giugno, proprio all’Arena di Verona, per “il più grande evento d’opera mai realizzato”: in diretta su Raiuno e in Mondovisione con 150 professori d’orchestra e 300 artisti nell’anno del centenario della morte di Puccini.

Questi gli artisti che si sono esibiti con i relativi colleghi che li hanno presentati:

Il Tre presentato da Loredana Bertè
Maninni presentato da Alfa
Bnkr44 presentati da Fred De Palma
Santi Francesi presentati da Clara
Mr.Rain presentato da Il Volo
Rose Villain presentata da Gazzelle
Alessandra Amoroso presentata da Dargen D’Amico
Ricchi e Poveri presentati da BigMama
Angelina Mango presentata da Irama
Diodato presentato da The Kolors
Ghali presentato da Mahmood
Negramaro presentati da Emma
Fiorella Mannoia presentata da Annalisa
Sangiovanni presentato da Renga Nek
La Sad presentati da Geolier 


Alla fine della serata viene resa nota la classifica dei primi cinque posti: 


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