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Eurovision 2025: storia di trionfi LGBT e fischi pro Palestina, di rivoluzioni pop e flop patriottici

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Dall’Austria vincitrice con JJ a un’Italia poetica con Lucio Corsi, passando per le tensioni politiche intorno a Israele e la provocazione kitsch dell’Estonia: il racconto dettagliato e critico della finale dell’Eurovision Song Contest 2025

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La finale dell’Eurovision Song Contest 2025, tenutasi alla St. Jakobshalle di Basilea nella lunga serata del 17 maggio, ha confermato le mie previsioni: una sfida serrata tra Austria e Israele, con l’Austria, già da diverse settimane sul podio di qualità di Hit Non Hit, che ha trionfato grazie alla performance mozzafiato di JJ, l’artista che ha saputo incarnare alla perfezione una ballata pop-operistica congiunta a elementi moderni e visione cinematografica. 

Austria: il trionfo di JJ

A 24 anni, il giovane controtenore viennese di origine filippina Johannes Pietsch – in arte JJ – ha conquistato le giurie di qualità e, in parte, anche il televoto europeo, aggiudicandosi il microfono di cristallo. 

Wasted Love è una ballata pop-operistica in crescendo che parte da un impianto orchestrale classico per sfociare in una coda techno. Un abito sonoro su misura, dove acuti da soprano e beat pulsanti si fondono in un lamento amoroso di struggente bellezza. Il testo evoca la tempesta di un amore non corrisposto, ricorrendo a metafore acquatiche per descrivere la sensazione di essere sopraffatti da sentimenti non ricambiati. 

Un naufragio sentimentale potentemente messo in scena: JJ appare su una zattera scossa dalle onde e si aggrappa all’albero maestro per resistere alla tormenta, mentre una barchetta di carta, fragile e onirica, galleggia tra i flutti, simbolo di un sentimento tanto effimero quanto tenace, e un faro accecante — che impersonifica la persona amata — si accende alle sue spalle. La palette in bianco e nero e l’impatto cinematografico hanno elevato ulteriormente l’esibizione, trasformandola in una suggestiva opera interartistica. 

Con 436 punti totali, di cui 258 dalle giurie (primo posto) e 178 dal televoto (quarto posto), l’Austria ha fatto meglio di ogni altro artista in gara in termini di equilibrio tra qualità e consenso, ottenendo la sua terza vittoria nella storia del concorso, dopo quelle del 1966 con Udo Jürgens e del 2014 con Conchita Wurst, diventando così il Paese ospitante dell’edizione numero 70. 

Per la prossima edizione, JJ ha proposto importanti cambiamenti al regolamento: l’esclusione di Israele dalla gara, maggiore trasparenza nel televoto, a causa delle interferenze politiche che ne hanno compromesso l’equità, e il ritorno delle bandiere Pride sul palco. Dopo la vittoria, ha dimostrato di essere non solo un artista straordinario, ma anche una voce coraggiosa, criticando apertamente la partecipazione di Israele, una presenza controversa, soprattutto considerando che la Russia fu esclusa dal contest nel 2022 per l’invasione dell’Ucraina, mentre Israele, nonostante le accuse di crimini di guerra a Gaza, è rimasta in gara.

Israele: la forza di Yuval Raphael 

Yuval Raphael, sopravvissuta all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 al festival Nova, ha emozionato con New Day Will Rise, trasformando il trauma personale in un messaggio di speranza condiviso. Per il televoto eurovisivo è lei la vincitrice dell’Eurovision 2025, nonostante partisse fortemente penalizzata dalle accese proteste che hanno accompagnato la partecipazione al contest di Israele, accusato di un genocidio in corso contro la popolazione palestinese. 

La cantante è riuscita a cantare in una scena ad ostacoli, compromessa da fischi, bandiere della Palestina e imprevisti in agguato. Tre manifestanti pro-Palestina hanno tentato di salire sul palco con sacchi di vernice rossa durante l’esibizione, ma sono stati fermati dalla sicurezza. Alla fine, i fischi di protesta sono stati sovrastati da applausi e standing ovation. 

Il brano è una ballata pop che trasmette un messaggio di resistenza e rinascita. Il testo celebra la forza di chi sceglie la luce dopo il buio, in un’alternanza tra lingue – inglese, francese ed ebraico – che amplia la portata del messaggio, rendendolo inclusivo e universale. La parte in ebraico, tratta dal Cantico dei Cantici, evoca un amore più forte delle acque e dei fiumi, richiamando simbolicamente l’immaginario liquido e struggente di JJ. 

Dal punto di vista musicale, New Day Will Rise poggia su un’intelaiatura di pianoforte che sostiene la voce intensa e virtuosa di Yuval. La melodia si sviluppa in un crescendo che culmina in un climax emotivo, sostenuto da arrangiamenti orchestrali che conferiscono al brano una dimensione epica. 

La messa in scena, che la vede salire su una scala a chiocciola di strass, traduce visivamente l’elevazione emotiva della canzone. Con una performance intensa su note virtuose e una melodia scintillante alla Céline Dion che scala emozioni e posizioni, ha permesso a Israele di salire sino al secondo posto con 357 punti totali, di cui 297 dal televoto (prima) e 60 dalle giurie (quindicesima). 

Italia: Lucio Corsi, l’outsider che si è distinto

Lucio Corsi, outsider poetico del cantautorato italiano, ha stupito l’Europa con Volevo essere un duro, brano dallo spirito rétro che ha saputo spiccare – come avevo auspicato – nel panorama pop dell’Eurovision 2025 per autenticità e artisticità. Dato per sfavorito alla vigilia, ha chiuso al quinto posto assoluto con 306 punti complessivi: 173 dal televoto (decimo posto) e 133 dalle giurie (quarto posto), ribaltando i pronostici che lo davano tra i fanalini di coda. 

La sua proposta “diversamente pop” ha ricevuto ampi consensi dalla critica internazionale per il suo stile, capace di fondere atmosfere glam-rock anni ’70, teatralità felliniana e un’estetica musicale d’altri tempi. Volevo essere un duro è un pezzo dal tono autoironico e disarmante, che racconta con linguaggio diretto e poetico il paradosso di un uomo che vorrebbe apparire forte e distaccato, ma che finisce per rivelare la propria vulnerabilità. 

La messa in scena, volutamente essenziale, ha contribuito a rafforzare l’immagine dell’artista come cantastorie surreale: Lucio, vestito con la sua solita giacchettina gialla con le maxi spalline imbottite con pacchetti di patatine, ha attraversato un set dai toni notturni, in un immaginario sospeso tra David Bowie e Renato Zero. Un’operazione fantasy, capace di risuonare anche al di fuori del contesto eurovisivo. 

Oltre al buon risultato ottenuto al televoto – tutt’altro che scontato, vista la natura radicalmente anti-mainstream della sua proposta – Lucio Corsi ha raccolto una pioggia di consensi da parte del mondo musicale, sia italiano che internazionale. A sorprendere è stato l’endorsement di Ed Sheeran, che via social ha scritto: “La canzone dell’Italia all’Eurovision è geniale”. A fargli eco alcune delle voci più autorevoli della musica italiana: Giorgio Moroder, Andrea Bocelli, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, Biagio Antonacci, Massimo Ranieri, Umberto Tozzi, Francesca Michielin e lo stesso Olly, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, che ha lasciato il posto a Corsi riconoscendo di non sentirsi pronto – in realtà nemmeno adatto – per affrontare la dimensione eurovisiva. 

La notizia della sua sostituzione con Corsi, secondo classificato a Sanremo, ha subito acceso l’entusiasmo di molti colleghi e artisti: da Damiano David dei Måneskin – che l’Eurovision lo ha vinto nel 2021 – ad Aimone Romizi dei Fast Animals and Slow Kids, passando per Anna Castiglia, Clara, Madame e Mietta, che aveva commentato con un profetico “Ci stupirai!”. E così è stato: Lucio Corsi non si è limitato a rappresentare l’Italia, ma l’ha fatta risplendere con una visione autoriale fuori dal tempo, dalle mode e dai compromessi. 

Estonia e San Marino: destini opposti 

L’edizione 2025 dell’Eurovision Song Contest si è distinta per una marcata presenza italiana, evidente sia nei testi delle canzoni che nella composizione del cast dei finalisti.

Ne sono un esempio il duo Shkodra Elektronike – formato da Kolë Laca e Beatriçe Gjergji – che ha rappresentato l’Albania con Zjerm, una trascinante fusione di elettronica rétro e sonorità tradizionali balcaniche. Entrambi gli artisti possiedono doppia cittadinanza, albanese e italiana: risiedono ad Auronzo di Cadore, nel bellunese, e hanno la loro base artistica a Milano. 

Anche Malta ha portato in scena un’artista legata all’Italia: Miriana Conte, cantante di origini partenopee (il padre è napoletano), ha rappresentato il Paese con Serving, un brano R&B/pop-soul intriso di provocazione, orgoglio identitario e spirito di autoaffermazione. 

I risultati, tuttavia, sono stati piuttosto contrastanti, segnando una forte polarizzazione in classifica. L’Estonia, con Tommy Cash e il suo Espresso Macchiato, ha conquistato un sorprendente terzo posto totalizzando 356 punti. Il brano, cantato in italiano e inglese, miscela dance-pop con accenti electro swing e si muove sul filo sottile tra parodia kitsch e provocazione artistica. Una proposta spiazzante, volutamente esagerata, che ha diviso il pubblico ma ha saputo conquistare la top 3. 

All’estremo opposto, San Marino ha chiuso la classifica al 26º posto con soli 27 punti. A rappresentarlo era Gabry Ponte con Tutta l’Italia, una traccia eurodance ad alta energia, già nota come tormentone fuori gara all’ultimo Sanremo e selezionata attraverso il San Marino Song Contest. Un brano che sembrava sposarsi perfettamente con la cifra estetica leggera e disimpegnata spesso associata all’Eurovision, ma che non è riuscito a conquistare né le giurie né il televoto europeo. Una bocciatura che riapre i dubbi sulla strategia di selezione: è probabile che l’Europa avrebbe accolto con maggiore entusiasmo l’intensità epico-rock dell’Ave Maria di Giacomo Voli. 

Questi risultati raccontano due modi molto diversi di interpretare l’italianità in musica: da un lato, l’ironia provocatoria e spiazzante dell’Estonia, che ha diviso il pubblico italiano ma ha affascinato l’Europa; dall’altro, l’omaggio patriottico e danzereccio di San Marino, che si è rivelato per nulla contagioso.

Una finale in cui non è mancata la qualità 

L’Eurovision 2025 ha proposto una selezione musicale sufficientemente ricca e variegata, che ha saputo alternare proposte più convenzionali a momenti di notevole valore artistico. Tra i contributi più interessanti si sono distinte, innanzitutto, le nazioni che hanno scelto di rileggere le proprie radici folk in chiave contemporanea.

Il folk che ridisegna la qualità

L’Albania ha colpito con gli Shkodra Elektronike e Zjerm, una potente miscela tra folklore tradizionale e sonorità elettroniche, costruita su un testo in lingua albanese che richiama rituali e leggende arcaiche per restituire al fuoco il suo potere di elemento trasformativo, capace di generare un mondo nuovo, privo di violenza e odio.

Nella stessa direzione, ma con approccio più spirituale, le lettoni Tautumeitas hanno offerto Bur man laimi, una sorta di mantra in forma di canto rituale, intriso di proverbi e simboli antichi, teso a evocare un incantesimo di felicità, scandito da voci femminili polifoniche e strumentazione acustica.

Più introspettiva ma altrettanto evocativa la proposta greca: Asteromáta di Klavdia è un brano etno-pop dal respiro ampio, una ballata in crescendo che fonde orchestrazioni classiche e strumenti tradizionali. Il testo, poetico, rievoca il genocidio dei greci del Ponto, enfatizzando il legame identitario con la propria terra e la resistenza alle sopraffazioni, che resta purtroppo un tema ancora attuale.

Interferenze folk anche nel brano dell’Ucraina, Bird of Pray degli Ziferblat, una composizione che fonde alternative rock, pop moderno, armonie corali e richiami alla tradizione, tra le ferite dell’invasione russa e il desiderio struggente di tornare a casa. Il trio, composto dai gemelli Leshchynskyi, Danylo (voce) e Valentyn (chitarra), e da Fedir Chodakov (batteria), intreccia la lingua ucraina a quella inglese per invocare un uccello – simbolo di libertà, speranza e rinascita – che attraversi la distanza, portando con sé un messaggio di resistenza e connessione.

Dolci ma non sdolcinati

Un secondo gruppo di brani si è distinto per delicatezza e profondità emotiva, con approcci stilistici più morbidi e intimisti. La Svizzera ha puntato sulla raffinatezza francofona di Zoë Më con Voyage, una ballata raffinata dal sapore quasi cinematografico, incentrata sulla metafora della cura e della crescita personale, in cui la protagonista si paragona a un fiore che sboccia solo se amato.

Allo stesso modo, la Francia ha emozionato con Louane e la sua Maman, una toccante lettera alla madre scomparsa, in cui voce, melodia e testo si fondono con semplicità per restituire un momento di struggente intimità, capace di toccare corde universali senza mai scadere nel patetismo. 

Gli audaci, tra riscatto e liberazione sessuale 

Sul fronte opposto, a far discutere e infiammare il pubblico ci hanno pensato Armenia e Finlandia, con due performance all’insegna dell’audacia e della provocazione.

L’armeno Parg ha messo in scena Survivor, un inno dance-pop alla resistenza personale, caratterizzato da una performance a torso nudo, diventata immediatamente virale. Il testo, diretto e motivazionale, rielabora un passato segnato da bullismo e derisione per la sua passione per la danza — considerata, secondo gli stereotipi, non adatta ai “veri maschi” — e accompagna una messa in scena intensa e teatrale che sottolinea un messaggio di liberazione da ogni forma di oppressione.

Più controversa, ma perfettamente in linea con la tradizione trasgressiva finlandese, è stata Ich komme di Erika Vikman: una provocazione pop in tedesco, tra doppi sensi sessuali, sensualità esplicita e beat dance martellanti. Il brano – che gioca sul doppio significato della frase “Ich komme” (“Sto arrivando”) – ha diviso critica e pubblico, ma ha confermato ancora una volta la capacità dell’Eurovision di ospitare proposte che mettono in discussione limiti estetici e culturali. 

Molto più di una gara

Così, tra radici e sperimentazioni, pathos e provocazione, l’edizione 2025 ha dimostrato ancora una volta che il Festival è più di una gara: è una cartografia viva della musica europea contemporanea, ma anche uno spazio in cui l’arte si fa specchio, voce e messaggio, capace di riflettere sé stessi negli altri e di risvegliare coscienze.

Ascolti boom

L’Eurovision Song Contest 2025 ha confermato il suo status di evento musicale di punta anche in termini di ascolti televisivi. La serata finale, trasmessa in diretta su Rai 1 sabato 17 maggio dalla St. Jakobshalle di Basilea, con il commento di Gabriele Corsi e BigMama, ha registrato una media di 4.756.000 telespettatori, pari al 33,9% di share. 

Il picco di ascolto è stato raggiunto durante l’esibizione dell’italiano Lucio Corsi, con 6.235.000 spettatori sintonizzati. Anche la proclamazione del vincitore, l’austriaco JJ con Wasted Love, ha segnato un momento di massimo interesse, toccando il 54,1% di share. 

Le semifinali, trasmesse su Rai 2, hanno ottenuto risultati significativi: la prima, andata in onda martedì 13 maggio, ha totalizzato 2.248.000 telespettatori con il 12,2% di share, vincendo la prima serata e segnando il miglior risultato di sempre per una semifinale dell’Eurovision. 

La conduzione della finale è stata affidata a Michelle Hunziker, affiancata da Hazel Brugger e Sandra Studer. Michelle ha ripetutamente omaggiato l’Italia e incantato con un abito firmato Giorgio Armani Privé: un tubino lungo e aderente, tempestato di cristalli argentati, che ne ha esaltato la bellezza. Il look, curato dalla stylist Susanna Ausoni, è stato completato da un elegante chignon, gioielli Crivelli e un make-up soft, confermando la conduttrice come una delle protagoniste della serata.  

Giuria shock 

La giuria italiana, rappresentata da Topo Gigio e composta da esperti del settore, ha penalizzato alcune delle nazioni più meritevoli, con scelte che appaiono tutt’altro che rappresentative della qualità artistica dell’edizione. In particolare, sorprende l’assenza di punti assegnati all’Austria, vincitrice del concorso, e i soli 3 punti all’Albania, arrivata ottava con l’acclamato brano Zjerm degli Shkodra Elektronike. 

La giuria — formata da Diego Calvetti, Giulia Ausanio, Mattia Marzi, Manola Moslehi, Settembre e Salvatore Carusotto — ha invece attribuito i 12 punti massimi al Regno Unito, rappresentato dalle Remember Monday con il loro mini musical in stile Disney e ABBA, e addirittura 10 punti all’Espresso Macchiato dell’Estonia, 4 punti in più di Tutta l’Italia di San Marino. 

Una votazione che sembra rispondere più a logiche strategiche che a reali criteri artistici. 

Da Nemo a JJ, gli artisti LGBT dominano l’Eurovision 

L’Eurovision continua a essere un palcoscenico di visibilità e orgoglio per la comunità LGBTQIA+. Nel 2024, Nemo, artista non binario svizzero, ha vinto il concorso con The Code, una performance che ha sfidato le convenzioni di genere, suscitando l’indignazione dei soliti bigotti per aver indossato una gonna.

Nel corso della finale 2025, Nemo ha cantato “in casa”, offrendo due performance memorabili, che hanno rappresentato una risposta artistica potente — proprio nella giornata contro l’omofobia — alle recenti dichiarazioni di Papa Leone, ancora ancorato a una visione binaria dell’identità di genere e a un’idea tradizionalista di famiglia indissolubile. Ha aperto la serata con il brano vincitore dell’anno precedente e l’ha chiusa, poco prima della proclamazione del nuovo vincitore, con il nuovo singolo Unexplainable. Quest’ultima esibizione, particolarmente intensa, si è conclusa con la rimozione della parrucca: un gesto fortemente simbolico contro ogni forma di discriminazione.

A suggellare il tutto, il passaggio di trofeo: da Nemo a JJ. Ad accomunarli non è solo un talento vocale straordinario, ma anche il coraggio del coming out, che li rende simboli di orgoglio e rappresentanza per la comunità LGBTQIA+. JJ, artista apertamente gay, è il terzo vincitore apertamente queer consecutivo, dopo Nemo e Loreen — icona pop e vincitrice nel 2023, dichiaratamente bisessuale — a conferma dell’evoluzione dell’Eurovision in una manifestazione che celebra la diversità, l’inclusione e la libertà d’espressione.

JJ ha inoltre collaborato con Conchita Wurst, l’icona drag vincitrice all’Eurovision 2014: proprio un mese fa i due artisti si sono esibiti in un mashup dei loro brani Rise Like a Phoenix e Wasted Love, intrecciando idealmente il filo arcobaleno che unisce le ultime edizioni.

Nel suo discorso di vittoria, JJ ha espresso l’orgoglio di essere il primo vincitore dell’Eurovision con origini filippine e ha dedicato il trionfo alla comunità queer globale, sottolineando il valore della rappresentazione e dell’amore come forza unificante e universale.

E ora, verso l’Austria 2026 

Con la vittoria di JJ, l’Eurovision 2026 si terrà in Austria, che ospiterà per la terza volta il concorso. JJ rappresenta la nuova generazione di artisti austriaci capaci di coniugare talento vocale spintissimo, classicità e innovazione. JJ e Conchita Wurst portano avanti la tradizione di eccellenza musicale del Paese e l’impegno per i diritti LGBT. 

LE TOP 5

Classifica Finale Top 5:

  1. Austria – JJ, “Wasted Love”436 punti

  2. Israele – Yuval Raphael, “New Day Will Rise”357 punti

  3. Estonia – Tommy Cash, “Espresso Macchiato”356 punti

  4. Svezia – KAJ, “Bara bada bastu”321 punti

  5. Italia – Lucio Corsi, “Volevo essere un duro”256 punti


Classifica Finale Giurie di Qualità Top 5:

  1. Austria – JJ, “Wasted Love”258 punti

  2. Svizzera – Nemo, “The Code”214 punti

  3. Francia – Slimane, “Mon amour”180 punti

  4. Italia – Lucio Corsi, “Volevo essere un duro”159 punti

  5. Paesi Bassi – Claude, “C’est la vie”133 punti


Classifica Finale Televoto Top 5:

  1. Israele – Yuval Raphael, “New Day Will Rise”297 punti

  2. Estonia – Tommy Cash, “Espresso Macchiato”258 punti

  3. Svezia – KAJ, “Bara bada bastu”195 punti

  4. Austria – JJ, “Wasted Love”178 punti

  5. Albania – Shkodra Elektronike, “Zjerm”173 punti


Classifica Italia – Giuria di Qualità Top 5:

  1. Regno Unito – Remember Monday, “Not Alone”12 punti

  2. Estonia – Tommy Cash, “Espresso Macchiato”10 punti

  3. Germania – Abor & Tynna, “Baller”8 punti

  4. Danimarca – Sissal, “Hallucination”7 punti

  5. San Marino – Gabry Ponte, “Tutta l’Italia”6 punti


Classifica Italia – Televoto Top 5:

  1. San Marino – Gabry Ponte, “Tutta l’Italia”12 punti

  2. Albania – Shkodra Elektronike, “Zjerm”10 punti

  3. Israele – Yuval Raphael, “New Day Will Rise”8 punti

  4. Estonia – Tommy Cash, “Espresso Macchiato”7 punti

  5. Ucraina – Ziferblat, “Bird of Pray”6 punti

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