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Quanto vale la musica in radio

Radio e musica, il rapporto che intercorre tra quello che ascoltiamo e quello che conviene alle radio trasmettere. Niente rischi, questo è il metodo usato dalle radio

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di Marco Stanzani

Quando una emittente tv registra un calo degli ascolti agisce immediatamente sui programmi, a volte stoppando quelli con dati deludenti direttamente dopo solo la prima puntata.

In radio non funziona così.

In radio se gli ascolti sono in calo generalmente si preferisce mettere mano alla musica che accompagna i programmi, virando su scelte ancora più restrittive nei confronti di talenti emergenti e preferendo a loro artisti consacrati. Se ne determina che la radio opera scelte non mirate verso la bontà artistica di chi si propone, ma a favore della notorietà di chi canta.

E se un signor nessuno ha appena scritto la nuova “Imagine” la radio se ne frega. Manco lo valuta. La radio preferisce programmare, che so, un deludente Ligabue piuttosto che un promettentissimo talento esordiente.

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Perché lo fa?

Perché sa che l’ascoltatore è un “animale distratto”, intento a fare mille altre cose quando la radio passa musica. Per questo è convinta che se chi canta alla radio è perfettamente riconoscibile, l’ascoltatore sarà meno invogliato a cambiare stazione.

E come si difende la radio?

La radio non si difende. Non ne ha bisogno. E’ convinta che dalle sue decisioni si determini il flusso delle maree nel variegato mare della discografia.

La radio semplicemente fa spallucce e dice che non è vero.
E poi ti inanella una serie di giovani che giura di programmare.

Ma a ben vedere questi giovani, in generale, o rappresentano produzioni di sua proprietà, oppure sono artisti emergenti usciti dai talent.

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Ma qui scatta il grande inganno.

Quelli usciti dai talent, però, non sono più emergenti. Sono artisti che si sono esposti in tv per almeno 3 mesi e quindi hanno avuto tutto il tempo di fidelizzare il grande pubblico che al loro debutto in radio già saprà riconoscerli.

La radio perciò non si assume più alcun rischio, e questo vale non solo per i grandi network, ma anche per le radio interregionali, le quali hanno assunto le classifiche di programmazione come il nuovo corano col quale intendono evangelizzare i propri ascoltatori.

Noi siamo una hit radio e programmiamo solo grandi successi, questo è il refrain al quale ormai tutti noi della promozione siamo assuefatti.

Probabilmente se Sanremo Giovani durasse tre mesi i partecipanti avrebbero qualche possibilità di passare alla radio. Invece cantano una sera soltanto. I più fortunati due.

Ma del 90% di loro si è già quasi persa ogni traccia.

Perché siate onesti con voi stessi.

Per caso vi ricordate chi è arrivato terzo a sanremo giovani l’anno scorso?

Playlist di 20 giovani che hanno partecipato a Sanremo Giovani e che abbiamo dimenticato:

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Marco Stanzani
Dopo aver contribuito al successo di numerosi artisti negli anni 90 (Lucio Dalla, Samuele Bersani, Pitura Freska, Massimo Riva, Tiromancino, ecc.), tra il 97 e il 2001 Stanzani si occupa come produttore esecutivo, responsabile della promozione, ufficio stampa e management, del lancio, mediatico e commerciale, del progetto Lunapop. Nel 2002, dopo aver raggiunto e superato il traguardo del milione di copie vendute con un solo album (ed oltre 200mila singoli), dopo la vittoria di un PIM (Premio Italiano della Musica), di 4 Italian Music Awards, e del Festivalbar edizione 2000, decide di imboccare un’altra strada rispetto a quella del gruppo bolognese (che di li a breve si scioglierà) e di gettarsi in una nuova avventura al servizio di altri artisti e gruppi di lavoro: la Red&Blue Music Relations.

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