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Sanremo 2017: Tutto quello che è successo nella 2da serata

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di Corrado Salermi

Archiviata la prima serata senza grandi colpi di scena e tuttavia con ascolti record (più del 50% di share), il Festival di Sanremo 2017 riprende con la seconda serata.

Esattamente come in scaletta si parte subito senza esitazioni con la gara della categoria Giovani per aggiudicarsi i due posti per la finale di venerdì. Ed eccoli tutti insieme chiamati a rapporto da Carlo Conti: Marianne Mirage, Francesco Guasti, Braschi e Leonardo Lamacchia.

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Non c’è nemmeno un attimo di respiro e tocca a Marianne Mirage aprire le danze. Introdotta da un rvm che la vede prima insieme al padre e poi alle prove con l’orchestra,  Marianne appare finalmente sul palco per cantare “Le canzoni fanno male“. Brava, nessuna concessione all’emozione, molto intonata (dote che è mancata nella serata di ieri).

A seguire, quasi senza soluzione di continuità, Francesco Guasti porta “Universo”: l’esibizione mette al primo posto la canzone, senza eccedere in interpretazioni sofferenti o studiate a tavolino. Ed il pubblico lo ripaga. Bravo.

E’ il turno di Braschi con “Nel mare ci sono i coccodrilli“. Il tentativo di mettere ritmo è apprezzabile, ma del cantautore pop c’è solamente ‘atteggiamento, ma non la sostanza. Peccato.

Chiude il quartetto l’esibizione di Leonardo Lamacchia con “Ciò che resta“. Il brano acquista grazie all’arrangiamento con l’orchestra una dolcezza che non appariva nella versione in studio. E cresce verso l’inciso. Non sarà perfetta ma è una bella canzone.

Però va fatto un appunto! Caro Carlo Conti, potevi mettere un po’ di pepe e di patos in questa gara invece di gestirla così di corsa: per chi è giovane è un momento importante, da vive con pienezza. Ahi ahi ahi!!! Ma che ti costava? Mistero…

Riecco tutti i giovani sul palco in attesa del verdetto: fuori Braschi e Marianne Mirage. Marianne? Si vociferava fosse la vincitrice… beh, c’è sempre il ripescaggio.

Sull’Ariston piomba il buio… e con esso il silenzio. Alcune immagini ci fanno capire che è il momento del primo ospite internazionale: il mago Hiroki Harache. Lo spettacolo è  suggestivo, ben congegnato tra luci, animazioni ed ologrammi… Ma a ripensarci, la magia dov’è?

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Finalmente Maria De Filippi entra in scena: eccola a distribuire portachiavi di “Carlo Conti” in sala: siparietto appena appena accettabile, così a lungo che lascia il dubbio che gi autori hanno fatto il minimo sindacale.

Riparte la gara con il prima Big di stasera: Bianca Atzei. Bella (come sempre). Ma “Ora esisti solo tu”, scritta da Kekko è un brano di vecchiume inaccettabile. Peccato, perchè stavolta Bianca ci aveva convinto col suo atteggiamento vocale.

Secondo Big, Marco Masini. “Spostato di un secondo” è il brano in gara. La sua carriera merita uno sforzo nella ricerca di qualcosa di buono in esibizione… ah, ecco: bella barba! Meno male che arriva Francesco Totti: le gesta del Capitano valgono più della serata vista finora. Anche se come presentatore…

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Do retta a te” ci illude: per un attimo sembra che spunterà Ruggeri ed invece sul palco ci sono Nesli & Alice Paba. Testo scontato, melodia scontata, arrangiamento scontato: è periodo di saldi!  A seguire un Big a cui questa calza a pennello: Sergio “Sergione” Sylvestre. Ho grandi aspettative ed incrocio le dita. Gran bel timbro, soprattutto all’inizio,  inadatto però a sostenere una canzone che mostra tutta la sua “giorgitudine”: salti di ottava, farsetti, cambi di registro!!! Un’occasione sprecata, anche se evidentemente il pubblico in sala non la pensa come me.

Faccio un primo bilancio della serata: Giovani battono Big per 4 a 0!

Arriva il momento degli “Eroi quotidiani”: ospite il sig. Salvatore Nicotra, dipendente pubblico di Catania che non ha mai fatto una assenza in quaranta anni di carriera. Ovazione del pubblico, certo. Ma quanta facile retorica! Bravo a fare lo splendido perchè la vita ti ha concesso il privilegio (anche se si dice culo) di non doverti assentare mesi e mesi, diversamente da altre persone, solo perchè la salute non ti si accanisce contro.

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Torniamo alla musica. E’ il momento di Gigi d’Alessio con “La prima stella“. Brano poco “d’alessiano” che solo in certi punti tradisce la sua origine. Buon testo e buon mestiere: nel mare di vuoto sentito fino qui emerge sicuramente pur senza essere un capolavoro.

Sulla copertina di Maurizio Crozza sorvolo. A molti piace. Secondo me non ha ancora affilato le armi. Qualche risolino qua e la. Ma a quale santo occorre votarsi per avere un brivido stasera?

E il turno di Michele Bravi, presentato da Carlo e Maria come se fosse il ReMida. “Il diario degli errori“: musicalmente è il solito giro di accordi, ma il brano finalmente cattura l’attenzione. Timbro particolare, promettente e ricercatezza nel testo privo di banalità. Non sarà il top, ma almeno si lascia dietro molti altri brani.

Ancora Francesco Totti alle prese, stavolta, con un’intervista dalle intenzioni ironiche. Confermato: la scrittura del programma latita.

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Settimo big in gara: Paola Turci. Forte delle sue tante presenze di altissimo livello Paola si presenta con “Fatti bella per te“, e parte benissimo: stile, energia, carisma, pura coerenza con il suo modo di essere artista. Ci piace, finalmente!

E finalmente il momento attesissimo: Robbie Williams, artista geniale ed eclettico che non sbaglia mai un colpo. Accolto dall’ovazione del pubblico porta sul palco “Love my life”. Ma come è possibile che anche i brani più leggeri all’estero diventano capolavori? Fiorse la professionalità? Mah… Finalmente un bridivo: Robbie Williams ruba un bacio in bocca a Maria!!! WOW! EUREKA!!!

Dopo questa botta di adrenalina arriva il vincitore della categoria Giovani nel 2016, Francesco Gabbani. Vado al sodo: si agita sul palco ricoperto di tanto colore ma il pezzo non vale una lira. Però piacerà e ce lo ritroveremo forse anche in estate. Pazienza.

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Mi rifaccio con la bellezza assoluta, e non solo vocale, di Giorgia: un’esibizione impeccabile, ineccepibile, perfetta, capace di dare senso al testo forte e ossessivo di “Vanità“. Bello anche il medley dei suoi successi sanremesi, dove la cantante romana riesce a librarsi tra tecnica ed emozione come solo lei sa fare. Pura magia.

Difficile, ma doveroso, tornare alla gara. Michele Zarrillo ha l’ingrato compito con la sua “Mani nelle mani“. Canzone curata nel testo, nella struttura e nella progressione armonica. Non immediata. E questo è già un valore.

Keanu Reeves! Introdotto da un video che ripropone le scene cult dei suoi film, tra le quali la mitica scena di Matrix, eccolo intervistato da Maria De Filippi che trae spunto da tanti oggetti simbolo (la pasta, dei pattini, una moto, la casa) per farsi raccontare alcuni momenti della sua vita. Si chiude con una performance rock al basso elettrico.

Decimo campione in gara: Chiara con “Nessun posto è casa mia“. Nessuna emozione per questo brano che scorre senza infamia e senza lode. Seguono Raige e Giulia Luzi con Togliamoci la voglia“: “…cosa c’è? cosa c’è? cosa c’è?…”  Nulla! Manca la melodia, manca la sofferenza e l’affanno del rap, e soprattutto manca il testo. Da dimenticare.

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Finiti i Big, finalmente! Ci rilassiamo con il trio Enrico Brignano, Flavio Insinna, Gabriele Cirilli che ci portano un po’ di buonumore facile ma carico di tanto artigianato e tanta amicizia. Un pizzico, appena, di verve a questa serata che francamente…

Altri ospiti internazionali: i Biffy Clyro con “Re-arrange“: bella la canzone, per carità, ma ormai non reggei nemmeno “Nel blu dipinto di blu“… Mi rifaccio gli occhi con la bellissima Sveva Alviti,  protagonista della fiction “Dalida” in onda su RaiUno.

E’ il momento del verdetto: passano Chiara, Michele zarrillo, Marco Masini, Paola Turci, Gigi D’Alessio, Francesco Gabbani, Michele Bravi, Sergio Silvestre.

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Fuori invece (e per ora) Nesli & alice Paba, Bianca Atzei, Raige e Giulia Luzi che si giocheranno con i tre esclusi di ieri i quattro posti per la finale.

Anche per stasera è finita… con Carlo Conti che continua a macinare chilometri come un treno.
Buona notte.

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