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Il sipario del
Teatro Ariston sta per alzarsi su Sanremo 2026, 76ª edizione del Festival di Sanremo. Oggi ci sono state le prove della vigilia delle kermesse, esecuzione dei brani avvenute a porte chiuse. Di seguito le nostre impressioni alla prima esecuzione dei brani, in attesa del debutto di domani sera.
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A firmare il racconto visivo di questo atteso appuntamento è, per il secondo anno consecutivo, l’architetto Riccardo Bocchini che ci regala una geometria audace e imprevedibile.
Se il 2025 cercava la “pulizia delle immagini”, il nuovo progetto mira a una rottura degli schemi tradizionali, utilizzando l’asimmetria come metafora della fluidità della musica contemporanea.
A calcare per prima questo palco durante la scaletta delle prove è Arisa
Una Arisa sensibilmente dimagrita e in forma smagliante. Voce sempre melodiosa e da subito l’orchestra risuona questa sorta di favola disneyana che si conferma, come dalle pagelle, avere uno stile sempre più centrato nei confronti delle interpretazioni di Arisa. Sfondo azzurro e fumo sul pavimento per ricreare l’effetto favolesco. Brava
Dargen d’Amico
Dargen ha sullo sfondo dei bellissimi ledwall laterali che visualizzano AI AI. Sullo sfondo dei continui artwork che visualizzano Dargen in un velocissimo cambio di caricature con vari tipi di occhiali. Suo segno distintivo. AI AI prende particolarmente gli ascoltatori in sala perché ha un sound revival anni 80 in stile “Disco Fever”. Parte con l’inizio un po in calo ma sulla strofa si accende. Promosso
Francesco Renga
Non ricordavo l’inizio con gli archi secchi che attaccano, lui ha una voce sempre molto duttile, in prova dimostra sempre le sue doti. Pezzo ovviamente difficile da cantare con degli intervalli melodici forse un po troppo marcati e ridondanti che non fanno sollevare la canzone. Anche lui come Dargen canta le vocali AI AI AI. Speriamo non abbiano le esibizioni vicine in scaletta.
Dito nella Piaga
Entra in abitino nero e calze rosa. Insieme a lei abbiamo una crew di ballerine in giacca grigia e cravatta rosa che guidano il brano con grandi coreografie, una per ogni fastidio, un pezzo che funzionerà alla grandissima in tutte le discoteche d’italia. Sul finale si mettono tutte gli occhiali prima dell’attacco finale, la sala esplode, primo successo della serata.
Eddie Brock
Eddie Brock è molto acclamato dalla folla perché è davvero popolarissimo per il brano che lo ha reso celebre “non è mica te”. Qui lui porta un pezzo sullo stile di Fabrizio Moro (infatti ci duetta insieme non a caso nella serata delle cover). Sale sul palco con un suo chitarrista, il testo è efficace ma un tantino urlato, le lezioni di canto non guasterebbero. Anche se alla fine tutti applaudono le nostre orecchie hanno una sensibilità e a mio avviso andrebbe “Cantato” non così sguaiatamente.
Mara Sattei
Direi che il vestito nero con strascico tutt’altro che sobrio sarà quello di scena. Scena che sarà tinteggiata di viola, Fucsia e bianco caldo. Lei canta bene ma il suo ritornello si riconferma banale e la voce nei falsetti non risulta cosi piena.
Una ballad banalmente troppo Sanremese.
Luche’
Per Luche’ scende un pannello di luci blu inedito che lo illumina con degli effetti bianchi stile stelle cadenti. La voce non è delle migliori specie sulle strofe. L’inciso non è male ma ai PreAscolti mi aveva impressionato maggiormente la versione master. Con l’orchestra invece la musica migliora ma con la voce purtroppo non ci siamo. Bisogna rieducarla.
Enrico Nigiotti
Bello l’outfit di Nigiotti, capelli legati, camicia nera aperta e pantaloni eleganti neri con pence. Anche per lui strisce di luci arancioni con un orologio sullo sfondo nel mentre che canta l’importanza del tempo e dei ricordi. Un brano che piace perché lui sa scrivere da cantautore. L’inciso è nostalgico e nei ledwall laterali arrivano altri simboli legati al tempo. Bel brano ma come si è già detto….non verrà compreso.
Bambole di Pezza
Loro stanno bene sul palco. Un gruppo femminile a Sanremo piace e piace tanto. La quota Vibrazioni al femminile funziona anche se non sono assolutamente un gruppo ai livelli di Sarcina. I colori scelti sono il rosso e il bianco. Cantano e suonano bene, sono accattivanti. Meritano questo palco. Il brano insiste sul “Resta con me in questi tempi di odio” tutto corretto con uno special classico che rientra perfettamente nei canoni del Festival ma forse un po troppo banale per il contesto, avrei osato e sperimentato un po di più.
Nayt
William intervistato da FareMusic ha una scrittura molto consapevole. Un brano che anticipa un progetto interessante. Un ragazzo serio che sa quello che vuole. La musica di sto pezzo è forte. Entra potente ed e proprio con l’orchestra live che spinge subito una pelle d’oca emotiva. Attenzione vuol dire qualcosa. Arrangiato bene, archi, voci, lo ripeto qui siamo di fronte a un bel singolo. Bravo Nayt
Tredici Pietro
Morandino Junior convince di più il brano con l’orchestra rispetto al Master. Al primo inciso non appoggia bene e stecca ma poi si riprende e finalmente al riff successivo ce lo fa sentire e si impegna. Testo interessante quello di Uomo che Cade. Potrebbe funzionare però deve prometterci che scalderà tanto la voce.
Sal da Vinci
Sal parte talmente forte con la strofa e i colori che la gente impazzisce subito. Ma quando arriva l’inciso arrivano anche i problemi tecnici e lui canta comunque senza microfono, la folla esulta.
Ovviamente si ripete il brano. Qualcuno dice “la macumba di Pucci” e la platea ormai dice “Sal ha già Vinto”. Il pezzo è di un partenopeo sconvolgente quando dice “Ci siamo io e te” per cui sentirete il folklore che emana. Da Podio…ma anche da Vittoria. Non vi dico cos’è successo quando ha ripetuto la canzone, e’ sceso a ballare con una giornalista e il pubblico era in visibilio. Sanremo già finito.
Malika Ayane
Che bell’outfit sempre Malika, nero con stivaletti rossi per il suo pezzo sanremese che ha un Groove di basso davvero ritmico e coinvolgente. La nota revival farà la sua parte ne siamo sicuri. Stampare un inedito che parla di Luna e Animali Notturni è assolutamente un bel vestito sonoro per lei che aggiunge un gran bel pezzo al suo repertorio.
Fulminacci
Questo è un brano che dopo vari ascolti può entrare facilmente nei favori della gente. I ledwall raffigurano uno stile bianco e nero allucinogeno di persone stilizzate che vanno e vengono. “Stupida stupida sfortuna, gelida gelida gelida paura” e’ un Riff che funziona, e’ di classe e piace. Di sicuro tra i primi dieci.
Sayf
Molto elegante il nostro genovese. “Tu mi piaci tanto” e’ una canzonetta che Sayf spera non ci spaventi. Lo dice nel testo. La melodia non ha una grande estensione questo dobbiamo dirlo, ma la canzone e lui come artista possono funzionare.
Fedez e Masini
Si torna a ripetere che questo brano arriverà sul podio e su questo non ne siamo increduli. Anzi sempre più convinti che questo sia un gran bel brano. E che sia proprio in lizza per la vittoria. Anche perché Masini canta davvero bene, Federico risponde dicendo che Giuda se la faceva con gente per bene, per cui qui siamo su un brano di redenzione dove non c’è più bisogno di scappare. E’ un male necessario. Bello davvero notevole.
Levante
Lei fa rima con elegante. E lo è davvero. L’artista che firma musica e testo di un suo brano che forse ha uno dei migliori testi della Kermesse. Soprattutto perché ha delle parole molto “FISICHE” (passatemi il termine). E sono tutte da interpretare. E chiedo scusa se non mi è arrivata così bene ai preascolti ma questo giro di piano a iniziare le strofe e la sua interpretazione mi hanno catturato. Complimenti. Mi hai emozionato.
Ermal Meta
Sempre di livello la sua presenza. Sia scenica che cantautorale. Il suo pezzo è una preghiera che vuole diventare un simbolo per questo festival. E siamo certi che lo diventerà. Un testo toccante, forte e fortemente dal sound Arabo/Orientale. Un pezzo che appagherà i tempi duri e difficili che stiamo affrontando.
J-Ax
Alessandro scende la scalinata di Sanremo con bastone e cappello. Con lui un musicista con Banjo e una violinista che ci portano direttamente nel Country. In più arrivano anche le Cheerlieaders a supportarlo. La voce non è molto pervenuta ma tra la canzone divertente e la scena che distrae possiamo dire che lo spettacolo c’è. Ma la canzone un po’ meno.
Chiello
Purtroppo le luci scelte per Chiello abbagliano il pubblico è già lì ci si distrae dalla performance. Lui saltella sul palco, ha una voce molto debole, dovrebbe studiare meglio per cantare sulle vocali piene. Ha una sua poetica ma non la so ancora identificare. Chiedo scusa.
Serena Brancale
La bellissima Serena scende le scale in abito bianco angelico. Per giustamente tramutarsi in un’esibizione universale dedicata alla mamma. Ci lascia letteralmente senza fiato. Diretta da sua sorella Nicole ha una voce che vuole raggiungere le stelle per prelevare la sua migliore stella e riportarla qui da lei. Giuriamo che ci riesce totalmente e la canzone è un autentico pezzo da podio.
Aka Seven e Lda
Ecco un altro duo dove non riesco a comprendere la loro poetica, pur cercando in questo brano ritmato con tanto di ballerine, non riesco a vederne utilità e nemmeno profondità. Forse un progetto che andava rivisto. Però bisognava capirlo prima. In puro stile d’Alessio ma a cosa servirà?
Raf
E’ sempre un piacere sentire Raf quando canta. Luca Chiaravalli è molto bravo ad usare gli arrangiamenti siderali. Ed esattamente come fece col brano di Nek “Siamo fatti per amare” qui siamo di fronte a una Ballad che con l’orchestra acquista la sua poetica nei confronti di sua moglie Gabriella. Nel suo repertorio aggiunge nuovi suoni, si rende moderno e al passo coi tempi. 60 anni e non sentirli. Grande Raf
Maria Antonietta e Colombre
Loro sono una delle novità di quest’anno. Ci portano subito nel loro mondo colorato. Lei si diverte a una console sonora, lui alla chitarra intona all’unisono come prendersi la felicità. Hanno due timbri molto diversi e quindi insieme creano un bel suono ma soprattutto una loro identità. Cosa non scontata. Vola in alto la quota dell’allegria del festival.
Tommaso Paradiso
Non male Tommaso. Meglio dal vivo che nel disco perché comunque un pezzo sullo stile The Giornalisti con l’orchestra funziona sicuramente alla grande. Il pezzo è romantico, forse l’aggettivo migliore. Che poi da qui a spiccare un volo Sanremese beh forse è un utopia. Però ha lavorato bene. Non c’è che dire.
Samurai Jay
La quota allegria si tinteggia di fiati suonati bene per Samurai Jay, l’orchestra latina ha un suo perché a differenza del primo ascolto. Sarà un brano che farà impazzire la prossima estate nelle notti brave per far ballare anche i più restii a farlo. Difficile stare fermi con sto pezzo. Infatti a metà canzone si uniscono le ballerine e quindi Sanremo prende le tinte sudamericane per forza di cose.
Elettra Lamborghini
Io sono molto contento della ragazza simpatica, educata, e a sto giro anche sobria che è diventata Elettra. Sono le ballerine che entrano in scena a colpi di piumaggi e rendono il tutto un po “Fru Fru” portandoci verso un mondo stile “Esibizionista” di Annalisa. Ma questa ovviamente non la supera a livello Pop. Nemmeno grazie alla trovata di citare la mitica Carra’.
Leo Gassmann
La canzone d’amore di Gassmann è eseguita con eleganza ma non trova troppe migliorie rispetto all’originale. Però c’è un però, e’ una combinazione compositiva di note che ha bisogno di tempo per essere metabolizzata, dopo di che’ la canzone potrebbe arrivare. Questo è un secondo ascolto per noi della stampa e già di per sè l’esibizione di Leo ci piace di più. Vedremo se riuscirà a convincere.
Patty Pravo
Caspita l’elegante Patty. Devo dire che con l’orchestra la sua “Opera” rende particolarmente e la stesura melodica non eccede troppo in alto e le permette di cantarla intelligentemente bene. Per cui super promossa rispetto al primo ascolto. L’inciso che intona “Semplicemente la vita, semplicemente follia” ci riporta alla sua voglia di cantarci una pazza idea ma condita di suono moderno e parole lente e mistiche. E a 78 anni possiamo dire di meritarsi il titolo di super Big.
Michele Bravi
Il suo brano migliora di sicuro con l’orchestra rispetto all’ascolto del Master. Il suo timbro è sempre efficace ma qui è aiutato moltissimo dai coristi per rendere il suono piu potente. La strofa purtroppo ha una tessitura troppo bassa e quindi non si riesce a comprendere bene la scelta delle note basse così difficoltose da intonare per lui. Il brano si apre sul finale ma va ascoltato veramente tante volte.
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