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EUROVISION O EUROTRIP – PSICHEDELIA SU RAI UNO

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Ti capita di ascoltare all’Eurovision una canzone finlandese e capisci di colpo perché la Finlandia vorrebbe entrare nella Nato dato che la loro cantante potrebbe ricevere un missile nel tinello.

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Poi apprendi che Cristiano Malgioglio ha un fidanzato in ogni Paese Europeo ma non spiega perché rimane da solo. Vedi delle coreografie da talent di piazza ma su un palco che è costato quanto la piazza, per cui l’effetto risulta ancora più trash. Immagini che Laura Pausini sia stata truccata da Marilyn Manson in persona e che Mika sia caduto in una vasca di evidenziatori.

Ogni tanto appare un drone dove i beni culturali del tuo Paese sono deturpati dal look di improbabili star canore internazionali. Allora cominci a chiederti che cosa hai mangiato a cena e se per caso tua moglie per dispetto non abbia sciolto un acido lisergico nella tua birra. Invece è solo perché stai guardando in tv una semifinale dell’Eurovision 2022 che però sembra il Guinness dei Primati in acido.

Ma davvero il pop europeo è conciato così?

Pensavo che bastasse Achille Lauro seminudo, seduto su un toro meccanico mentre strilla che vuole indossare una gonna più corta e invece il peggio deve ancora venire. Improvvisamente capisci che la psichedelia degli anni settanta era una favola per bambini. Qui siamo nel mondo di “Qualcuno cantò sul nido del cuculo”. In fondo risulta divertente vedere una passarella infinita di “fuori di testa” inconsapevoli.

Una addirittura crede di essere Ponzio Pilato, infatti si lava le mani sul palco. Dubito però che il testo della sua canzone significhi “Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi”. Sarebbe una citazione troppo colta. Qualcuno in giuria deve aver avuto qualche cenno di risveglio, infatti Achille Lauro viene eliminato dalla finale con tanto di toro meccanico a seguito. A San Marino molti si fustigano da soli, recitando il mea culpa.

Ora che la televisione generalista sia il tempio del trash lo sappiamo benissimo da 70 anni suonati, ma L’Eurovision va ben oltre, diciamo che ha uno sguardo strabico rivolto al futuro. E’ un trip che supera l’immaginario e l’immaginabile, uno show che in poco più di due ore distrugge tutti gli amanti del visionario. Sorrentino a confronto di chi ha ideato l’Eurovision, diventa un regista neorealista. Tutto è paradossale oltre l’immaginazione: le canzoni, i costumi, il pubblico in delirio, la cascata di non so quale liquido dallo stage, il drone che sembra un giocattolo di E.T, i gemiti di Malgioglio, c’è persino una band di hard rock stile Europe che sembra uscita da una cella frigorifera o dalle uova schiuse di Alien. Impossibile resistere.

Decido di farmi del male e non cambio canale perché dal punto di vista antropologico il fenomeno diventa interessante, ma per mia fortuna gli anticorpi esistono, così mi avvolgono in un sonno profondo e il divano diventa un’oasi di pace e di silenzio. Esco definitivamente dal trip. Mi sveglio alle 3. Il televisore si è spento da solo. Neanche lui ha retto.

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