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venerdì, Dicembre 12, 2025

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Elodie, la Bella Ciao di cui avevamo bisogno

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Una pantera pop che graffia contemporaneità e coscienza. Tutto questo – e molto altro – è Elodie. L
a cantante, attrice e performer romana intreccia musica pulsante e impegno sociale, moda ed estetica, rendendosi protagonista di un fumetto a colori, in divenire e fissato sul presente: dalla rivoluzione queer al sostegno alla Palestina, i suoi dischi e i concerti-stadio diventano racconti visivi ad alta intensità. Popstar dalle potenzialità internazionali – lontana dall’italianità da esportazione in stile Pausini Elodie inaugura una nuova potente era musicale.
 

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È il 2016 quando Elodie Di Patrizi – seconda classificata e vincitrice del premio critica ad Amici – emerge nel gonfiore mediatico del talent, incarnando l’immagine apparentemente docile di una di quelle bambole prodotte in serie, fragile e romantica, costruita per piacere e per non disturbare. È la prima, ingannevole vignetta di un personaggio destinato a ribaltare la narrazione. 

Quella Elodie dalle nuance pink, stretta in un pop romantico annacquato e spersonalizzante, presto muta pelle e colore: diventa una pantera pop metropolitana, black ed elettrica, animata da pigmenti soul, tensioni R&B e vibrazioni da club-tape. Un processo di metamorfosi sonora ed estetica che la rinnova completamente. 

Con Red Light del 2023 sferra il suo colpo di grazia, un manifesto musicale e politico, intriso di sensualità, ironia, rabbia e tensione estetica. Un album che fa dell’arte di apparire un linguaggio e della provocazione uno strumento di emancipazione.  

Elodie si espone e si impone: rivendica il corpo come territorio sovrano, rilancia l’indipendenza della donna in piena società dello sguardo, dichiara senza mediazioni il diritto alla rappresentazione queer, denuncia la discriminazione, e adotta uno sguardo femminista che decostruisce stereotipi e codici estetici imposti, tanto nel fashion system quanto nell’industria musicale, sfidando i luoghi comuni con una visione lucida e stilisticamente densa. 

Elodie non si limita più a interpretare sé stessa: si disegna, si scrive, si scolpisce. Il passaggio non è solo musicale, ma culturale e iconografico. Le sonorità si fanno spigolose, i testi viscerali, i look affermazioni visive, cariche di significato politico. L’estetica diventa atto di ribellione. 

Il passo successivo si chiama Mi Ami Mi Odi, album della consacrazione del 2025, dove la cifra stilistica dell’artista si fa decisa, potente, sexy e internazionale. È una sintesi di clubbing e confessione, tradizione e contemporaneità, tra beat notturni e luci dell’alba, dove il desiderio e la riflessione personale si fondono. È l’autonarrazione di un’artista che non interpreta più, ma mette in scena sé stessa: ogni brano è una vignetta, un frammento del suo universo emotivo e culturale, un tassello di un’identità complessa e sfuggente.  

Ma non è solo musica. Elodie combatte dal palco e fuori dal palco: marcia in prima fila tra le cantanti femministe e antimeloniane che non hanno più paura di esporsi. «Non voterei per Giorgia Meloni neanche se mi tagliassero una mano» dichiara in conferenza stampa. Difende i diritti LGBTQIA+, sostiene la comunità palestinese, denuncia l’omotransfobia e la violenza di genere. Non cerca consenso, cerca verità.

È una Bella Ciao necessaria, una popstar militante che canta e agisce, portando il suo corpo e la sua voce là dove altri scelgono il silenzio. E in un panorama italiano ancora troppo spesso timoroso o focalizzato sulla carriera e sui numeri, la sua presenza è una frattura luminosa, una dichiarazione d’intenti. Una pantera che graffia la coscienza.  

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EloHit: certificazioni e streaming da urlo 

Numeri e certificazioni fotografano il punto di non ritorno di Elodie, facendole scivolare addosso — come olio tropicale sulla pelle — le punture di veleno di chi mette in discussione la sua popolarità, parlando di biglietti regalati o svenduti pur di riempire gli stadi. 

I singoli premiati dalla FIMI non si contano più. La cantante è esplosa, invertendo le sue sorti iniziali, e ora può solo salire: ogni traccia è un’affermazione, ogni passo un’accelerazione. 

A marzo 2025 Dimenticarsi alle 7, singolo presentato a Sanremo, è diventato disco d’oro FIMI per oltre 100.000 copie e 19 milioni di stream. Ma il bottino era già pieno: nel 2024, platini e ori per Due, Black Nirvana, A Fari Spenti, Pazza Musica, Anche stasera, Soli a Milano, Niente canzoni d’amore; nel 2023 per La coda del diavolo e Bagno a mezzanotte; e ancora prima per Andromeda, Ok, respira, Vertigine, Guaranà, Tribale, Ciclone, Margarita, Nero Bali, Pensare male, Parli parli, Un’altra vita, Tutta colpa mia.

E se con Mi Ami Mi Odi ha anticipato l’estate 2025, volando in vetta alle playlist, sarà con Yakuza – il duetto con Sfera Ebbasta in uscita venerdì 27 giugno – che firmerà il tormentone ufficiale della stagione. 

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EloShow: concerti-stadio, tra discoteca e attivismo 

San Siro (8 giugno 2025) e Stadio Maradona (12 giugno 2025) hanno inaugurato l’Elodie Show 2025, un’esplosione combinata di musica, fumetto e teatro urbano. Un’esperienza immersiva che fonde – in chiave pop – club culture, racconto visivo e tensione scenica, al confine tra videoclip espanso e performance metropolitana. 

Oltre due ore di spettacolo, in cui lo stadio si trasforma in una discoteca a cielo aperto, ma anche in uno spazio espressivo stratificato, in cui si mescolano intrattenimento, identità e presa di posizione. Elodie attraversa tutto il suo repertorio – da Tribale a Bagno a mezzanotte, passando per le atmosfere dark e sensuali di Red Light – con la precisione di una regista pop e l’audacia di un’icona gay contemporanea. Emozionante e denso di significato il remix di I Feel Love di Donna Summer: non una semplice citazione, ma un passaggio di testimone tra due protagoniste radicali della dance, separate da decenni ma unite da visione e libertà.

Gli ospiti non sono comparse, ma capitoli orchestrati con cura. A Milano, Nina Kraviz trasforma l’interludio in un DJ set industriale e spiazzante; Achille Lauro, affiancandosi ad Elodie, incendia il palco d’eros e glam con Folle città / Rolls Royce; Gaia e Gianna Nannini aggiungono spessore e provocazione. Proprio la Nannini, su America, dà vita a uno dei momenti più discussi: la mano sul seno di Elodie non è provocazione gratuita, ma gesto performativo, simbolico, liberatorio. 

A Napoli, il legame con il territorio è diretto e dichiarato: Gigi D’Alessio compare a sorpresa su Una magica storia d’amore e lo stadio risponde con un trasporto collettivo autentico. Ma è nel secondo tempo dello show che Elodie incide con più forza: il bacio a una drag queen, l’onda arcobaleno di bandiere LGBTQIA+, la scritta “Make Equality Great Again” proiettata sul megaschermo. Immagini forti, politiche, inequivocabili. 

L’EloShow non è un semplice tour, ma un esperimento pop ad alto tasso culturale. La scaletta si struttura in sezioni tematiche, quasi atti teatrali – Audace, Galattica, Erotica, Magnetica – ciascuno introdotto da monologhi e visual taglienti. Diritti delle donne, femminicidio, Palestina, libertà queer: tutti temi centrali e cari ad Elodie, che la vedono decisa e schierata. Ambasciatrice di Save the Children e Dea protettrice della comunità LGBTQIA+, già il 29 giugno 2024 era salita sul carro “Botox” al Pride di Milano, tra piume bianche, affermando: «Vi voglio bene… è importante per me, per voi, per tutti». 

L’estetica incontra l’attivismo, la coreografia si fa manifesto. È pop che pensa, che suda, che combatte. La speranza è che la versione televisiva (prevista su Canale 5) non censuri i passaggi più politici, intrecciati alla narrazione e necessari. 

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EloStar: la pop star che meritavamo

Sensuale, sfrontata, performer. Soprattutto con le idee chiare: Elodie è la nuova popstar. Lontanissima dalle muse dei cantautori colti che hanno fatto la storia della nostra canzone, e diametralmente opposta al pop da esportazione di Laura Pausini: lei si sveste da quell’italianità tradizionale, la scaglia via, ne fa brandelli da ricucire in modo totale, internazionale. Il suo coraggio incide nel presente: come Beyoncé, Madonna e Lady Gaga, ma con un segno distintivo tutto suo, fra cultura, politica e vizio pop. 

A differenza della Pausini, non fatica ad attualizzarsi, non ha paura di politicizzarsi e non si rifiuterebbe di cantare Bella Ciao. È la pantera antifascista di cui avevamo bisogno. 

Il suo pubblico è intergenerazionale: Gen Z+, urban chic, comunità queer, femministe e movimenti per i diritti. Col suo “graphic‑live” combina palco e narrazione, testo e immagine, battito musicale e battito civile. Ridefinisce il format‑concerto italiano con una nuova epicità pop, paradigma di una musica che vuole (e può) avere cervello, corpo e cuore. 

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EloDiva: attrice premiata e d’autore 

Affamata di palcoscenico, Elodie non si accontenta di cantare: ha fatto suo anche il set cinematografico. Dopo l’esordio in Non c’è campo (2017), la sua prova da protagonista in Ti mangio il cuore (2022) le è valsa il premio Silvana Mangano l come attrice rivelazione al Bari International Film Festiva e uno speciale Women in Cinema Award al Festival del Cinema di Roma. 

Nel 2025 è tornata con il thriller Gioco pericoloso di Lucio Pellegrini, dimostrando la sua capacità di calarsi in ruoli complessi. Non si è tirata indietro di fronte all’imbarazzo di alcune scene hot, ma le ha affrontate con entusiasmo, segno della sua determinazione a crescere artisticamente. 

Attualmente è sul grande schermo con Fuori, diretto da Mario Martone e ispirato al romanzo di Goliarda Sapienza, L’università di Rebibbia, con cui ha vinto il Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista, “dimezzando” di fatto il premio ad una professionista già navigata come Matilda De Angelis. 

La sua versatilità si estende anche al piccolo schermo: nel 2023 ha recitato in Call My Agent – Italia e presto la vedremo nella serie Netflix Nemesi con Pierfrancesco Favino. 

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EloDea: bellezza ostentata e nudità come atto femminista 

Elodie ha sempre fatto del proprio corpo una dichiarazione politica. Dalla copertina di Red Light disegnata da Milo Manara – decisa a normalizzare la nudità come “manifesto di donna libera” – ai look in lingerie e pizzi da dark‑lady firmati Versace, fino all’abito animalier Cavalli sul palco di San Siro, i suoi look non sono vanità: sono simboli di autodeterminazione femminista. 

La bellezza meticcia e felina di Elodie – un mix magnetico tra il padre, artista di strada romano, e la madre, ex modella e cubista originaria delle Antille francesi – è parte integrante del suo messaggio: dai red carpet alle copertine, la sua immagine sexy diventa affermazione di libertà. Le trasparenze e la nudità sul palco non nascondono, ma rivendicano. A chi polemizza risponde con orgoglio: «Col mio corpo faccio quello che voglio». 

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Elodie unisce pop, impegno e stile, guidando una nuova potente era musicale tra attivismo queer, concerti-stadio e visioni ad alta intensità.

Prossime date del Elodie Show 2025 

Cresce l’attesa: la nuova diva della musica italiana è pronta a riprendere il percorso. Dopo il debutto negli stadi con The Stadium Show, l’Elodie Show proseguirà nei palasport in autunno, con i primi sold out già registrati a Bari e Messina, che raddoppiano le date. La sua è un’esplosione musicale, culturale e politica: tutto insieme, perché così vuole il nostro tempo. 

CALENDARIO AGGIORNATO  

29 ottobre | Jesolo – Palazzo del Turismo (Data Zero) 

31 ottobre e 1 novembre | Milano – Unipol Forum 

8 novembre | Eboli – Pala Sele  

14 novembre | Firenze – Mandela Forum 

19 e 20 novembre | Roma – Palazzo dello Sport 

24 e 25 novembre | Messina – PalaRescifina 

28 e 29vnovembre | Bari – Palaflorio  

1 dicembre | Torino – Inalpi Arena 

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

 

 

 

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