Home Le pillole di A. Salerno Caro signor Claudio Baglioni – Lettera aperta

Caro signor Claudio Baglioni – Lettera aperta

1687
0
SHARE
baglioni
Voto Utenti
[Total: 2 Average: 4.5]

Caro signor Claudio Baglioni

Premetto che io l’ho sempre stimata come artista e che da ragazzo ho consumato il suo leggendario album Questo piccolo grande amore, e che poi nel tempo ho avuto modo di seguire la sua fantastica carriera artistica, compreso quella deliziosa follia di Anima mia, grazie alla quale Fabio Fazio l’ha sdoganata dall’Olimpo degli Dei  per farla scendere fra noi comuni mortali.

Detto questo, complice la RAI, lei forse ha fatto dei danni al Festival di Sanremo, depotenziandolo in seno alla gara, e conseguenti eliminazioni.

Per carità, capisco benissimo la sua buona fede, quel cercare di proteggere chi si mette in gioco su un palco che da sempre fa venire i brividi a chi lo calca. Ma vede, caro signor Baglioni, la  forza del Festival non sono mai state le canzoni, ma i suoi protagonisti: i cantanti, i presentatori, i giornalisti e tutte le dinamiche e polemiche che si scatenavano al suo interno, propagandosi poi al pubblico che si divertiva da matti.

Ora, le posso garantire che, in epoche lontane, certe eliminazioni sono state ingiuste e clamorose, ma mi creda le grandi canzoni non le ferma nessuno. Qualche esempio? Su tutte Il ragazzo della via Gluck che vendette la bellezza di 1.250.000 in poco più di due o tre mesi. Ma ce sono state tante altre che hanno subito torti, che poi il pubblico ha scoperto e premiato. E  stiamo appunto parlando di tempi in cui non andare in finale interrompeva di colpo un progetto discografico.

Eppure nessun organizzatore o discografico si è mai azzardato a chiedere di sopprimere la competizione, che era il sale del FESTIVAL, la sua caratteristica.

Ed ecco arrivare lei che con una bacchetta magica cambia tutto, perché tutti devono essere premiati, nessun cantante deve più patire una eliminazione propinandoci così per due anni cinque sere noiosissime – come naturalmente si è quasi sempre verificato in passato – anche se condotte benissimo da lei e dai suoi collaboratori, la simpatica Raffaele e l’amico Bisio.

Personalmente non ho neppure nulla da dire contro la scelta di cantanti e canzoni, sapendo quanta musica di merda giri in Italia, (però ce n’è anche di buona), e quanto sia complicato mantenere tutti gli equilibri.

Non entro nemmeno in argomento per la faccenda della F&P Group, perché quel campo non é di mia competenza… voglio davvero limitarmi agli stretti confini della manifestazione.

Vede, caro Claudio, i tempi sono molto cambiati, oggi chiunque potrebbe fare a meno di Sanremo perché la tecnologia fa miracoli. Il WEB è la nuova arena musicale, e lì le canzoni imperversano liberamente e allegramente. Nonostante ciò, lei ha voluto cambiare le regole. Ma nonostante tutto, nonostante lei lo abbia persino definito il Festival dell’armonia… oddio, ora mi viene proprio da sorridere… insomma, tutta questa armonia non si è proprio vista.

Forse era meglio tenersi il Festival com’era, con i Giovani e i Big, insieme ad un organizzatore che non avesse il cuore tenero come il suo, visti i risultati e le polemiche sul vincitore.

Per concludere, tornando alle competenze, non sarebbe meglio, secondo lei che ognuno facesse il suo mestiere? Ovvero il presentatore, l’organizzatore e il cantante. Non mi risponda subito, ci pensi. Mi stia bene, e in bocca al lupo per tutto.

Cari saluti
Alberto Salerno

Commento su Faremusic.it