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martedì, Luglio 7, 2020

Neil Young: esce “Homegrown”, l’album “perduto” scritto nel 1975

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Sanremo: I voti sono regolari e il Festival non è un talent

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Cosa non abbiamo letto sui social in questi pochissimi giorni post Festival di Sanremo? Di tutto e di più, polemica su polemica, post su post, tweet su tweet.

Tutti quelli che hanno scoperto di possedere due pollici opponibili hanno pensato bene di usarli per dire la propria su tutto: sul vincitore Mahmood, sul direttore artistico Baglioni, sui valletti Claudio Bisio e Virginia Raffaele, sui rasta della Pravo, sulla Roll Royce di Achille Lauro.

Ma gli argomenti più “calienti” non sono stati né il mancato podio della Bertè e neanche il fatto che anche quest’anno Baglioni abbia duettato con tutti quelli che hanno messo piede sul palco, anche solo per sbaglio.

Niente di tutto questo, in quanto gli argomenti che hanno tenuto banco fin da subito sono stati: ma ‘sti cantanti sono tutti stonati o è il mio 65 pollici che non funziona? E poi: ma sta gentaglia tipo Achille Lauro, Motta, Ghemon, come cavolo hanno fatto ad essere stati selezionati? Al momento di scegliere le canzoni Baglioni c’aveva l’otite?

E poi ancora: ma che davvero il festival della canzone italiana lo ha vinto un egiziano? Ma sopratutto la domanda che ha attanagliato tutti è: ma come ha fatto Ultimo a non vincere il festival dopo che ha preso il 46,5% dal televoto e ha vinto invece Mahmood che ha preso solo il 14,1%?
Il dubbio che ci sia stata qualche irregolarità ha assalito molta gente che non si è nemmeno sprecata per capire il regolamento sanremese. La superficilità di alcuni, di molti, si è soffermata solo  al momento della proclamazione del vincitore, quanto si sono viste in sovrimpressione sullo schermo, per qualche secondo, le percentuali delle votazioni del televoto che davano Ultimo con una percentuale alta che la vittoria di Mahmood è suonata un po’ strana.

Il dubbio, inoltre, deve aver impedito all’ossigeno di arrivare al cervello anche di Ultimo (vista la sua assurda e “coatta” reazione) che, in un video davvero fuori luogo – tanto quanto fuori luogo è stato il suo scagliarsi contro la sala stampa dopo la proclamazione del vincitore – postato appena tornato a casa, esprime tutta la sua perplessità sull’esito finale delle votazioni.

In particolare il suo disappunto sta nell’assurdo assunto che l’esito del televoto di gente “pagante” possa essere stato ribaltato dal voto dei giornalisti della sala stampa e dalla giuria d’onore composta da 8 persone (Mauro Pagani, Elena Sofia Ricci, Ferzan Ozpetek, Serena Dandini, Claudia Pandolfi, Beppe Severgnini, Camila Raznovich e Joe Bastianich), come se tutto il mondo ce l’avesse con lui, come se lui stesso non avesse letto e firmato il regolamento del Festival prima di salire sul palco dell’Ariston (stesso regolamento dell’edizione 2018 quando lui ha vinto tra le nuove proposte… ma l’anno scorso nessuna invettiva contro la stampa e nessun video denuncia è stato fatto dal “signore”) e come se la possibilità che la sua canzone non sia piaciuta non possa nemmeno esistere (magari pensa di essere il nuovo Tiziano Ferro… pensa di essere ormai il più grande autore sulla piazza).

I voti, purtroppo per tutti i detrattori, sono stati regolari, la somma della media delle percentuali dei tre voti, Televoto (50%) -sala stampa (30%) -giuria d’onore (20%), così come indicato e legittimato dal regolamento stesso stilato dalla Rai nel corso degli anni, e fatto in modo da arginare i vari “imbrogli” avuti, nelle edizioni festivaliere passate, in cui c’era solo il televoto, quando i voti venivano comprati e i fandom votavano in massa per far vincere gente più popolare, magari con canzoni per nulla meritevoli, a discapito della qualità. Ancora è vivido il ricordo del suicidio di Tenco, che mal sopportò l’esclusione della sua bellissima canzore per far posto a canzonette nazional-popolari di bassissima qualità artistica.

Il Festival non è certo un talent e nè dovrebbe avere le stesse dinamiche, soprattutto nel voto. Ad esempio, i Grammy e gli Oscar non vengono mai assegnati con il televoto.

Sicuramente il regolamento va migliorato, sicuramente la giuria d’onore dovrebbe essere composta totalmente da gente esperta nel settore, ma lasciare totalmente in mano al televoto la vittoria della kermesse sarebbe come far fare alla competizione 10 passi indietro. Ci sono già troppi talent in giro, sarebbe un peccato far regredire il Festival a certi livelli.

Comunque di tutto questo trambusto resta il fatto che il vincitore, meritatamente, è Mahmood con la canzone “Soldi’’, un brano per molti innovativo e sensazionale. Per il resto si sa, ogni anno a Sanremo è appuntamento fisso con la polemica.

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