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YouTube promuove l’industria musicale in cambio di un accordo di non-denigrazione

YouTube, negli ultimi mesi, ha dato duecentomila dollari a diversi musicisti per una campagna volta a migliorare il rapporto della piattaforma con l’industria musicale. YouTube ha chiesto in cambio ai musicisti di non denigrare il servizio di streaming-video

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YouTube, negli ultimi mesi, ha dato duecentomila dollari a diversi musicisti per permettergli la produzione di video e la promozione del loro lavoro attraverso cartelloni pubblicitari.

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Tale progetto sembrerebbe far parte di una campagna più ampia volta a migliorare il rapporto del sito con l’industria musicale.
In cambio di tale supporto promozionale, YouTube ha chiesto ai musicisti di non denigrare il servizio di streaming-video e di non rivolgere alcuna critica sul modo in cui la piattaforma paga per le visualizzazioni e i diritti d’autore.

Questo è quanto emerge da un rapporto redatto da Bloomerg, la multinazionale operativa nel settore dei mass media con sede a New York e filiali in tutto il mondo.

Cosa si cela dietro a questa iniziativa?

Rispetto alla maggior parte delle aziende, YouTube ha molti più motivi di preoccuparsi dei commenti pubblici degli artisti. Negli ultimi tempi, cantautori e artisti hanno assalito il sito per l’insufficiente distribuzione dei profitti e per la scarsa protezione contro la pirateria.

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Irving Azoff
Emma McIntyre/GettyImage

Nel 2016 decine di musicisti, tra cui Paul McCartney, gli U2, Taylor Swift, e numerose etichette discografiche quali Universal Music, Sony Music, Warner Music … etc, hanno firmato la petizione del manager Irving Azoff, che ha scritto al Congresso USA per protestare contro il Digital Millenium Copyright Act che consente a YouTube di fare soldi grazie all’infinita quantità di musica online gratuita, senza compensare gli artisti.

Oggi chiunque può portare con sè qualsiasi canzone in tasca grazie ad uno smartphone, mentre i guadagni dei cantautori e degli artisti continuano a diminuire” si legge nella petizione.

YouTube contrastò tali critiche asserendo di aver rafforzato la politica di violazione dei diritti d’autore e di aver destinato, negli ultimi dodici mesi, più di un miliardo di dollari di entrate pubblicitarie all’industria musicale.

Pare che il rapporto tra la grande industria discografica e il sito di video, di proprietà del Alphabet Inc.’s Google, sia migliorato a seguito dell’assunzione dell’ex discografico Lyor Cohen nel ruolo di capo del dipartimento musicale di YouTube.

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Lyor Cohen

Nel 2017 la piattaforma web è riuscita a firmare accordi a lungo termine con le principali etichette: un accordo di licenza globale con la Warner Music Group e nuovi accordi con Universal Music Group e Sony Music Entertainment.

Questi accordi hanno fornito a YouTube i diritti necessari per un servizio musicale a pagamento che sarà presentato entro la fine dell’anno.

C’è chi si aspetta che la piattaforma web si prepari a sfidare Spotify e Apple Music, con il lancio di un nuovo servizio di streaming incentrato sulla musica, chiamato “Remix”…

Nel frattempo, pare che YouTube speri soltanto che questa nuova iniziativa possa mettere a tacere le lamentele delle etichette discografiche e attirate il maggior numero possibile di sostenitori.

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