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Ascolti in calo per la Finale di Sanremo 2019 – Ultima conferenza stampa

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E si è conclusa la 69ma Edizione del Festival di Sanremo con la vittoria a sorpresa di Mahmood.

La serata finale è stata seguita in media da 10 milioni 622 mila telespettatori con il 56.5% di share. La stessa serata dell’edizione 2018 era stata seguita da una media di 12 milioni 125 mila telespettatori pari al 58.3% di share.

Confermato il trend in calo degli ascolti registrato in tutte le sere di questo Festival, rispetto allo scorso anno, per un totale di 1 milione e mezzo di spettatori e circa due punti di share.

C’è pero da sottolineare che la serata della finale ha guadagnato 10 punti percentuali rispetto alla quarta serata, quella dei duetti, che aveva fatto registrare 46.1% di share.

Ma vediamo gli ascolti in dettaglio:

La prima parte della serata, dalle 21.26 alle 23.51, ha avuto 12 milioni 129 mila spettatori con il 53.1%; la seconda parte, dalle 23.54 all’1.34, 8 milioni 394 mila con il 65.2%.

L’anno scorso a prima parte della serata aveva ottenuto 13 milioni 240 mila spettatori, con il 54% di share, la seconda invece 10 milioni 401 mila con il 68.9%.

Il picco di ascolto di spettatori durante la finale è stato registrato alle 22.10, con 13 milioni 311 mila spettatori mentre Eros Ramazzotti terminava la sua ospitata; il picco in share all’1.26, con il 73.7% si è avuto durante la proclamazione del vincitore, Mahmood.

Sulla piattaforma streaming RaiPlay il Festival è cresciuto addirittura del 50 per cento, mentre sui social la kermesse è stata l’edizione con più interazioni di sempre. L’ultima serata si sono registrate più di 4 milioni di interazioni (15 milioni nelle 5 serate), confermando una crescita del 10% rispetto alla passata edizione.

sanremo

LA CONFERENZA STAMPA FINALE DI SANREMO 2019

In conferenza stampa si è parlato prima di tutto degli ascolti e dei dati su citati. Poi si è parlati di Loredana Bertè, alla quale sarà consegnato il Premio del Pubblico dell’Ariston. A dirlo è stato Claudio Bisio:Le proteste non smettevano e così io mi sono inventato che avremmo dato un premio. Questo premio l’abbiamo trovato“. Poi ha aggiunto: “Sanremo è stata un’impresa mastodontica, bellissima. A 61 anni non ci pensavo, anche perché faccio un altro lavoro. Il mio unico rammarico è quello di non essere riuscito a fare più cose insieme a Virginia. Siamo entrambi dei talenti, ma non sempre pur avendo ingredienti di prima qualità si riescono a trovare le dosi giuste. Vorrei provare a trovare la giusta chimica […] Nella prima puntata ero trattenutissimo. Temevo di strafare… Poi ci ho provato e sono contento di non aver strafatto. Via via mi sono divertito sempre di più […] Siamo lavoratori indefessi, forse il risultato poteva essere migliore, ma ieri finalmente ho percepito l’armonia nella conduzione che avevamo cercato”.

Invece, Claudio Baglioni, in merito alle polemiche sul voto che ha ribaltato il televoto, favorendo Mahmood a Ultimo, ha dichiarato:

Se il festival vuole davvero essere una manifestazione popolare, potrebbe essere giudicato solo dal televoto. O il risultato finale viene deciso da giurie ristrette di addetti ai lavori, certificati come tali, o questa mescolanza con il televoto rischia di essere discutibile. Si crea la situazione per cui pochi pensano in un mondo, altri in un altro, ma si bilanciano. E’ lo specchio della società“.

Inoltre il direttore artistico ha sottolineato che non è corretto indicare Mahmood come un un italo-egiziano, Mahmood:

Non credo che il trattino sia appropriato è un ragazzo italiano“.

Per quanto riguarda in un possibile Baglioni Tris, per la prossima edizione, Baglioni ha detto:

Tanto lavoro ci sarebbe da fare e mi piacerebbe perfino farlo. Ma ma non ne ho la minima idea, perché il troppo storpia, anche se è bello e faticoso. Mio padre mi diceva sempre: fai ‘sto lavoro che è sempre meglio che lavorare. Ma se dovessi rifare il Festival porterei il numero degli artisti in gara da 24 a 20 e interverrei sulla lunghezza della trasmissione […] A questo punto ho tanto bisogno di ombra, almeno di qualche settimana di ombra per poi riaccendere riflettori quando tornerò a fare il mio percorso individuale”.

 

 

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