6 C
Milano
venerdì, Febbraio 3, 2023

Ultimi post

DECALOGO PER BAND ALLO SBANDO

Voto Utenti
[Total: 1 Average: 5]

Ricevo settimanalmente dischi da ascoltare. Una volta li ricevevo dalle case discografiche, oggi li ricevo direttamente da chi li produce. Per la maggior parte dei casi trattasi di dischi autoprodotti, come è d’uso comune oggi.

Molti file audio sono di band nostrane, anche se si sforzano di cantare in inglese. Sarà l’effetto Maneskin forse, ma l’effetto più evidente è che quasi nessuna band ha una sua identità precisa, un proprio suono e uno stile identificabile. Idem per quanto riguarda i testi e i video autoprodotti. Sembra tutto poco studiato e casuale.

Qualcuno poi mi scrive chiedendomi pareri e suggerimenti e il fatto potrebbe anche lusingarmi anche se poi a ragionarci sù, mi capita di rispondere sempre allo stesso modo. Così ho pensato di buttare giù una sorta di decalogo, una playlist di regole da seguire. Eccole:

  • Cercate di essere originali, possibilmente unici. Se proprio non ce la fate potete anche scopiazzare, ma fatelo bene e in modo discreto. I Maneskin nell’arte del “somiglia a…” sono bravissimi. Ovviamente non dico di copiare melodie o riff per intero ma almeno far trasparire un mondo sonoro e musicale identitario ben riconoscibile. Copiare bene è un’arte che gli stessi artisti si trasmettono da sempre.
  • Aprite la finestra e guardatevi intorno. Ispiratevi a quello che vedete. Presuppore che un vostro problema personale sia interessante per gli altri è un grosso errore. Nessuno si identifica nelle vostre sfighe sentimentali. Sono cazzi vostri, non di tutti. Ci sono mille modi per raccontare una storia d’amore. Ad esempio Luigi Tenco scriveva. “Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare”. Se proprio volete scrivere una canzone d’amore cercate anche in questo caso di essere originali, forti, espressivi e inequivocabili. Non vi autocensurate. Non si scrivono testi per farseli approvare da qualcuno. Se volete fare gli autori per gli altri, ok, ma se scrivete per voi dateci dentro e senza pensare troppo alla tecnica formale tronche, rime, frase tormentone, etc… sono tutti palliativi, trucchetti che a lungo andare non vi serviranno a farvi riconoscere. I temi da raccontare sono migliaia. Ispiratevi alla realtà. Si vive in una società di contrasti e trasformazioni incredibili, eppure c’è ancora gente che vive culturalmente nel Medio Evo. Cercate di non essere monotematici e simili agli altri. Di rapper che parlano di degrado sociale, droga, sesso istantaneo, pioggia di soldi, auto di lusso e turpiloqui assortiti ce ne sono fin troppi. Chi resta monotematico non sarà mai universale quindi il suo tempo di successo sarà pari a quello di un click. Usate parole diverse con coraggio. Una come Carmen Consoli ci ha provato anche nei titoli delle canzoni e tutti se la ricordano per questo. Il coraggio potete trovarlo anche ispirandovi a personaggi reali che vi girano intorno. De Andrè ha scritto canzoni su bombaroli, puttane, carcerati e pescatori. Venditti ha dedicato intere canzoni alla scuola, ai compagni di classe, agli esami, ai cattivi maestri. Non lo ha fatto per astuzia da marketing ma guarda caso quelle canzoni si sono tramandate di generazione in generazione, perché la “scuola” è un’esperienza che nessuno dimentica dato che è obbligatoria. Enzo Jannacci ha cantato intere categorie sociali e di lavoratori: taxisti, preti, barboni, ladri, operai, telegrafisti, i noti quelli che….. Si potrebbe continuare a lungo.
  • Una band che si rispetti deve avere un suo suono identitario. I suoni si comprano anche sul web, ma bisogna reinventarli. Se il papà vi regala una Fender o una pedaliera di effetti, non accontentatevi di riprodurli e basta. Createveli da soli. Chi inventa prima o poi ha successo, magari l’avrà da morto ma alla fine gli sarà riconosciuto.
  • Nella civiltà dell’immagine, l’estetica conta. Anche in questo caso bisogna studiare. Divorare volumi di fotografie e illustrazioni in cerca di ispirazione fa bene. Non occorre avere un art director se non potete permettervelo. I Beatles ci pensarono da soli a pettinarsi in quel modo. Le mode le inventano i giovani, gli stilisti si accodano dopo. Così è stato per tutti i fenomeni estetici giovanili dagli anni cinquanta in poi. I giovani sono entrati nel mirino dei consumi per merito loro innanzitutto. La minigonna l’ha inventata Mary Quant poco più che ventenne, nella boutique Bazaar a Kings Road a Londra.
    Inutile andare a cercare uno stilista per farsi prestare i costumi. Se vi inventate un look che funziona, sarà lui poi a cercarvi e vi pagherà ben più di Spotify.
  • Dei social fatene un uso consapevole e intelligente. Non postate roba cheap da discount nazionalpopolare. Mai postare locandine di show nelle birrerie. Sono orribili, con grafiche di pessimo gusto e non servono a niente. Idem per i commenti. Non vi scannate in dibattiti inutili. E’ solo una gran perdita di tempo. Non dovete fare i tifosi né i fans, fatelo fare agli altri che ne avete bisogno. Ricordatevi che più parlano o straparlano di voi più sarete popolari. Siete una rock band o un cantautore mica politici in campagna elettorale. Siate superiori ai commenti idioti e non fateci caso. Anzi, la storia del rock dimostra il contrario. Quando i critici musicali ( che peraltro ormai si contano sulla punta delle dita ) massacravano i musicisti, quest’ultimi ottenevano sempre successo e i critici dovevano poi chiedere i pass per andare a vederli.
  • La cultura fa sempre bene. Se amate la musica studiatela e ascoltate di tutto, senza paraorecchie ma magari con buone cuffie. Ascolti diversi anche di epoche diverse aiutano e ispirano. I Beatles dopo aver scoperto i canti sardi e le loro armonizzazioni, ne presero abbondanti ispirazioni. Idem per le ritmiche e le sonorità degli strumenti indiani. A differenza della mia generazione, in tempi in cui per sentire musiche diverse bisognava viaggiare parecchio, Voi avete un pc o uno smartphone a disposizione da quando eravate bambini per cui potete trovare e ascoltare di tutto e anche a gratis. Fatelo ogni giorno e la vostra creatività avrà uno sviluppo incredibile.
  • I Videoclip. Anche in questo caso cercate di differenziarvi dalla massa dei filmaker percaso che ancora non hanno imparato a filmare con il cellulare tenendolo in orizzontale anziché in verticale. Fateci caso. I videoclip sono tutti uguali senza uno straccio di idee che una. Stanno tutti lì a cantare in primo piano in playback su uno sfondo neutro o in una location presa a caso, come se non avessero mai visto un film. Una canzone è una storia. E il clip un piccolo film che la racconta per immagini. Oggi esistono intere videolibrary che hanno archivi con milioni di immagini disponibili in tutte le salse. Basta abbonarsi. Alcune costano 20 euro al mese e potete scaricarvi centinaia di sequenze che se l’aveste girate voi avreste speso quanto un trilocale. Sceglietele con cura senza fare pasticci, unitele a qualche vostra sequenza originale girata bene e il più è fatto. Vi occorre solo un bravo montatore o editor e avrete risparmiato un sacco di soldi. Se poi avete bisogno di qualche consiglio scrivetemi in privato e in caso ve ne darò una miniera. Due parole d’ordine per i clip: Qualità e originalità. Un buon clip fa la differenza. Non la fa se è brutto anche se il vostro pezzo è una bomba.
  • Studiare il mercato, o meglio i tempi che si vivono, fa sempre bene, ma occhio a non farvi condizionare troppo. Di certo alcune regole base ci vogliono: sintesi, brevità, struttura essenziale della canzone. Le introduzioni e gli assolo potete metterli in un album, nei singoli evitate. Lasciate perdere le lungaggini e state su una stesura da presa immediata. Strofa e ritornello, se scritti bene bastano. Oggi i tempi sono troppo veloci per pretendere che la gente vi dedichi 5 o 6 minuti di tempo. Tre minuti e mezzo bastano e avanzano. In questo dovete essere rigorosi e spietati. Dovete essere killer di voi stessi. Mai innamorarsi troppo delle proprie idee. Quando mixate un singolo evitate di usare mille tracce. Vi perderete nelle nebbie. Il vostro cervello e le vostre orecchie faticheranno più del dovuto. Poche tracce ma buone. Potete ispirarvi alla cucina. Un piatto con dieci ingredienti è faticoso da fare e da mangiare. Più sapori ci sono e meno li si distingue. La pizza margherita insegna, o se preferite gli spaghetti, aglio, olio e peperoncino. Punto.
  • Siate costanti e affiatati. Non menatevela tra di voi. Potete essere amici o meno ma per suonare bene e godervela non è necessario essere una famiglia. Anzi, a volte un po’ di solitudine fa bene. Aiuta ad aver voglia di vedersi ancora. Se uno di voi mostra inevitabilmente più talento degli altri non gratificatelo troppo. Potrebbe fare un giro di ego sbagliato e mollarvi. Al contrario se uno di voi non ce la fa o è troppo passivo o svogliato o se la mena, fategli capire con le buone che è meglio che molli il colpo, perché su 4 sostituirne uno non è un problema.
  • Se scegliete di affidarvi a qualcuno perché avete dei dubbi: un manager o un produttore, leggetegli questo decalogo. Se non sarà d’accordo cambiatelo perché potrebbe avere il vizio di fare il fenomeno. I fenomeni dovete essere voi. Abrazo.

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.