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lunedì, Maggio 20, 2024

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SANREMO 2024: i primi ascolti e le pagelle dei 30 brani in gara

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Oggi a Milano si sono tenuti in anteprima i preascolti delle canzoni del 74° Festival della Canzone Italiana, in onda dal 6 al 10 febbraio su Rai1. FareMusic era presente e quelle che seguono sono le nostre impressioni.

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Prima di continuare è opportuno premettere che con un unico ascolto dare una valutazione completa ed esaustiva è limitante. Inoltre, c’è da aggiungere che ascoltare 30 brani nuovi, uno dietro l’altro, mette a dura prova chiunque e difficilmente alla fine si riesce ad essere completamente imparziali.

Sanremo è cambiato, da tempo, da anni. Cambiano le generazioni, le epoche, di anno in anno e le canzoni che il mercato offre sono il biglietto da visita a cui fanno riferimento le scelte del direttore artistico di Sanremo per l’anno successivo. La musica da quando è diventata liquida, passa attraverso i nostri device ad una velocità spesso incontrollabile ed è quindi comprensibile che, anche quest’anno, Amadeus abbia scelto una rosa di artisti eletti col nome di BIG, soprattutto per promuovere la loro carriera, i progetti creativi di molti che, lavorando in team, credono in una propria comunicazione, più o meno premiata dal grande pubblico. Quest’anno i cantanti in gara saranno addirittura 30. Quindici per ogni serata, una scelta lunga e difficile che deriva da una minuziosa cernita tra 400 ascolti, poi ridotti a circa 50 brani che, a detta dello stesso Amadeus, valevano tutti un posto per il palco dell’Ariston in Eurovisione.

Come da tradizione, gli studi Rai ci presentano “AMA” affiancato dall’ormai storico amico delle serate “DJ Arena di Verona”, Massimo Alberti, che armeggia alla console per farci ascoltare i brani in gara.

sanremo

IMPRESSIONI & PAGELLE
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CLARA – “Diamanti Grezzi” (A. La Cava – F. Catitti)

E’ la vincitrice della sezione “Giovani”. La sua canzone “Boulevard” ha trovato i consensi di tutti. Lei, una ragazza bella e dotata di un timbro delicato e moderno che al prossimo Festival presenta un brano piuttosto diverso. Si intitola “Diamanti Grezzi”, ha un inizio di strofa sullo stile di un Mamhood al femminile che sfocia poi in un riff molto bit-dance. Sicuramente una scelta comune studiata per entrare nel panorama pop attuale, quel dance che impera nella discografia di oggi. Diamanti Grezzi sarebbe un buon brano ma ci si aspetta di più e il suo “Bacio con la lingua che fa paura” fa venire forse più voglia di tornare nel suo “Boulevard”.  Sarebbe stata perfetta una parte di “Arrange” svuotata appositamente per impreziosire il brano, e invece la sua musica si perde. Peccato

VOTO 5

Diodato – “Ti Muovi” (A. Diodato)

Antonio Diodato è una delle voci maschili più belle che abbiamo. Per questo nutriamo grandi aspettative. Finalmente un pezzo scritto e composto dal suo cuore pugliese di artista a tutto tondo. E soprattutto firmato solo da se stesso e senza bisogno di affiancarsi ad altre tre o quattro firme come spesso oggi capita. Salta subito in aria il ritmo scelto un pò in stile ballad retrò. “Ti Muovi” non è sorella a “Fai Rumore” ma piuttosto una cuginetta. Il suo arrangiamento d’archi è palesemente studiato in stile colonna sonora cinematografica. Abituati alla sua pregevole collaborazione con Ozpetek forse è la strada migliore da seguire. Bravo.

VOTO 7

Mamhood – “Tuta Gold” (A. Mahmood, J. Ettorre, F. Catitti)

“Tuta Gold” diciamolo subito è un titolo che resta impresso. Ha un bell’immaginario col suo suono mediorientale e intimista sulle strofe; quando parte la grancassa è un gran bel mood incalzante. Molto apprezzato l’arrangiamento, specie nella parte B che sfocia in un groove che spara tamburi tribali tanto da renderlo un vero African Dance Pop. Brano che non farà la differenza a questo Sanremo ma che si aggiunge piacevolmente al suo repertorio live che in concerto farà ballare a piedi nudi. Piacevole.

VOTO 6/7

Sangiovanni – “Finiscimi” (Sangiovanni, P. Milano, F. Vaccari, A. Ferrara, F. Campedelli)

Il nostro Sangio è talmente buono che si diletta in un Intro d’apertura sognante con campanelli e stelle di elettronica. Questa è una ballad d’amore diversa dalle solite sue composizioni. Stavolta non si rappa. Forse ci sono già troppi che lo fanno. Per cui la scelta è buona e il suo incedere vocale è sempre caratteristico. Il pezzo comunque non decolla. Avrebbe dovuto puntare sul comporre un brano stile “Tango” di Tananai, ecco allora avrebbe fatto breccia.

VOTO 6

Loredana Bertè – “Pazza” (L. Bertè, L. Chiaravalli, A. Bonomo, A. Pugliese)

Con Chiaravalli che arrangia, la nostra Loredana nazionale c’è. E fa bene a tornare. Ecco, questo è il primo brano di questi preascolti che ti prende da subito. “Pazza” è un titolo che impazza e impatta sulle persone, ti fa venire voglia di muoverti, trasuda la simpatia di Loredana, un monumento del nostro rock italiano. Inciso molto forte e indovinato. Loredana si farà un gran bel Sanremo. E ne siamo tutti contenti. Un brano che si aggiunge con grande piacere alla sua carriera. “Col cuore ti ho spremuto come un dentifricio e nella testa fuochi d’artificio” – Vince già su tutta la linea. Pura Energia.

VOTO 7

BNKR44 – “Governo Punk” (D. Caponi, A. Locci, D. Lombardi, P. Serafini, M. Vittiglio, J. Ettorre”

Invece che “Governo Ladro”, dalla tipica battuta all’italian,a si passa all’ironia Punk. Un brano pulito e giovan e, loro sono un gruppo fresco che arriva dal podio di Sanremo Giovani 2023. Un governo punk è qualcosa che funziona nella sua ironia, nella sua città in competizione che fa rima con le riflessioni di una generazione. Molti i riferimenti nel testo ai Queen, alle vacanze al mare, alle scritture di musica nei garage. Il Riff che canta “Mi porti via da ME E E E ” entra subito in testa, molto radiofonica.

VOTO 6/7

Alessandra Amoroso – “Fino a qui” (F. Abbate, J. Ettorre, A. Merli, F. Clemente, P. Pasini)

Era un po’ di anni che non si sentiva un inizio di pianoforte classico a Sanremo. Forse dai tempi di Cocciante con “Se Stiamo Insieme”. E ci sorprende proprio per questo. Alessandra ci canta una “Ballatona” composta in perfetto stile Sanremese. Lei è perfettamente nel suo e il brano è stato scritto attorno alla sua voce, una delle migliori della sua generazione.
Il testo è molto interessante, specie per le citazioni a “Sally” di Vasco rossi e “L’odio” di Kassovitz, “Fino a qui… tutto bene”, citato da tantissimi rapper ma da pochissimi del pop, e questa è tanta roba. E tutto evoca un romanzo di Carver in cui Ale racconta l’adulta disillusione che ha l’amara sensazione di vuoto e di perdita, insieme all’attesa di qualcosa che appare in procinto di accadere; ma nel testo c’è anche il paradosso dell’incantata speranza quando l’artista chiama a se un po’ di vento affinché tutto voli via.
Limpida è la penna di Jacopo Ettorre che, insieme a Federica Abbate, Takagi & Ketra e Pierfrancesco Pasini, costruiscono attorno alla graffiante e ormai adulta voce di Alessandra una ballad con un ritornello che celebra sicuramente, nella sua enfasi, la kermesse sanremese. E poi Sandrina che parla di “caramelle anti-panico alle 2.43” è cosa che dell’acre sapore del banale non ha nulla. Comunque lei è una papabile vincitrice di questa edizione del festival.
(Recensione del direttore di FareMusic Mela Giannini)

VOTO 8

Fred de Palma – “Il Cielo non ci vuole” (F. de Palma, J. Ettorre, J. Boverod)

Ecco un pezzo che ci si aspettava dall’amico Fred. La prima cosa che salta in mente è il mood di Lazza dell’anno scorso. Le somiglianze di stile con “Cenere” sono davvero tante, (a tratti imbarazzanti). Ma comunque ci si lascia trasportare dalla cassa e dal Bit imponente con i giusti loop elettronici finali che impreziosiscono il brano. Ovviamente siamo lontani anni luce da un pezzo come “Cenere” che ha saputo guadagnarsi classifiche e consensi per tutto il 2023. Ottimo per i prossimi remix d’estate 2024. C’ha provato.

VOTO 6

Fiorella Mannoia – “Mariposa” (F.Mannoia, C. di Francesco, M. Cerri, Cheope, F. Abbate)

Fiorella attacca con la sua voce unica e immediatamente ci si cala nella sua grande maestria di interprete d’eccellenza. Il testo e la musica ti portano a viaggiare verso luoghi eterei e multietnici. “Mariposa” ricorda uno di quei viaggi come il mondo di Morabeza di Tosca, pieno di spezie musicali, di ecletticità e di amicizia che le lega indissolubilmente. Bello anche sentire le percussioni di suo marito Carlo. Se in questi ingredienti mettiamo anche un pizzico di Branduardi il quadro si completa e ci regala un brano che vorremmo sentire nei suoi prossimi live. Eclettica.

VOTO 7.5

The Kolors – “Un ragazzo una ragazza” – (A. Fiordispino, D. Petrella, F. Catitti)

Stash e i suoi dopo Italodisco dovevano continuare la festa sapendo bene cosa mettere in pista. La cosa bella di Stash è che lui prende spunto da un mix di artisti che ama, Michael Jackson, Fastlove di George Michael. Unitamente agli arrangiamenti con Petrella (ormai onnipresente a Sanremo), sembra ci sia continuamente una ricerca di atmosfere e i loop anni ’80, che hanno sempre un effetto di spinta immediata al ballo Dance. “Un ragazzo incontra una ragazza” diventerà un’altra Hit, non tanto a Sanremo ma soprattutto d’Estate. E l’obiettivo è esattamente quello. Pieno di Cazzimma.

VOTO 7

Emma – “Apnea” – (E. Marrone, P. Antonacci, J. Boverod, D. Petrella)

Questo brano mi ha piacevolmente stupito. Finalmente una scelta per Emma che la porta verso un repertorio diverso. Ne aveva assolutamente bisogno. Emma ci porta un brano in stile “Comprami” io sono in vendita di “Viola Valentino”. Il suo “Colpa mia, Colpa tua” è esattamente la stessa idea. E con una idea così può essere vincente, insieme alla sua voce che viene appositamente arrangiata con effetti asciutti e alti per catapultarla in un contesto nuovo. L’elettronica piace e ti permette di muoverti un po’ in pista, anche se qualche volta il risultato è, come dice il titolo, un po’ in “Apnea”. però apprezziamo lo sforzo che promuove il brano. Buon Sanremo Emma.

VOTO 6.5

Santi Francesi – “L’Amore in Bocca” (A. De Santis, M. Francese & Cecilia del Bono)

Con “L’amore in bocca” abbiamo un brano che finalmente scandisce bene le voci del duo, decise e spiccanti. Arrangiamento molto indovinato, riff centrale con una ritmica trascinante. Loro, vincitori di X FACTOR l’anno scorso, sono un duo interessante affermatosi  anche sul podio di Sanremo Giovani 2023. I due hanno già all’attivo una apprezzata carriera musicale. Ricordano molto i Subsonica di qualche anno fa, non cosi sperimentali ma potrebbero in futuro regalarci qualche perla.

VOTO 6/7

Rose Villain – “Click Boom” (R. Luini, A. Ferrara, D. Petrella)

Su Rose le aspettative sono alte. Lei è uno dei personaggi dell’anno, bella e particolare, intelligente per come compone e per come si propone artisticamente. La canzone ha una delle melodie più indovinate di questo festival. E’ la più contemporanea. “Click Boom” è un incipit che guadagna campo durante l’ascolto. Il brano ha la sua parte B della strofa dove l’arrangiamento si svuota appositamente per dare spazio alla voce potente che letteralmente martella in testa con il suo “Click Boom Boom Boom”. Qui siamo di fronte a una cantante e non solo a un personaggio. La potenza del pezzo è la Dinamica. Bravissima.

VOTO 8

Negramaro – “Ricominciamo Tutto” – (G. Sangiorgi)

Se Giuliano torna un motivo c’è. Il brano è completamente suo. E dopo quanti secondi pensate che si senta dalla sua bocca la parola “Mare”? Arriva subito, e ci racconta finalmente il suo testo, come, fino a questo momento di preascolti, non ha fatto nessuno. L’arrangiamento del brano è potente, ti entra sotto la pelle con un incedere emozionante. Nel suo cantato c’è tutto il supporto e l’amore dei suoi compagni di band. Penso che in Italia un amore così intimo sia proprio la caratteristica dei Negramaro. Giuliano sa trasmettere l’energia della musica. Loro hanno una grande carriera. Questo brano veste aderente le caratteristiche tipiche del repertorio della band salentina, e quando battono i piatti della batteria scatta la pelle d’oca di una volta. Emozionanti… e spero anche vincitori di questo Festival 2024.

VOTO 9.5

Big Mama – “La rabbia non ti basta” – (B. Mama, E. Botta)

Big Mama è un personaggio con una presenza scenica da icona Pop Dance di alto livello. Canta con un testo che incalza molto bene, un cantato e parlato che farà ballare tanti l’estate prossima. Anche qui si gioca come molti la carta dell’arrange svuotato di suoni per poi rilanciare il Boom sul finale. Tecnica che funziona per le grandi platee. Una sorta di Pezzo After Hour. Incalzante.

VOTO 6/7

Francesco Renga e Nek “Pazzo di te” – (F. Renga, Nek, D.Mancino, D. Faini, L. Chiaravalli)

Loro sono due belle voci che conosciamo come solisti. Insieme hanno un’amalgama interessante. Lo diciamo subito, questi esperimenti continui di duetti tra i due  alla lunga annoia. Gli arrangiamenti degli archi poi sono purtroppo un po’ stile pezzi di “Al Bano” che non impreziosiscono e non servono per la loro carriera. Ok, si divertono sicuramente insieme e la rosa degli autori sono più che apprezzabili, ma mi chiedo perché un ennesimo esperimento così. Una sera tra amici e viene fuori il brano. Cantano Bene di sicuro. Ma per il resto niente di che.

VOTO 6

Ghali – “Casa Mia” – (Ghali, D. Petrella e Michelangelo)

Ancora una volta troviamo Petrella tra gli autori dell’ennesimo brano, ma si aggiunge a sto giro anche Michelangelo vincitore con “Brividi” di Mamhood e Blanco. Lo dico con sincerità, siamo lontani dall’inventiva del primo disco di Ghali. Al suo esordio c’era genialità, estro e molte idee in più Qui invece la strofa non aggancia subito. Ma quando si arriva all’inciso ecco che qualcosa funziona meglio e ci riporta a quei mondi elettro- spaziali che vorrebbero elevarci a potenza. Peccato che non si va verso una dimensione oltre l’atmosfera. Abbiamo capito che è una vetrina promozionale e chissenefrega del resto. Solitario nella notte va.

VOTO 5.5

Irama – “Tu no” – (Irama, G. Nenna, Colonnelli, Monti, Mattozzi)

Ecco che arriva il fastidio. Pensavo di non provarlo e invece, mi spiace, qui Filippo attacca con una vocalità che stride. Sembra una “Ovunque sarai” parte seconda. Arrivato quarto classificato forse per la sua troppa somiglianza con Bruno Mars, oggi riprova a cantare con voce cruda, affettata anche male  e con vocali anche chiuse. Lo dice lui stesso, “Sono una stupida canzone”. Non che sia stupida, ma sicuramente un brano ridondante e confuso, pieno di urla e vocalità poco centrate. Irama avrebbe bisogno di ripartire da zero e ritrovare un suo genere, più pulito e delicato. Invece continua a perseguire canzoni che proprio non gli si addicono. Battaglia persa.

VOTO 4.5

Angelina Mango – “La Noia” – (A. Mango, F. Calearo, D. Faini)

Cominciare un brano sempre con quel sound che ha contraddistinto il suo primo anno di successi è ovviamente la carta vincente di Angelina. Dentro di lei c’è la vita. Non è solo figlia di Pino, un monumento della canzone italiana a Sanremo. Lei è Angelina, ha una voce straordinaria e un energia senza eguali. Il mood delle strade del sud è sempre una sua caratteristica. Sarà un altro successo italiano che farà ballare tutto e tutti e si aggiungerà al suo già fortunato repertorio. Ogni sua uscita è un successo. L’ultimo singolo “Fila Indiana”, dedicata a suo padre, è un brano da lacrime commosse e tutte le sue composizioni sono l’esatta contrapposizione della Noia. Pazzesca. Spero che vinca senza se e senza ma. Una Bomba.

VOTO 9

Geolier – “I p’ me, tu p’ te” – (Geolier, Simonetta, Antonacci, Totaro, D’Alessio, Petito e Michelangelo)

Lui è il Rapper dal cantato napoletano che trasforma le sue melodie in qualcosa di arabeggiante. Ovviamente la lingua napoletana, si sa, è internazionale e qui diventa automaticamente uno slang, come se il festival della canzone italiana si tramutasse in una sorta di festival dance dialettale che ti trasporta verso un festival Urban Dance. Un brano sorprendente con un energia elettronica tutta sua. Si sente che c’è una gran bella produzione dietro. Bravo, la sua carriera continuerà ben oltre Sanremo.

VOTO 7

Maninni – “Spettacolare” – (Maninni, Guglielmi, Pollex, Xefteris)

Eccolo il melodico giovane che aspettavamo. Purtroppo sempre molto convenzionale, uno sfogo personale che ti lancia verso la formula giusta per la felicità, come l’amore di un primo giorno d’estate. Il già sentito del già sentito. Voce e melodia ci sono, ma non bisogna troppo pretendere da un arrangiamento troppo carico. Il testo risulta banale e non aggiunge nulla all’ascolto, ma soprattutto non stupisce. Deve crescere artisticamente. Deludente.

VOTO 4.5

La Sad – “Autodistruttivo” – (Botticini, Paganelli, Zanotti, Clemente, Fonte)

Eccoli i tre dell’Ave Maria che aspettavamo. Tutti speravano che i tre avrebbero portato sul palco dell’Ariston un testo più cattivo, tanto da per poter finalmente avere una indignazione degna di nota. E invece, sorpresa, hanno usato il “Politically Correct”, quasi un “Bon Ton” di testo che per Sanremo diventa “un cuore di plastica e starti vicino è autodistruttivo”. Insomma, come cantava la Consoli, “é un amore di Plastica”. Però dai, sicuramente meglio che Maninni. Alla fine i ragazzi si difendono e potrebbero essere una sorpresa.

VOTO 6.5

Gazzelle – “Tutto qui” – (Gazzelle, Nardelli)

Arriva dal mondo indie e da lui ci si aspettava altro. Invece si presenta come un altro melodico giovanotto che ci trasporta nel suo mondo un po’ inutile e senza sapore. Forse il brano più noioso della rosa di ascolti. Peccato che tra i 30 cantanti dell’olimpo di questo Sanremo sia stato scelto come brano BIG. Sono certissimo che esiste qualcosa di meglio da ascoltare e proporre. Per carità, con tutto il rispetto per la sua produzione, ma siamo tanto indietro rispetto ad uno standard di qualità. Potevano sicuramente fare molto ma molto meglio.

VOTO 4

Annalisa – “Sinceramente” – (Annalisa, D. Simonetta, P. Antonacci, S. Tognini)

Ed eccola qui la favorita dell’anno. La mia conterranea Annalisa ha sicuramente una voce bellissima, dalla tecnica perfetta, che taglia, fende decisa e con precisione. Se pensavate una ballad fatta apposta per emozionare siamo ancora lontani. Peccato, sarebbe servito al suo repertorio un testo poetico. Questo brano invece è studiato appositamente per trapanarci il cervello col suo “Quando quando quando”, un altro tormentone in grado di sbancare e non solo sul palco di Sanremo, ma forse direttamente all’Eurovision 2024. Mossa studiata a tavolino? Certamente, come tutte le sue mosse. Qui si punta già a Maggio, altro che a Febbraio. Il pezzo che finisce con “Sinceramente Tua” ha un messaggio chiarissimo per la Giuria delle Radio, perchè questo è il pezzo più radiofonico del festival. Chiamala intelligenza, chiamala furbizia.

VOTO 7.5

Alfa – “Vai” – (Alfa, M.A. Jackson, B. Scott)

Finalmente saltiamo dalla sedia perché sentiamo qualcosa di nuovo tra i giovani. Hanno anche inserito un fischio western in mezzo al cantato. Un pezzo dance country che finalmente diverte. Ma allora c’è qualcuno che sperimenta ancora e che magari, se un brano fa schifo, lo cancella del tutto e ricomincia da zero. Meno male. Ecco, questi sono i risultati di un arrangiamento divertente e che incalza piacevolmente, più dei classiconi melodici. Un grandissimo Alfa. Qui c’è una produzione intelligente che avrà il suo filone di pubblico senza alcun dubbio. Credo che sia una delle cose più nuove mai fischiate (si fa per dire) al festival. Bravo Cowboy.

VOTO 7

Il Volo – “Capolavoro” – (E. Roberts, S. Marletta, M. Tenisci)

Ginoble attacca per primo, lui è sempre la prima scelta dei tre. La sua voce baritonale merita sempre di impreziosire l’inizio dei loro brani, ed è comunque anche il più bello. Si passa a Piero, che ha fatto il suo cambiamento di stile estetico e si aggancia a Gianluca con la sua voce pop-belting per poi girare in maschera e appoggiare le sue note a Ignazio che è scelto per lanciare l’inciso. Una scelta di stile compositivo vocale ineccepibile. Un Riff che piace e che ha un giro melodico molto ben studiato, una composizione finalmente pensata. Sia ben chiaro, l’auto celebrativo titolo non vuol significare che ci troviamo di fronte a un capolavoro, ma i 3 ragazzi questa volta hanno portato a Sanremo un gran bel brano. Ci auguriamo che il  loro album prosegua con questo stile più pop e meno lirico.

VOTO 7

Dargen d’Amico – “Onda Alta” – (D’Amico, Roberts, Fazio, Marletta, Cheope)

Le aspettative dopo “Dove si Balla” sono alte. E comunque Dargen non delude. Il suo testo diverte e il BPM scelto è preciso per saltare tanto quanto i suoi successi da Disco Music. “Sta arrivando, sta arrivando l’Onda Alta” – “Non ci resta che pregare finche passa”, le rime di “Bambino” con “bel Casino” funzioneranno alla grande e come al solito Dargen lascerà il segno per chi vorrà divertirsi. Non aspettiamo altro che vedere i suoi outfit sul palco. Un vero personaggio da intrattenimento.

VOTO 7+

Il Tre – “Fragili” – (Il Tre, Di Mario, Zou, Aprili, Sinigaglia)

Ma mi domando, ma il Tre era uno che rappava? Ah ecco, a metà canzone prova a rappare, ma lo fa dopo essersi trasformato nella strofa in una sorta di Irama dei primi tempi, e quindi il Medley non funziona troppo. Non si capisce bene dove vuole andare. “Siamo fragili come la neve” ci dice e ci fa pensare che sia fragile anche artisticamente. Peccato (anche qui posto tra i Big un p’ ballerino). Soprassediamo

VOTO 5

Mr Rain – “Due Altalene” – (Mr. Rain, L. Vizzini)

Mr Rain ci insegna che fatto un successo come “Supereroi”, magari si prova a bissarlo o magari a puntare nuovamente ad una nuova colonna sonora Disneyana dopo “Elemental”. Una strada sicuramente buona da seguire artisticamente. Abbiamo una canzone d’amore sospesa in aria come “Due Altalene”, piacevole, delicata, come ormai ci ha abituati. Per questa volta la si riesce ancora ad accettare, ma un altro progetto del genere potrebbe risultare indigesto.

VOTO 6.5

Ricchi e Poveri – “Ma non tutta la Vita” – (Roberts, Marletta, Cheope)

Udite udite, i Ricchi e Poveri come potevano iniziare un loro nuovo brano? Ma autocitandosi. Attaccano con “Che Confusione”…vi dico solo questo…ovvero un “Autocitazione”. Per cui partiamo già giocando in casa. Il pezzo è un ballabilissimo stile “I Love you Baby” della Gaynor … e quindi cosa possiamo dire? Che Angela e Angelo, dopo cotanta carriera, possono fare un po’ quello che vogliono, a loro è concesso tutto, soprattutto perchè sono un simbolo di Sanremo. Ci vogliono far ballare e divertire. E DIVERTIAMOCI.

VOTO 7 (9 per i loro adorabili sorrisi che me li vedo già).

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