“Traiettorie impercettibili” rappresenta il nuovo progetto discografico e live di Federico Mecozzi, rinomato violinista, compositore e polistrumentista, noto per la lunga collaborazione con Ludovico Einaudi. Questo lavoro si configura come un percorso raffinato di rivisitazione di alcune delle opere più significative di Franco Battiato, maestro indiscusso della musica italiana. Il progetto è impreziosito dalla partecipazione di ospiti illustri, artisti che hanno intrattenuto un legame profondo e significativo con il celebre cantautore siciliano. Attraverso un approccio musicale ricercato e rispettoso dell’eredità artistica di Battiato, Mecozzi offre un omaggio sentito e innovativo, capace di valorizzare la complessità e l’unicità dei brani originari in chiave contemporanea.
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Buongiorno lettori, è l’ora di sedersi.
Fate una pausa per leggere ed ascoltare un disco che rappresenta un viaggio personale e profondamente sentito nell’universo musicale di Franco Battiato, figura che ha segnato in maniera decisiva il percorso artistico di Mecozzi.
Siamo di fronte a un’operazione delicata e coraggiosa, che sceglie una rilettura compositiva contemporanea attraversando uno dei repertori musicali più belli mai creati.
A distanza di anni dalla scomparsa di Franco Battiato, “Traiettorie impercettibili” si inserisce in un momento storico dove, effettivamente, ne avevamo bisogno. Perché ascoltando traccia dopo traccia ci rendiamo conto dei panorami inediti che il violino di Federico e’ in grado di ricreare e di trasmetterci come nuovo dono musicale. Mentre suona il suo strumento lui non replica le canzoni di Battiato ma le attraversa, le spoglia, le ricompone e le riporta dentro il suo universo sonoro, ne ricerca il timbro e l’essenza, lasciando emergere solo profondità.
LA RECENSIONE:
1991/2026
Iniziare un’orchestrazione strumentale con “L’ombra della luce” è il desiderio di introdurre l’ascoltatore alla prima luce del suono e rievocare alla mente le quattro parole più importanti nel mentre che vengono suonate dalla voce del violino di Federico Mecozzi.
“E non abbandonarmi mai”. Lo si pensa…in silenzio…nel mentre che questo viaggio…inizia.
Gli Uccelli è la seconda interpretazione che Federico Mecozzi sceglie di onorare ed echeggiare. Un brano del 1981 inserito da Franco Battiato nel disco “La Voce del Padrone”. Battiato usava il volo dei volatili come metafora di un’armonia superiore, paragonandoli a creature privilegiate che seguono le leggi perfette dell’universo. Qui la maestria di Federico ci porta a seguire il suo veloce incedere melodico esattamente come se ascoltassimo un battito d’ali e ci trovassimo con la testa all’insù ad ammirare il cielo. Un incantesimo.
Ora ci spostiamo di solo un anno al 1982 quando Battiato insieme al suo amato direttore orchestrale Giusto Pio, componeva questo capolavoro che evocava il “Movimento” e chiudeva in bellezza l’album “L’arca di Noe’”. In “Voglio Vederti Danzare” siamo di fronte a una nuova reinvenzione di Federico Mecozzi che mancava nel nostro panorama musicale. Perché nella sua musica e nel suo modo di suonare risiedono una serie di doni, uno tra questi è la classe con cui ha ingegnosamente composto le linee melodiche, le contro voci in risposta, gli arrangiamenti in team coi suoi musicisti e fonici, le linee di pianoforte, a volte così sottili e impercettibili, esattamente come le traiettorie sonore che vuole intraprendere. E le esegue grazie ad un altro suo dono, il rispetto, verso quello che è stato un grande maestro del nostro tempo, un’ispirazione continua, un uomo che ha intrapreso viaggi e ricerche, sperimentando collaborazioni multietniche e riportandoci musiche che rappresentano autentici capolavori. E qui Federico rispetta il brano innovandolo e impreziosendolo per la prima volta col ricordo di un filo di voce del nostro Franco, magistralmente mixata a volume tenue. Tutto danza armoniosamente come nel videoclip coi movimenti del bravissimo ballerino Kledi Kadiu tra i riflessi del sole.
Ora qui bisogna fermarsi un attimo perché arriva una delle canzoni d’amore più belle al mondo. Arriva “La Cura” del 1996 dall’album “L’imboscata”, la prima e sola canzone d’amore che non contiene la parola amore. Una canzone dove il testo del grande paroliere Manlio Sgalambro è diventata una poesia mondiale, un testo talmente potente che e’ impresso indelebile nella mente di tutti noi. Ed è proprio per questo motivo che questa versione di Mecozzi ci dà la sensazione di non essere un pezzo strumentale ma una sensazione naturale a cantare dentro di noi un testo che conosciamo tutti a memoria. Il violino di Federico ci serve quindi solo da guida ma in realtà lo stiamo cantando tutti, confessatelo, eh si, e fatelo con grande gioia.
Ti proteggerò…
ti solleverò…
vagavo per i campi del Tennessee…
io si che avrò cura di te.
Tutto questo ci risuona dentro grazie a questa nuova versione, a questa nuova traiettoria che Federico ha composto per noi. E noi direttore…ti seguiamo.
L’ascolto del disco prosegue con “Il Re del Mondo” forse il brano più audace e ricercato dal lontano 1979, che esplora il potere occulto, materiale e disumanizzante che governa la società. Per i grandi appassionati di Battiato rendersi conto che si stia reinterpretando questo pezzo grazie al violino di Mecozzi e’ una gradita sorpresa. Un orchestrazione arrangiata in modo oculato e crescente, con la linea di basso particolarmente lasciata in alto a dominare questo movimento sonoro. Questo pezzo mi invita ad alzare di molto il volume del mio impianto fino ad aver bisogno di quell’attimo in cui il violino arriva da me. Una colonna sonora meravigliosa.
I latenti Shock arrivano ora dirompenti e necessari grazie a “Shock in My Town” album che mi permise di conoscere per la seconda volta il Maestro Battiato e la sua allora performer ballerina di Thai Chi con la spada “Li Rong Mei” con cui scambiai splendidi racconti nel backstage del tour di Gommalacca, album magistrale e videoclip altrettanto futuristico. Qui abbiamo un primo Featuring con la presenza vocale di Morgan, storico amico di Battiato e giusta timbrica per il risveglio di Kundalini, anche se confesso, mi sarebbe piaciuto aggiungere alla composizione una sottile voce lirica sopranile femminile sul finale ad intonare “Sveglia Kundalini” al posto del Violino, a mio avviso ci stava in stile “Montserrat Caballé” in “How can I go on”. Ma parliamo di mie finezze (perdonami Fede).
E non poteva mancare in questa Tracklist una delle canzoni più iconiche sempre presenti nelle scalette dei tour di Battiato, “Nomadi” una delle linee melodiche più belle mai scritte. E qui Federico segue la melodia e la suona con grazia e maestria, un arrangiamento di voci nomadi, assolutamente multietniche e universali, arrivano da ogni dove e sembrano ipnotizzare la nostra anima fino all’arrivo delicato della voce di Juri Kamisasca, storico collaboratore e amico di Franco Battiato. Un mix vocale delicato e poetico che solo Juri ha saputo cogliere perché si sente quanta anima vi abbia messo nel suo cantato. Emozionante (Piccola confessione: per un attimo ho sperato di sentire la voce di Alice).
Ed è un vero peccato che finisca questo viaggio musicale, innovativo e sonoro che Federico Mecozzi ha donato al suo pubblico. Un ascolto che si chiude proprio con “Invito al Viaggio”, una celebre poesia di Charles Baudelaire, pubblicata ne @I fiori del male” nel 1857 e pubblicata da Battiato nel 1999. Qui abbiamo l’ultima collaborazione con il bravissimo Simone Cristicchi che a sua volta rese omaggio a Battiato attraverso “Torneremo ancora – Concerto mistico per Battiato”, uno spettacolo scritto e cantato insieme alla sua compagna e artista Amara. Due bellissime anime Simone ed Amara a cui donai con gioia una copia del mio libro sui Coldplay durante il Festival di Sanremo. La scelta di Federico è stata, come sempre, perfetta. Unico appunto, mi permetto, il volume della voce di Simone forse un tantino alto e improvviso, a tratti inaspettato, forse per bilanciarsi al disco avrei abbassato sullo stile di Kamisasca e con un lieve effetto sulla voce, una poesia un filo più cantata e meno parlata.
Detto questo un plauso speciale va al mio amico Federico che conobbi proprio a Sanremo 7 anni fa durante la sua direzione d’orchestra a Enrico Nigiotti e durante la presentazione del suo album di debutto “Awakening”, anch’esso un capolavoro come ogni sua composizione.
Questo disco ha ricevuto l’accoglienza e il favore di Grazia Cristina Battiato (presidente della Fondazione Franco Battiato) e di Francesco Cattini (storico manager di Franco Battiato), ed e’ stato impreziosito dalla presenza di ospiti come Morgan, Simone Cristicchi, Juri Camisasca e Thea Crudi.
Federico Mecozzi e’ violinista, compositore e polistrumentista tra i più promettenti della scena italiana contemporanea, da oltre diciassette anni al fianco di Ludovico Einaudi nei principali teatri e arene del mondo.
Io e FareMusic siamo onorati di conoscerlo come artista e come amico.
Ps: ti confesso che come per la trilogia Fleurs di Franco Battiato (dove lui amava particolarmente la seconda) sognerei un volume 2 e 3 di nuove traiettorie dove chissà magari vi potrai inserire “E ti vengo a cercare” o qualche altro capolavoro di “Fisiognomica” (per me un album inarrivabile), ma anche “Tutto l’Universo obbedisce all’amore” non sarebbe male.
Ti Abbraccio Forte e complimenti. Ti raggiungerò dal vivo. Con stima Adrien

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