Ha fatto scalpore la performance di Ingrid Andress all’ Annual MLB Home Run Derby, dove in uno stadio stracolmo, ha storpiato l’Inno Americano stonando in completo stato d’ebrezza. La giovane diva del Country scusandosi, ha ammesso di avere seri problemi di alcolismo, annunciando che si sottoporrà immediatamente a una terapia disintossicante.
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Il video che impazza sui social è desolante e drammatico. Appare inammissibile che in un evento così importante, visto da milioni di persone in tutto il mondo, un giovane talento musicale, che ha già ricevuto premi e nomination agli Awards, possa presentarsi in uno stato simile distruggendo in un minuto e mezzo anni di carriera artistica. Che cosa ha fatto il suo management per impedire un simile disastro? Probabilmente nulla. Il video mi ha fatto ricordare le ultime desolanti performances di Amy Winehouse, una delle più belle voci degli ultimi decenni. In entrambi i casi non si può discutere il talento delle artiste, quanto le cause e gli effetti che lo distruggono. Se alcol e droghe diventano le medicine per sopportare il Sistema dello Showbiz, allora qualcosa non funziona di certo. Si tratta di casi particolari indubbiamente, ma proviamo a considerare anche altri esempi nei quali la tossicodipendenza non esiste.
Di Swift Taylor se ne è scritto e parlato abbondantemente nelle ultime settimane. La trentaquattrenne americana è l’immagine perfetta della pop star in piena salute. Lei non beve, non si droga, cura la sua immagine in ogni particolare, strizzando persino l’occhio ai diritti civili e ai contenuti progressisti, che oggi sono gli elementi centrali per qualsiasi campagna di marketing. Tutto bello e funzionale, si direbbe… ma il talento dov’è? Molti sostengono che la Swift canti spesso in playback e utilizzi anche le abituali tecnologie che risolvono le carenze vocali. Non è neanche una ballerina eccezionale, avendo un fisico non adatto alla danza, ma mette in scena diligentemente un “compitino” di tre ore e mezza molto scolastico, discreto ma per nulla esaltante, eppure i giovani l’adorano e vanno in visibilio nei suoi concerti spendendo cifre folli. De fenomeno se ne è accorto anche Dave Grohl, fondatore dei Foo Fighters ed ex batterista dei Nirvana, che in suo recente concerto a Wembley ha detto al pubblico:
“Il nostro tour potrebbe essere chiamato Errors, anziché Eras di Taylor Swift, perché noi, suonando dal vivo, possiamo anche fare qualche errore, a differenza di lei”.
Come a dire che la Swift cantando in playback, non può fare errori. E qui sta l’errore fondamentale, perché l’immagine che si tende a vendere è quella della perfezione costruita a tavolino. Bisogna essere giovani, o superati i trenta, come nel caso della Swift, rivolgersi agli adolescenti imitando il loro linguaggio, i loro gusti e la loro estetica. Tutto deve avere il sapore del pop luccicante, del lusso sfrenato (anche perché i biglietti costano carissimi), i testi delle canzoni devono essere facilmente comprensibili senza alcuna velleità letteraria, così le melodie e i ritmi e il canto terribilmente scolastici. Gambe nude ma non troppo, sennò le mamme si preoccupano, meglio le paillettes luccicanti e gli stivaloni country. La Swift è la diva perfetta di questa epoca attuale, che attraverso i media, cerca disperatamente i nuovi straordinari giovani talenti del futuro, che però non si vedono, anche perché non hanno punti di riferimento di alto livello. Questa è la tendenza globale, dato che i talent show sono trasmessi in ogni Paese del mondo, persino in India, dove la cultura occidentale fa fatica a imporsi come nel resto del mondo. Dunque i talenti si cercano come nell’epoca della “febbre dell’oro” ma una volta trovati, si fa di tutto per deprezzarli, non in senso economico ovviamente, ma in senso artistico.
Lo stesso fenomeno è facilmente riscontrabile anche nel nostro Paese. Ragazze come Annalisa, Elodie e Angelina Mango, sono diventate ricche e famose nell’arco di 12 mesi. E’ bastato costruire la confezione pop con attenzione, per ottenere sold out, grandi eventi, pubblicità, spot, addirittura partecipazioni cinematografiche. Prevedo che nel futuro prossimo, i broadcast tv facciano a gare per produrre un docufilm su una di loro, o addirittura su tutte e tre, del resto se l’hanno fatto su Ilary Blasi, ci stanno benissimo anche loro. Sbaglierò ma la sensazione comune, non è tanto il successo dovuto al talento, quello vero. studiato e sudato, quanto alla celebrazione dello stesso successo. Prima di essere bravo, devi essere famoso, non importa come arrivi alla notorietà, basta che ci arrivi in qualche modo. Qualcosa di simile l’ha detto non solo un “babbione” come il sottoscritto, ma Laura Pausini che è una star del Pop, mica di musica classica. Durante un’intervista a Radio Italia ha detto:
“Devo dirlo, scusate, ma adesso cantano cani e porci, ci sono dei ragazzi che lasciano il segno, ma anche altri che dicono ‘cantiamo una canzone e diciamo delle parole’ e per me non è il modo giusto perché anche il nostro è un lavoro serio e merita rispetto”
Pausini più esplicita e diretta di Dave Grohl, è una notizia non da poco. Ecco quindi che la percezione del talento oggi, ha tutto un altro significato. La dimostrazione è che oggi c’è gente che riempie gli stadi mentre fino a qualche anno fa, non avrebbe neanche riempito una discoteca. Questo è difficilmente discutibile. Dunque il talento oggi a cosa corrisponde? Indubbiamente ad avere la disponibilità di adeguarsi ai tempi che corrono. Meno problematiche importanti si cantano, meglio è. Si fa finta che si vive benissimo, che i soldi si possono fare senza avere grandi doti e competenza, che il mondo è meraviglioso e a portata di tutti, che sia persino facile cantare l’inno nazionale stonando come una campana dopo aver bevuto 3 drinks ad alta gradazione, tanto si va onda lo stesso. I followers ringraziano comunque perché ti hanno visto. Viva la grande “bellezza” AMEN.
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