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martedì, Gennaio 18, 2022

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Paul McCartney e Ringo Starr dalla parte dei manifestanti in America

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Paul McCartney e Ringo Starr non hanno tardato a dimostrare la loro vicinanza agli attivisti del #BlackLivesMatter che stanno manifestando in America per l’uccisione di George Floyd da parte della polizia e per protestare contro l’endemico problema del razzismo in USA.

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Paul McCartney
sui suoi social ha raccontato un aneddoto del 1964, quando i Beatles si rifiutarono di esibirsi per un pubblico segregato. Avvenne a Jacksonville, in Florida. Prima del concerto la band venne a conoscenza che bianchi e neri in platea erano stati separati. Alla luce di ciò i Beatles minacciarono di non esibirsi, cosa che spinse i promoter a togliere le barriere razziali del Gator Bowl Stadium. Da quell’episodio la band pretese che nei contratti firmati con i promoter locali per i loro live ci fosse una clausola che impedisse che il pubblico fosse diviso per per colore della pelle.

Mi fa arrabbiare che nonostante siano passati sessant’anni il mondo debba finire sotto shock per le orribili immagini dell’assurda morte di George Floyd per mano del razzismo della polizia. Tutti noi supportiamo e stiamo al fianco di chi sta protestando per far sentire la propria voce in questo momento. Voglio giustizia per la famiglia di George Floyd. Voglio giustizia per tutti quelli che sono morti e hanno sofferto. Restare in silenzio non è possibile”.

Ringo Starr ha invece scritto sui social:

“Come mio fratello Paul ha detto, i Beatles si sono sempre battuti per eguali diritti e giustizia. Negli anni io non ho mai smesso di battermi per la pace e per l’amore. Mando il mio supporto a tutti coloro che marciano chiedendo giustizia e un mondo migliore”.

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