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sabato, Aprile 13, 2024

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Sanremo, la selezione musicale di Amadeus alla luce degli HNH Music Awards e delle sue stelle vincenti

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Amadeus alla direzione artistica degli ultimi 5 Festival di Sanremo ha messo a segno una vera e propria rivoluzione pop. Il conduttore ha dalla sua parte il merito di aver fatto spazio a tanti giovani artisti di talento che hanno dato lustro all’evento, spingendolo su record di seguito e share difficilmente replicabili. Ma le sue playlist, ascoltate in tutto il mondo, rappresentano davvero il meglio della musica contemporanea italiana? La risposta ce la dà il confronto con gli Hit Non Hit Music Awards, la vetrina virtuale che ha premiato gli artisti che si sono maggiormente distinti in Italia nel corso della scorsa annata musicale.

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La 74esima edizione del Festival di Sanremo si è conclusa, offrendoci uno sguardo anticipato sulla nuova brillante musica italiana. Tuttavia, una domanda cruciale sorge spontanea: Amadeus ha veramente selezionato il vertice della scena musicale contemporanea? 

Per rispondere a questo interrogativo possiamo dare uno sguardo agli Hit Non Hit Music Awards, la vetrina virtuale curata dal sottoscritto Ugo Stomeo e altri due critici musicali di larghe vedute come Andrea Butera e Fabrizio Testa che celebra il talento e l’originalità degli artisti italiani. 

Gli HNH Music Awards hanno premiato una vasta gamma di talenti, dalle nuove voci emergenti agli artisti più storici. Tra i cantanti presenti sia nelle classifiche HNH del 2023 sia nei cast di Amadeus, direttore artistico del Festival di Sanremo per 5 anni di fila, troviamo tutti gli ultimi vincitori della statuetta d’oro con il leone rampante sulla palma. 

Passiamoli in rassegna, in ordine cronologico a ritroso. 

I VINCITORI DI SANREMO TRIONFANO AGLI HNH MUSIC AWARDS

Angelina Mango, fresca e giovanissima regina di Sanremo 2024 con “La noia”, è trionfatrice nella categoria “Best Success”, confermando il suo talento nei “Best EP”, al 7° posto con “Voglia di vivere”, e nelle “Best Song”, al 29° con “Che t’o dico a fa’”. Il percorso della figlia di Mango con l’exploit ad Amici e la vittoria al Festival ha subito un’accelerazione di passo forse non del tutto naturale, ma il suo è un trionfo di talento e passione che la destina a grandi cose.  

Marco Mengoni, che ha il merito di aver sdoganato il pop e con esso le fragilità e fluidità maschili, si è classificato in ben 6 classifiche: 2° “Best Talking Singer”, 4° “Best “Divo”, 6° “Best Success”, 18° nei “Best Duet”, 33° nei “Best Video” e 34° nelle “Best Song” con “Due vite”, la canzone con cui ha trionfato a Sanremo 2023 e brillato a Sanremo 2024 nella doppia veste di co-conduttore e super-ospite.  

Mahmood, l’altra immane colonna della musica queer, che con il suo stile audace e le sue influenze multiculturali ha contribuito a rompere gli stereotipi e a sfidare le norme di genere nella musica pop, è stato incoronato come assoluto “Best Divo”. Grazie al suo pop estetico ed estetizzante, in continua evoluzione, ha occupato anche il 4° scalino dei “Best Video” e il 19° delle “Best Song” con “Cocktail d’amore”, il singolo che ha preceduto la nuova potentissima hit sanremese “Tuta gold” e fatto seguito a quella con cui ha sbancato a Sanremo 2022, “Brividi”, in effusione con Blanco. 

Blanco, eh sì, scolpito nell’immaginario collettivo nella distruzione delle rose sul palco dello scorso anno. L’artista non è stato da meno, primeggiando nei “Best Video” con la sua canzone ad alto tasso vandalico, “L’isola delle rose”, e nei “Best Duet” con la canzone riparatrice in condivisione con Mina, “Un briciolo di allegria”, oltre a distinguersi anche come 3° “Best Divo” e 3° rappresentante del “Best Rap”. Suo anche il 22° posto nei “Best Album” con “Innamorato” e il 33° nelle “Best Song” con “Lacrime di piombo”.   

I Maneskin, che da Sanremo 2021 hanno raggiunto il tetto d’Europa, conquistando la vittoria agli Eurovision Song Contest, sempre con “Zitti e buoni”, si sono piazzati al 5° posto nelle “Best Band”, all’8° nel “Best Rock”, al 30° nei “Best Album” con “Rush! (Are U Coming?)” e sia al 50° sia al 55° nelle “Best Song”, rispettivamente con “Valentine” e “Trastevere”. Le perle di Damiano David e band sono destinate a moltiplicarsi e ad abbagliarci con la sfrontata e intrigante ambiguità che li contraddistingue. 

Diodato, vincitore nel 2020 del primo Sanremo sotto Amadeus, è stato riconosciuto come “Best Male Songwriter”: titolo che gli vale anche il 3° posto nella categoria “Best Soundtrack” con “La mia terra”, il 5° come “Best Divo”, il 6° nei “Best Album” con “Così speciale”, il 16° e il 38° nelle “Best Song”, rispettivamente con la title track “Così speciale” e “Occhiali da sole”, e il 19° nei “Best Video” con “Ci vorrebbe un miracolo”. Un canzoniere prezioso, quello di Antonio, a cui va ad aggiungersi “Ti sento”, brano sicuramente meno forte e sanremese delle precedenti “Fai rumore”, dall’eco che persiste a quattro anni di distanza, e “Babilonia”, apprezzata a suo tempo anche da Mina.  

Questo sta a significare e ad attestare che con Amadeus alla guida di Sanremo, grazie anche ad un opportuno mix di votazione, non possono più tornare a vincere né le meteore né i cantanti apprezzati solo dal popolo.  

GEOLIER, IL RAPPORTO COMPLESSO TRA POPOLARITÀ E CREDIBILITÀ

Il caso di Geolier, il cui dominio al televoto è stato ridimensionato dalla giuria della sala stampa e dalla giuria delle radio, lo conferma. Se per gli esperti di musica il rapper napoletano non ha la credibilità artistica di un’Angelina Mango o di un Blanco o di un Mahmood, un motivo ci sarà. E per Amadeus il requisito di prestigio è da preservare tanto quanto quello della popolarità. In un contesto come il Festival di Sanremo, in cui a gareggiare sono le canzoni e non le città o le regioni, uno non può escludere l’altro e viceversa; come dargli torto?  

LEGGI IL TRIONFO DELLA MUSICA IN TV: GLI SHOW E I VOLTI MIGLIORI DEL 2023 IN ITALIA SECONDO GLI HNH MUSIC AWARDS

TALENT SHOW, QUANDO IL POP È VINCENTE

Tra i cantanti presenti agli HNH Music Awards compaiono anche altri protagonisti indiscussi dell’ultimo Festival di Sanremo, che hanno contribuito alla media del 74% di share, in omaggio al numero dell’edizione in questione, la 74esima appunto, e alla definitiva conferma che anche dai talent show possono venir fuori potenziali pop-star di caratura internazionale.  

Il talento è necessario per lasciare il segno sul palco dell’Ariston e ad averne dato ampiamente prova, scalando anche le classifiche HNH sono Annalisa, vincitrice mancata di Amici oltre che di Sanremo, che, svestita di energico pop ed elegantissima audacia, ha trovato la quadra perfetta, e i Santi Francesi, respinti da Amici e vincitori autorevoli di X Factor e Musicultura, che, attraverso una nuova intrigante ambiguità, sono apparsi come la variante pop dei Maneskin. Se l’interprete di “Sinceramente” furoreggia come “Best Success” (alla posizione numero #2), “Best Diva” (alla #9) e “Best Pop” (alla #2), entrando persino nella Top dei “Best Album” con “E poi siamo finiti nel vortice” (#36), dei “Best Video” con “Mon amour” (#25) e delle “Best Song” con “Euforia” (#66), il sexy duo de “L’amore in bocca” penetra la classifica dei “Best Ex Talent” (alla #9), lasciandoci con la voglia di andare a fondo 

In entrambi i casi all’Eurovision Song Contest avremmo fatto la nostra porca figura, ma non è detto che l’appetibile occasione non possa concretizzarsi in un futuro prossimo. 

A sorpresa nelle classifiche presenziano due ex vincitori di Amici che pare abbiano finalmente trovato la direzione musicale più consona alle loro potenzialità, ovvero The Kolors (8° “Best Success”) ed Emma, (8a nella Top “Best Pop” e 22esima nei “Best Duet”), seppur non sottraendosi alle sue classiche cadute di stile che la portano a sfidare la collega conterranea Alessandra Amoroso nella Top delle “Worst Song” (se l’interprete di “Apnea” è 3a nella classifica con “Taxi sulla luna”, la voce di “Fino a qui” è preceduta solo dall’imbattibile Povia).  

I COLPI GROSSI DI AMADEUS, TRA LANCI E RILANCI

Nelle classifiche di HNH c’è anche chi ha figurato nei precedenti Festival di Amadeus. È il caso di Elisa, indiscutibile “Best TV Personality”, nonché 5a “Best Female Songwriter” e 13ma nelle “Best Cover” con “Silent Night”, e Anna Oxa, che, grazie al rilancio dello scorso anno, è stata riconosciuta, a parimerito con Mina, come la miglior voce femminile. L’intramontabile cantante pugliese, uscita dalla discografia mainstream per dar sfogo ad una vocalità e ad un’artisticità fuori portata, oltre a primeggiare come “Best Diva”, ha piazzato ben due capolavori nella TOP 100 “Best Song” del 2023: “Primo cuore (canto nativo)” (#32) e “Sali (canto dell’anima)” (#44).  

Allo stesso modo, hanno contribuito al successo di Amadeus come direttore artistico di Sanremo splendide giovani realtà della nostra canzone come Elodie, Aiello, Colapesce Dimartino e Coma_Cose, tutti mattatori nella classifica ”Best Pop”. Qualità pop che vengono riconosciute anche nei loro interi lavori discografici. Nella TOP 50 “Best Album” si piazzano, infatti, il “Best Duo” composto da Colapesce e DiMartino con “Lux Eterna Beach” (#16) e i due ammiccanti nuovi divi del pop nostrano, Elodie e Aiello, rispettivamente con “Ok. Respira” (#23) e “Romantico” (#37). E se la voce di “Andromeda” e “Due”, una delle prime a scrollarsi di dosso l’etichetta di ex-talent, è stata insignita del titolo di “Best Talking Singer” per le sue battaglie politiche e sociali a sostegno delle donne e degli omosessuali che le conferiscono un considerevole valore aggiunto, l’ugola di “Ora” (Sesso ibuprofene)” sembra oramai pronta a seguire i passi di Mahmood e Mengoni attraverso un coming out per spiccare definitivamente il volo. 

Ad aver giovato del passaggio sanremese, su concessione di Amadeus, anche esponenti della nuova musica d’autore come Fulminacci e Giovanni Truppi, che troviamo assieme alla #5 nei “Best Duet” con “Occhi grigi”, o interpreti signorili come ToscaFiorella Mannoia e Drusilla Foer, in ordine alla #2 e alla #5 del “Best TV Personality” e alla #2 del “Best Diva”. E c’è anche chi in quest’ultimo Sanremo ci è tornato in altre vesti. Partiamo dalle conduttrici femminili. Giorgia, a cui si potrebbe affidare l’intero Sanremo del post Amadeus, è 2a “Best TV Personality”, 5a artista del “Best Soul/RnB” e 7a “Best Diva”, nonostante un 14° posto nelle “Worst Song” con “Senza Confine” che evidenzia quanto la cantante e attrice romana potrebbe fare e ottenere di più con scelte artistiche coerenti alla propria magnificenza vocale. Decisamente più centrate Paola & Chiara: le rinate sorelline gay friendly sono alla #4 dei “Best Success”, alla #5 dei “Best Duo”, alla #6 del “Best Pop”, alla #7 dei “Best Talking Singer”, alla #17 dei “Best Video” con “Mare Caos” e alla #61 delle “Best Song” con “Furore”. 

Passiamo poi ai cantanti che Amadeus ha rimesso in vetrina, in qualità di ospiti, e che a lui devono il balzo di popolarità, ovvero La Rappresentante di Lista, che prima del debutto sanremese appartenevano alla nicchia delle meraviglie indie, e Tananai, praticamente un suo figlioccio. Quest’ultimo nelle chart HNH si è piazzato 2° come “Best Divo”, 5° come “Best Success” e 6° sia nelle “Best Song” sia nei “Best Video” con “Tango”, una delle canzoni più belle degli ultimi Festival di Sanremo. 

L’ONDA ALTA DEL RAP A SANREMO

A chiudere il cerchio Lazza, 3° “Best Success”, 4° nel “Best Rap”, 19° e 22° nei “Best Duet” e 49° nelle “Best Song” con “Cenere”, e Madame, tra gli autori de “La noia” di Angelina Mango, che ha fatto incetta di riconoscimenti. Per lei il titolo di “Best Female Songwriter” e di “Best Rap Artist”, il 2° posto nelle “Best Soundtrack” (“La primavera della mia vita”) e nei “Best Album” (“L’amore”), il 4° posto nella categoria “Best Talking Singer” e una tripletta nelle “Best Song”: Quanto forte ti pensavo” alla #4, “Ninpha” alla #13, “Il bene nel male” alla #14.  

La quota rapper introdotta da Amadeus a Sanremo si è rivelata fondamentale per la rivoluzione musicale includente e giovanile che ne è conseguita. Basti pensare al debutto sul palco dell’Ariston delle indomabili Big Mama e Rose Villain, 3a “Best Diva” per gli HND, o dei sensibilizzatori Ghali, Dargen D’Amico e Rosa Chemical, che hanno suscitato l’ira dei tele-meloniani e portato a galla servi e servette del potere. 

AMADEUS, IL DIARIO DEGLI ERRORI

Amadeus si è guadagnato una solida reputazione come direttore artistico del Festival, con una connotazione pop che riflette il suo gusto e la sua sensibilità artistica. In questa direzione si colloca anche la scelta di puntare su una rosa ristretta di autori, al fine di creare un amalgama sonora compatta e avvolgente. Basti pensare a Tropico, autore di ben 4 pezzi nell’ultimo Sanremo, la cui rilevanza trova riscontro nelle menzioni HNH: 1° “Best Pop”, 18° “Best Male Songwriter”, 34° nei “Best Album” con “Chiamami quando la magia finisce” e 80° nelle “Best Song” con la traccia che dà il titolo all’intero lavoro. 

La musica contemporanea italiana però va ben al di là del pop, includendo una vasta gamma di generi e stili che si distinguono per la loro sperimentazione e originalità. Questo è evidente anche negli HNH Music Awards, dove artisti provenienti da diversi ambiti musicali sono stati riconosciuti per il loro contributo unico alla scena musicale italiana. 

Cosa che invece è venuta a mancare nel Festival di Sanremo 2024. Questo può essere considerato uno sbaglio di selezione da parte di Amadeus? Vediamolo. 

Tra i vincitori degli HNH Music Awards ci sono anche alcuni nomi che Amadeus si è lasciato scappare e che sicuramente rappresentano un’opportunità mancata per il Festival di Sanremo 2024. Ciononostante, la loro presenza nelle chart di qualità conferma il loro valore e la loro importanza nel panorama musicale italiano. 

Tra i nomi emergenti del 2023 spiccano figure come Erio e Ibisco, entrambi vincitori in categorie cruciali, ovvero la “Best Song” e la “Best Album”. Erio con melodie sperimentali e una voce eterea ha incantato gli ascoltatori, raggiungendo la vetta con una canzone come “Avere fede” e una cover degli Yazoo come “Only You”, mentre Ibisco ha lasciato il segno con il suo album “Languore”, forgiato con l’essenza delle seduzioni più profonde. A muoversi sulla stessa traiettoria Lamante, che con il suo EP “Come volevi essere”, ha sfoggiato un suono selvaggio e tagliente che le è valso il premio “Best Debut” dell’anno. 

Le categorie degli HNH Music Awards hanno evidenziato la vasta gamma di generi e stili presenti nella musica italiana del 2023. Dalla popolarità dei Calibro 35 e Baustelle, primi parimerito nelle “Best Band”al fascino indie dei C’mon Tigre, primi nel “Best Jazz-Fusion”, e di Carmine Tundo, secondo nel Best Folk, passando per il nu soul immaginifico di De.Stradis e Lauryyn, entrambi vincitori nella categoria “Best Soul”, ogni artista ha contribuito a rendere la discografia italiana un puzzle ricco di colori e sfumature. 

La categoria “Best Revelation” è dominata da Daniela Pes, prima anche nel “Best Folk”, seguita da Eugenio Sournia e da un ex aequo tra Massimo Silverio e Mox. A guidare la folta fila dei “Best ex talent” è invece Mille, ex voce dei Moseek, che si distingue come cantautrice assieme alle notevoli Miele e Miglio. Il “Best rock” è nelle mani dei Sick Tamburo, mentre Carlo Siega primeggia nella “Best Classical” e i Mombao nella “Best Electronic”.

In zona Top Five si piazzano professionisti navigati come Petra Magoni, Furruccio Spinetti, Massimo Tagliata, Andrea DessìVinicio Capossela, Ludovico Einaudi, Giorgio Canali, Paolo BenvegnùEnrico GabrielliGianluca De Rubertis, Dente, Motta, Bud Spencer Blues Explosion, Umberto Maria Giardini e Ilaria Pilar Patassini, ma anche tantissimi talenti di nuova generazione come gli Studio Murena, Marta Del Grandi, Federico Fiamma, Post Nebbia, Chiello, Caterina Barbieri, Cecilia, Arya, RareșIn The Loop, Iosonouncane, La Niña, La Musica di Forte, Il Solito Dandy, I Fiumi e i Santamarea. Tutti gli artisti presenti nelle chart di HNH hanno stupito con la loro bravura e originalità, dimostrando di essere vere e proprie rivelazioni su cui puntare. Non mancano nemmeno potenti interpreti in stand-by discografico come Mietta e Syria, che si rivelano autentiche protagoniste anche sul palcoscenico televisivo, con una presenza che lascia il segno.

Se da un lato, dunque, con una lineup che spazia dalle nuove voci emergenti ai successi consolidati, con pochi cantanti Senior, Amadeus ha perfezionato, nel corso dei 5 anni, un cast sempre più pop e radiofonico che gli ha permesso di centuplicare hit e vendite, dall’altro gli HNH Music Awards, abbracciando una varietà di suoni e talenti che meritano di essere scoperti o rilanciati, ci ricordano che il meglio della musica italiana va oltre le luci dell’Ariston.

ll Festival di Sanremo potrebbe dunque essere un’occasione per celebrare la ricchezza e la diversità della musica italiana e per ribaltare le proporzioni di genere, privilegiando la presenza femminile rispetto a quella maschile, considerando che, secondo le classifiche degli HNH, sono le donne a detenere il predominio nella scena discografica. Il successore di Amadeus prenda nota.

HNH MUSIC AWARDS 2023, VINCITORI E TOP FIVE

Di seguito tutte le TOP 5 degli HIT NON HIT MUSIC AWARDS 2023. Per scoprire le classifiche integrali, compresa la TOP 100 “Best Song” dell’anno, andate sulla pagina HIT NON HIT.  

  • BEST DEBUT: 1. LAMANTE, 2. SANTAMAREA, 3. FEDERICO FIAMMA, 4. ABE, 5. LE VITE DEGLI ALTRI
  • BEST REVELATION: 1. DANIELA PES, 2. EUGENIO SOURNA, 3. ex aequo MASSIMO SILVERIO e MOX, 4. ex aequo LA MUSICA DI FORTE e MARTA DEL GRANDI, 5. ex aequo ELE A e FIAT131
  • BEST SUCCESS: 1. ANGELINA MANGO, 2. ANNALISA, 3. LAZZA, 4. PAOLA & CHIARA, 5. ex aequo ELODIE e TANANAI
  • BEST TALKING SINGER: 1. ELODIE, 2. MARCO MENGONI, 3. FEDEZ , 4. MADAME, 5. VINICIO CAPOSSELA
  • BEST TV PERSONALITY: 1. ELISA, 2. ex aequo TOSCA e GIORGIA, 3. SYRIA, 4. GAUDIANO, 5. ex aequo MIETTA e FIORELLA MANNOIA
  • BEST TV SHOW: 1. FESTIVAL DI SANREMO, 2. MUSICULTURA, 3. BUON NATALE ANCHE A TE, 4. ex aequo ARENA SUZUKI, EUROVISION SONG CONTEST e LA NOTTE DELLA TARANTA, 5. ex aequo BENEDETTA PRIMAVERA e RADIO 2 SOCIAL CLUB
  • BEST EX TALENT: 1. MILLE, 2. DE.STRADIS, 3. ERIO, 4. DADà, 5 ex aequo DAVIDE SHORTY, IAKO e ROSHELLE
  • BEST DIVA: 1. ex aequo ANNA OXA e MINA, 2. DRUSILLA FOER, 3. ROSE VILLAIN, 4. ORNELLA VANONI, 5. SHARI
  • BEST DIVO: 1. ex aequo MAHMOOD e IL SOLITO DANDY, 2 ex aequo CHIELLO e TANANAI, 3. ex aequo BLANCO e ROSA CHEMICAL, 4. ex aequo AIELLO e MARCO MENGONI, 5. ex aequo DIODATO e MICHELE BRAVI
  • BEST FEMALE SONGWRITER: 1. MADAME, 2. MIELE, 3. MIGLIO, 4. CECILIA, 5. ex aequo ELISA, LA NINA e MARTA TENAGLIA
  • BEST MALE SONGWRITER: 1. DIODATO, 2. IBISCO, 3. UMBERTO MARIA GIARDINI, 4. CARMINE TUNDO, 5. ex aequo APPINO e GIOVANNI TRUPPI
  • BAST BAND: 1. ex aequo CALIBRO 35 e BAUSTELLE, 2. C'MON TIGRE, 3. STUDIO MURENA, 4. ex aequo I FIUMI e MANESKIN
  • BEST DUO: 1. COLAPESCE DIMARTINO, 2. COMA_COSE e BUD SPENCER BLUES EXPLOSION, 3. MOMBAO, 4. MUSICA NUDA (PETRA MAGONI e FERRUCCIO SPINETTI), 5. PAOLA & CHIARA
  • BEST POP: 1. ex aequo COLAPESCE DIMARTINO e TROPICO, 2. ANNALISA, 3. ex aequo ELODIE e AIELLO, 4. COMA_COSE, 5. CASTELLI
  • BEST ROCK: 1. SICK TAMBURO, 2. GIORGIO CANALI, 3. MOTTA, 4. I FINNEGANS, 5. COMRAD
  • BEST SOUL/RNB/FUNK: 1. ex aequo LAURYYN e DE.STRADIS, 2. ERIO, 3. MARCO CASTELLO, 4. DELICATONI, 5. GIORGIA
  • BEST RAP/TRAP: 1. MADAME, 2. STUDIO MURENA, 3. BLANCO, 4. LAZZA, 5. GEOLIER
  • BEST FOLK/WORLD: 1. DANIELA PES, 2. CARMINE TUNDO, 3. VINICIO CAPOSSELA, 4. MASSIMO SILVERIO, 5. MA-REA (MASSIMO TAGLIATA e ANDREA DESSì)
  • BEST JAZZ/FUSION: 1. C'MON TIGRE, 2. STUDIO MURENA, 3. ILARIA PILAR PATASSINI, 4. PAOLO ANGELI, 5. ex aequo RAPHAEL GUALAZZI e GRETA PANETTIERI
  • BEST CLASSICAL: 1. CARLO SIEGA, 2. ex aequo ENRICO GABRIELLI e LUDOVICO EINAUDI, 4. ANTONIO FRESA, 5. STEFANO TAGLIETTI
  • BEST ELECTRONIC: 1. MOMBAO, 2. CATERINA BARBIERI, 3. IOSONOUNCANE, 4. RARES, 5. NAVA
  • BEST DUET/FEAT: 1. MINA & BLANCO ("Un briciolo di allegria"), 2. DENTE & POST NEBBIA ("La vita fino a qui"), 3. ex aequo COLAPESCE DIMARTINO & IVAN GRAZIANI ("I marinai") e I CANI & BAUSTELLE ("La canzone d'autore"),  4. PAOLO BENVEGNù & MALIKA AYANE ("Non esiste altro"), 5. ex aequo UMBERTO MARIA GIARDINI & CRISTIANO GODANO ("Le tue mani") e FULMINACCI & GIOVANNI TRUPPI ("Occhi grigi")
  • BEST SOUNDTRACK: 1. CALIBRO 35, ARYA & TAHNEE RODRIGUEZ ("When the world is feeling blind"), 2. COLAPESCE DIMARTINO & MADAME ("La primavera della mia vita"), 3. DIODATO ("La mia terra"), 4. ANDREA LASZLO DE SIMONE ("Il regno animale"), 5. ERIO ("Only You")
  • BEST COVER: 1. ERIO ("Only You"), 2. IN THE LOOP & ANDREA DI GIOVANNI ("Festival"), 3. GIANLUCA DE RUBERTIS ("Era già tutto previsto"), 4. IL SOLITO DANDY ("1950"), 5. TOSCA ("Non so dirlo - Algo contigo")
  • BEST EP: 1. LAURYYN ("Intro"), 2. MILLE ("Quanti me ne dai"), 3. ERIO ("Fede"), 4 PAOLO BENVEGNù ("Solo fiori"), 5. DE.STRADIS ("Duale")
  • BEST ALBUM: 1. IBISCO ("Languore"), 2. MADAME ("L'amore"), 3. DANIELA PES ("Spira"), 4. CALIBRO 35 ("Nouvelles aventures"), 5. ex aequo UMBERTO MARIA GIARDINI ("Mondo e Antimondo") e C'mon Tigre ("Habitat")
  • BEST SONG: 1. ERIO ("Avere fede"), 2. IBISCO ("Dentro, me"), 3. CARMINE TUNDO ("Il canale dell'Asso"), 4. MADAME ("Quanto forte ti pensavo"), 5. UMBERTO MARIA GIARDINI ("Re")
  • BEST VIDEO: 1. BLANCO ("L'isola delle rose"), 2. CHIELLO ("A pochi passi"), 3. ex aequo BLANCO & MINA ("Un briciolo di allegria") e AIELLO ("Mi piace molto"), 4. MAHMOOD ("Cocktail d'amore"), 5. ELODIE ("A fari spenti")
  • WORST SONG: 1. POVIA ("Life"), 2. ALESSANDRA AMOROSO ("Notti blu"), 3. ex aequo TAKAGI & KETRA, TONY EFFE & EMMA ("Taxi sulla luna") e MR.RAIN ("Supereroi"), 4. ALFA ("Bellissimissima"), 5. MARA SATTEI ("Tasche")
HIT NON HIT MUSIC AWARDS
In foto i cantanti ai vertici dell’HNH MUSIC AWARDS. Grafica a cura di Andrea Butera per Hit Non Hit

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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

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