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La giovane cantautrice siciliana Moga si racconta – INTERVISTA

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Ho sentito, per un’intervista su FareMusic, la cantautrice Moga che racconta, come se avesse in braccio la sua chitarra, la sua passione per la musica, ciò che canta nelle sue canzoni.

Moga è una ragazza, classe 1984, partita dalla Sicilia con destinazione Roma, per coltivare il sogno della sua vita: fare musica. La raggiungo al telefono in un mite pomeriggio d’autunno, lei è da poche ore arrivata nella sua (nostra, perché lo è anche di chi scrive) Sicilia per una serie di interviste radiofoniche, «domani» – mi racconta nell’intervista – «sarò a Palermo, a RadioTime».

Ne approfitta per trascorrere una settimana nella sua splendida Cefalù, dalla quale è partita, dodici anni fa per seguire la passione della musica.

Oggi ci parla di “Fuitina” il suo nuovo singolo estratto dall’EP “Una donna dietro le apparenze”, una canzone scritta a quattro mani con Francesco Silveri, che parla di una fuga d’amore che ha un finale positivo.

moga

 INTERVISTA A MOGA

Ciao Silvia, intanto benvenuta su FareMusic, ho sentito una tua esibizione live, cinque minuti di pura energia, sulla pagina Facebook della Red & Blue di Marco Stanzani, mi fa piacere poterti intervistare. 

Ciao Antonino, grazie a te e un saluto ai lettori del FareMusic…

Come ti dicevo, ho ascoltato la tua esibizione, una botta di energia che mi ha sorpreso per la tua interpretazione, per lo stile di narrazione, positivo ed energico. Un arrangiamento moderno che pesca nella tradizione, ma che ha una veste rock e, non so come dire, un cuore folk. 

Esattamente, quando mi chiedono a quale genere appartengo, non posso dare una risposta univoca, la musica, quella che scrivo, è il risultato di generi che si mescolano, spaziano dalla tradizione siciliana alla musica rock, il risultato poi è quello che faccio. 

Da dove nasce la tua passione per la musica? Quando hai capito che questo era il canale che poteva portarti ad esprimere le tue emozioni? 

La musica è presente da sempre nella mia vita, mio padre è un musicista, mia sorella canta, anche mia madre ha una bella voce, a casa mia gli strumenti musicali non sono mai mancati. Mia madre ricevette da suo padre una chitarra acustica anni ’70 che conservo ancora con molto affetto, anche mio nonno era un musicista, sono partita da quella chitarra, ho sempre cantato con mia sorella, da piccola ho anche fatto delle audizioni per partecipare allo Zecchino D’Oro, nella mia vita la , per tante circostanze, è un fatto naturale. 

Ho ascoltato il tuo brano “Fuitina”, parli di un amore fra due ragazze che, per vivere la loro storia, sono costrette a fuggire da casa, perché trovano l’ostacolo della famiglia. 

Sì, questo brano, che ho volutamente scrivere in siciliano, parla, nell’accezione positiva della “fuitina” come una fuga d’amore, non è direttamente autobiografico, perché io non ho mai avuto problemi con la mia famiglia per farmi accettare per quella che sono, per ciò che mi rende felice, mi rendo conto di essere molto fortunata, per questo ho voluto scrivere questa storia, per aiutare le persone che vivono l’omosessualità, soprattutto nel rapporto con la famiglia, con difficoltà, in questo caso la protagonista della storia scopre che i pregiudizi e gli stereotipi sono niente a confronto del bene di un padre.

Non ti nascondo che la cosa che mi sta colpendo è il riscontro che sto avendo da chi la ascolta, ricevo un sacco di messaggi in cui la gente mi racconta quanto si sente rappresentata in questa canzone, ho voluto che il finale fosse positivo perché è così che dovrebbe essere, ed è così che è stato per me. 

Quali sono le cantanti alle quali ti senti vicina, non dico ispirato, ma qual è la musica che ascolti? 

Sicuramente Carmen Consoli, ho visto tanti suoi concerti, lei è fenomenale, poi ricordo anche Gerardina Trovato, se non sbaglio anche lei siciliana. 

Sì, effettivamente mi hai ricordato, nella timbrica, la prima Gerardina… 

Poi c’è senz’altro la presenza della Nannini, della Bertè, di Battisti. Ho iniziato a suonare in Sicilia, ho fatto parte di gruppi di musica popolare, di musica folk, ho girato un sacco di piazze siciliane. Suonare live è vitale, oggi ho una band di supporto tutta al femminile che è di una forza pazzesca. 

Delle tue canzoni scrivi sia la musica che il testo. Come nasce una tua canzone? Ho letto che ami comporre con la chitarra o al piano, cosa ti spinge a scrivere un pezzo, parti da una melodia? Da un’idea che vuoi esprimere nel testo? 

In genere scrivo col piano, o con la chitarra. Scrivo la musica, penso all’arrangiamento, ad esempio per “Fuitina” volevo che avesse un’anima folk, ho voluto raccontare la mia terra e le sue tradizioni in una chiave del tutto innovativa, volevo raccontare una storia che immaginavo qui in Sicilia, il testo, che originariamente era tutto in italiano, l’ho scritto a quattro mani con Francesco Silveri, purtroppo scomparso un anno fa, poi ho aggiunto delle parti in dialetto, perché l’ho trovato coerente col tema della fuga d’amore, una fuga nata perché non si era accettati. Come ti dicevo, quando scrivo una canzone, prima scrivo la musica, per poi seguire una metrica canto dei semplici “na, na, na”, oppure scrivo dei numeri che diventano la parte su cui poi scrivo il testo. 

Bene, grazie Silvia, ti lascio alla tua musica, domani, visto che vai a Radio Time, salutami la mia Palermo, e tutta la costa Nord dell’isola. 

Ciao Antonino, grazie a te, lo farò senz’altro, a presto.

moga

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