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“Disincanto” di Mango, il successo e le canzoni

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Crediti Foto Sito Mango Official
Voto Autore

di Andrea Amendolagine

Se qualcuno volesse conoscere la musica di Mango per la prima volta, sicuramente gli consiglierei “Disincanto“. Perchè questa scelta? Certo, se dovessimo addentrarci nell’intera discografia dell’artista di Lagonegro la scelta sarebbe estremamente difficile, considerando che, in una carriera lunga 38 anni (e prematuramente terminata nel 2014, ma quando muore un grande artista la sua scomparsa sarà sempre prematura anche se avesse avuto più di 100 anni di età), ogni disco pubblicato è risultato un piccolo gioiello di musica italiana; la scelta poteva anche ricadere su “Come l’acqua“, o “Credo” o “Sirtaki” o “La terra degli aquiloni“, ma per comprendere nell’immediato la grandezza di un artista così unico come Mango, “Disincanto” è il disco giusto.

Uscì nei negozi il 31 Maggio del 2002 su etichetta WEA (oggi Warner), e il successo fu enorme: “La rondine“, il singolo di lancio, fu tra i più grandi successi di quell’estate e l’album fu certificato doppio Disco di Platino per le oltre 200.000 copie vendute secondo le regole delle certificazioni applicate in quegli anni.

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Mango ritornava sulla scena musicale in prima persona dopo 3 anni di silenzio discografico e reduce dall’enorme successo di “Amore per te” del ’99 contenuto nella sua prima (e unica) antologia ufficiale “Visto così“.

La gestazione di “Disincanto” non fu molto semplice soprattutto per quanto riguardava i testi: fino ad allora, infatti, Mango aveva sempre collaborato con altri autori per le liriche dei suoi brani (da Mogol ad Alberto Salerno, dal fratello Armando a Pasquale Panella) e anche se nel disco sono comunque presenti nuove collaborazioni con questi storici parolieri di fiducia, la maggior parte dei brani sono interamente firmate dallo stesso Mango per testo e musica, in quanto molti testi che gli furono proposti non lo convinsero pienamente (si dice anche che furono scartati i testi di un giovanissimo Tiziano Ferro).

“Disincanto” è quindi il momento in cui Mango si rivela un vero e proprio poeta, caratterizzando la sua cifra stilistica di un linguaggio sempre più ricercato e ricchissimo di suggestioni in grado di poter descrivere ogni minimo aspetto di un qualsiasi sentimento umano (basta ascoltare “L’amore è invisibile”, uno dei suoi ultimi inediti, per farsi un’idea sul livello di ricerca raggiunto).

Crediti Foto Sito Mango Official
Crediti Foto Sito Mango Official

Considerato da sempre uno tra i maggiori importatori della World Music targata Peter Gabriel (artista che, in tante interviste, ha sempre dichiarato di ammirare), in realtà l’ispirazione “gabrielliana” di Mango è più concettuale che musicale: le radici del mondo, l’anima legata alla propria terra d’origine (la sua Lucania), il sentirsi parte di un’umanità in cui abbiamo tutti un’origine comune; tutto questo Mango lo rievoca in musica e cantando d’amore, altro sentimento universale, spesso accostandolo al mare e rendendo il tutto straordinariamente suggestivo.

“Disincanto” è infatti il disco d’amore per eccellenza, descritto, mai banalmente, in tutte le sue sfaccettature e prospettive: ecco quindi sottolinearne l’aspetto più carnale nella sontuosa “Io sono sentimentale“, dal piglio leggermente Reggae, per poi passare al lato più intenso ed emozionale in “E mi basta il mare“, forse il capolavoro assoluto dell’album, insieme al senso di completezza che un amore può dare nell’efficacissima “Mi piaci accanto“; si decanta la bellezza della donna amata in “Fiore del mondo” (con testo di Alberto Salerno e vera ballad-afro di stampo “gabrielliano”).

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Poi il desiderio di abbraccio e di amore eterno in “Non moriremo mai” (diventato un po’ per caso il brano che ha accompagnato la scomparsa di Mango), il lato più ruvido e grezzo nella diretta e rockeggiante “E mi consumo“, per passare alla fine di un storia d’amore nella famosissima “La rondine“.

A dare ulteriore qualità all’intero lavoro ci pensano la Cover di “Michelle” dei Beatles, realizzata con soli intrecci di tracce vocali, e il capolavoro di chiusura “Gli angeli non volano” dedicato alla madre scomparsa. Un percorso emozionale unico ed autentico in cui gli arrangiamenti di Rocco Petruzzi (fedelissimo collaboratore di Mango da tantissimi anni) e i maestosi archi diretti da Paolo Buonvino rendono in musica l’idea del succedersi intenso delle emozioni, quasi in una sorta di legame con l’ambiente che ci circonda.

Inutile dire che la voce di Mango, quasi sulla soglia dei 50 anni, raggiunge un livello di limpidezza intervallato da una gusto più ruvido che la rende tecnicamente e stilisticamente eccellente. Cosa altro dire per giustificare la scelta di “Disincanto“? La perfezione delle melodie, uniche, originali, ormai introvabili, ispiratissime.

Ascoltare per credere.

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TRACKLIST

01 – “Disincanto” (Mango)
02 – “Io sono sentimentale” (P.Panella – Mango/Mango)
03 – “La rondine” (Mango)
04 – “Un amore non torna” (A. Mango/Mango)
05 – “Non è amore da ridere” (Mango)
06 – “Fiore del mondo” (A. Salerno/Mango)
07 – “Michelle” (Lennon/McCartney) – Cover
08 – “E mi basta il mare” (Mango)
09 – “Mi piaci accanto” (A. Mango/Mango)
10 – “Non moriremo mai” (Mango)
11 – “Ho consumato la notte” (A. Mango/Mango)
12 – “E mi consumo” (A. Mango/Mango)
13 – “Gli angeli non volano” (Mango)

 

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