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lunedì, Aprile 22, 2024

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La musica come linguaggio universale: Intervista “On the road” agli americani sulla loro musica preferita

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di Silvia Jovine

La musica cambia le nostre giornate. Può farci sorridere o piangere a seconda di ciò che abbiamo più bisogno. Condensa attimi di felicità in ricordi inamovibili, svapora la banalità corrosiva della sterile routine, sa come deviare la corrente dei pensieri, e sa anche come darci lo slancio per risalire quando siamo stanchi di crogiolarci nella superficialità del male.

Non la ascoltiamo solo per distrarci, ma anche per pensare, ricordare o resettare.

 

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Crediti Foto Silvia Jovine


La musica non si limita a cambiare l’umore variabile tipico della nostra appartenenza al genere umano, ma ha anche un altro potere; quello di ramificarsi nella nostra testa e resuscitare ricordi che sembravano persi in un tempo lontano… Solo così, grazie a lei, hanno la possibilità di durare per sempre.

In America la musica è ovunque: all’uscita di qualsiasi stazione della metro, negli auricolari di migliaia di persone che camminano freneticamente senza guardarsi, nei furgoncini che vendono hot dog e gelati, nei pub pieni di giovani tifosi di band emergenti, vola fuori dalle finestre di una scuola di ballo e rimbomba all’entrata di palestre colme di bicipiti “modello Hulk”.

 

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Crediti Foto Silvia Jovine

Girando per le strade di Washington ed entrando in alcuni negozi di strumenti musicali ho scoperto che gli americani adorano parlare di musica.

Ho intervistato persone di tutte le età, uomini e donne che apparentemente sembrava non avessero assolutamente niente in comune, e invece…

La musica è probabilmente l’unico motivo che mi fa alzare dal letto ogni mattina…” ha dichiarato Diego, giovane americano appassionato di chitarra. “Credo fermamente che sia l’unico modo che abbiamo per comunicare Amore Vero; è un linguaggio universale. Unisce indiscriminatamente e ci rende simili, vicini, nonostante le distanze. Ascolto molta musica ma il genere musicale che preferisco è heavy metal”.

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Crediti Foto Silvia Jovine

 

Un signore con un cappello di paglia e un vinile di Eric Clapton sotto al braccio ha accolto la mia domanda con un sorriso complice. “Qual è il genere musicale che preferisco? Semplice. Il blues, bambina. Ascolto Eric Clapton da prima che tu nascessi. Lui è l’Uomo del blues, come lo definì Chuck Berry. Non mi interessa ascoltare nient’altro”.

In America ci sono negozi di strumenti musicali tanto ampi e suggestivi da farti sentire come Alice nel paese delle Meraviglie. Puoi stare ore ed ore a suonare una chitarra dal prezzo spropositato senza sentirti addosso gli occhi dei commessi e, soprattutto, senza doverla comprare.

 

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Crediti Foto Silvia Jovine

 

Mentre camminavo tra muri tappezzati di chitarre e scaffali colmi di dischi, ho visto una giovane ragazza alle prese con la sua prima chitarra. Si chiamava Gabriela ed aveva gli occhi che le brillavano di felicità. “Vorrei imparare a suonare l’ukulele ma non ho mai suonato nessuno strumento e mi hanno consigliato di cominciare con la chitarra…” ha mormorato strimpellando. “Non ho un genere musicale preferito… Adoro Beyoncé e mi piacciono molto i musical. Il mio musical preferito è Hamilton: un musical hip hop ispirato alla vita di Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America. Ha vinto il Premio Pulitzer per la drammaturgia ed è piaciuto a moltissimi teenager. In genere ascolto la musica prima di un esame importante; mi aiuta a rilassarmi e scaccia via ogni tensione”.

 

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Crediti Foto Silvia Jovine

Douglas, giovane oculista trentenne, ha dichiarato: “Amo quello che chiamo Dry Rock… il rock secco, puro, da band live. Mi piace il suono delle band anni ’60 e ’70, non troppo processato, un suono secco e vero. Il gruppo che preferisco sono i Creedence Clearwater Revival, complesso rock statunitense. Che significato ha per me la musica? Vuol dire tutto. Accompagna ogni momento della mia vita. Difficilmente la associo a sensazioni negative, in genere mi rilassa, mi mette di buon umore… mi fa sentire vivo”.


Una studentessa italo-americana ha confessato di avere diversi brani di Laura Pausini nella playlist del cellulare. “Mi piace la canzone Simili…” ha sottolineato con un sorriso. “La musica ci fa sentire tutti un po’ più simili, non trovi? Non dobbiamo capire per forza tutte le parole, basta ascoltarla e interpretarla in base ai sentimenti che proviamo in quel momento”.

 

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Crediti Foto Silvia Jovine


Non posso guidare verso l’ufficio senza una canzone dei Pink Floyd e non posso tornare a casa senza ascoltare a tutto volume un brano dei Police” ha ammesso Robert. “La musica non è solo una porta attraverso cui evadere o un mezzo per trovare la motivazione, è un modo di vivere”.

 

Sam, simpatico sudamericano, mi ha consigliato di ascoltare il brano I love music del gruppo musicale statunitense rhythm & blues The O’Jays.

 

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Crediti Foto Silvia Jovine


Io amo la musica” ha scandito con forza Sam. “Mi ha aiutato a superare molti momenti difficili. Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo 14 anni e sono molto contento di averlo fatto perché mi ha aiutato a rialzarmi molte volte, lasciando i problemi dietro di me e dentro le canzoni che suonavo. La musica aiuta a cambiare l’umore. Può catturare felicità, malinconia o gioia infinita in poche note disegnate su uno spartito. Nient’altro ha il potere di cambiare tanto rapidamente il percorso dei nostri pensieri”.

 

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Crediti Foto Silvia Jovine

 

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