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lunedì, Gennaio 30, 2023

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L’ASSORDANTE SILENZIO DEGLI ARTISTI SULLA CRISI DI GOVERNO

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Siamo già in campagna elettorale e le elezioni sono molto vicine dato che c’è di mezzo l’agosto. Dagli artisti musicali non una sola parola sulla caduta del governo Draghi e di quello che purtroppo ci aspetta da qui a poche settimane.

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La confusione è totale e chiaramente c’è una sfiducia impressionante verso la nostra classe politica anche nel settore della cultura e dello spettacolo, che però sembra totalmente assente dalla realtà. Mai in vita mia ho assistito a una distrazione di massa come questa, eppure siamo invasi da una crisi senza precedenti: pandemia che dura ormai da quasi tre anni, crisi idrica con i nostri fiumi prosciugati, i decreti aiuti del governo bloccati, guerra, aumento dei costi energetici e alimentari, decadenza culturale e la peggior classe politica d’Occidente che ha il peggior sistema elettorale d’Europa.

Tutto questo sembra non interessare. Lo scenario sembra quello degli anni ottanta. Stadi pieni, concerti sold out, tutti a ballare sulle spiagge libere come se non fosse accaduto nulla. Imbarazzante. Giorgia Meloni è in testa nei sondaggi ma sembra normale che la parte più populista e della destra estrema possa vincere le elezioni. Per me che vengo da stagioni in cui si fermava il Paese per un solo decreto legge dei governi democristiani, questo silenzio assordante è inconcepibile.

Ovvio che il disincanto e la sfiducia la facciano da padroni per come si è ridotto il nostro sciagurato Paese ma l’assenza di appartenenza per la difesa della democrazia è davvero allarmante. A eccezione di Madame che su Twitter ha scritto : “Giorgia Meloni è una vergogna per il genere umano”, non ho letto un solo post a proposito, da parte dei tanti influencer e artisti musicali che passano la giornata sui social.

Sembra che tutto sia normale, ma non lo è. Probabilmente a settembre vedremo qualche concertino organizzato dai partiti in cui qualche artista suonerà gratis tanto per accaparrarsi dei favori, tipo Povia ad esempio,  ma credo che tutti già pensino a procurarsi un posto al Festival di Sanremo con magari Matteo Salvini in prima fila a godersi il carrozzone.

In questo quadro mi domando che senso ha scrivere ancora canzoni se tutto questo passa inosservato? Davvero ci meritiamo un governo di stampo ungherese? Io non lo credo. Dal mondo della musica, dello spettacolo e della cultura non c’è stata la minima reazione. Assistiamo inermi allo sfascio del Paese. Solo i sindaci si sono mobilitati ma sono rimasti inascoltati.

Nel frattempo leggiamo proposte “innovative” come quelle di Berlusconi che promette un milione di alberi quando il programma di Draghi ne stabiliva già 6milioni l’anno, la foto di Salvini con le immagini di Madonne piangenti e santini appese al muro e altre facezie. Sarà la campagna elettorale più violenta e fortunatamente più veloce mai vista dal dopoguerra in poi. Sentiremo piovere promesse come regali di Natale e masse di gente plaudente.

Nel frattempo chiuderanno altri teatri e cinema e aumenteranno le code delle file dei ragazzi iscritti ai talent show: X Factor, Sanremo Giovani e altre gare canore nelle piazze di provincia. Avanti così con i tappi nelle orecchie e con i paraocchi aspettando le bollette del gas e della luce da 800 euro a bimestre e i biglietti da acquistare in prevendita più cari d’Europa. Avanti Savoia, che la cultura muore.

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