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LA PROFEZIA DI TINA PICA

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Tina Pica è stata la più grande attrice caratteristica comica italiana. Indimenticabili le sue battute in vari film di Totò. Una in particolare è un misto di grande espressione facciale e sintesi verbale, mentre con la faccia schifata ripeteva a iosa: “Che mondo, che schifo…
E ogni volta di seguito l’espressione era sempre più schifata fino a diventare un ghigno mostruoso.

Mi è venuta in mente l’adorabile Tina, guardando ieri sera il tg 24 di Sky dove si parlava di rischio di guerra nucleare come esito del conflitto Russia- Ucraina. Certe dichiarazioni mettono i brividi, ma non d’amore come nella canzone vincitrice di Sanremo, ma brividi di puro terrore. Durante il talk in cui si avvalorava questa tesi come se fosse una scontata conseguenza del conflitto, scorreva un sottotitolo sul numero dei contagiati da Covid, oltre 90mila, maggiore di un anno fa, con il tasso di positività schizzato al 15 %.

Guardare un tg oggi mette più paura di “Shining” di Stanley Kubrick. Che schifezza di mondo, direbbe Tina Pica se fosse ancora qui in questa valle di lacrime. Accanto a me sedeva mio figlio che ha 14 anni e che beata innocenza non sembrava nemmeno troppo preoccupato del mondo che lo aspetta. Probabilmente siamo talmente assuefatti alle cattive notizie che ormai ci sembrano parte del corso naturale delle cose. Ho pensato poi al mio nipotino che a due anni di età vede tutti i giorni i genitori che indossano la mascherina uscendo di casa per accompagnarlo all’ asilo o al parco. Sta crescendo con la consapevolezza che la mascherina equivale a quello che per noi è il cappello d’estate o l’ombrello in inverno. Giorni fa con la sua vocina e sorridendo come se fosse una cosa buffa mi ha detto: “Ho fatto il tampone”.

Questa è la normalità della nostra quotidianità. Vediamo gente che parla solo di guerra e mai di pace. I più terribili sono quelli che si mettono a giocare a Risiko in tv, immaginando le avanzate delle truppe russe attorno all’Ucraina facendo previsioni sulla durata del conflitto. Il tutto inframmezzato da spot di hamburger, deodoranti e biscotti da prima colazione. “Che mondo, che schifo…”.

Poi mi è venuta in mente una chiacchierata con mia sorella che ha molti più anni di me. Una volta mi disse che quando era bambina pensava che i bombardamenti fossero una cosa normale: “ A Senigallia giocavamo a nascondino sulla spiaggia nelle buche provocate dai bombardamenti”. Quella generazione è venuta su senza paura perché fin dall’infanzia ha fatto i conti con la guerra, l’ha vissuta e superata. Noi nati nel dopoguerra e in pace, siamo invece molto più sensibili alle atroci schifezze che vediamo ogni giorno. Manifestavamo in piazza contro la guerra in Vietnam ma il massimo rischio che potevamo correre era una manganellata di un poliziotto. Oggi assistiamo inermi alla distruzione del pianeta e della nostra civiltà come se fosse un film, sperando nel lieto fine.

Queste considerazioni possono risultare banali e in un certo senso lo sono ma se pensiamo a come è cambiato il mondo negli ultimi vent’anni, non lo sono affatto. Cosa è successo e come è potuto accadere così velocemente? Nessuno ce lo spiega in tv perché richiederebbe troppa attenzione e concentrazione da parte dello spettatore. Meglio buttarla in rissa per risvegliare i dormienti sul divano. Il motivo di tutta questa decadenza umana sta forse nel fatto che nessuno sa informare risvegliando le coscienze delle persone più adulte e nemmeno sensibilizzare le nuove generazioni abbandonate ai videogiochi, agli highlights del calcio o ai balletti di Tik Tok. “Che mondo”.

Guardare un normale tg su qualsiasi canale significa passare da un reportage su una guerra vera al finto matrimonio di Berlusconi con tanto di abito da sposa, bouquet e torta a tre piani, un po’ di dati covid sui decessi quotidiani e delle terapie intensive, lo spot dello show in prima serata e un arrivederci a domani. Giri canale e vedi la copertina di un format di approfondimento (cosi li chiamano ) dove Bianca Berlinguer cazzeggia con Mauro Corona su tutti i temi del mondo come fosse il nuovo filosofo. Uno che sta in montagna, il più lontano possibile dalla realtà metropolitana che tra un bicchierozzo e l’altro ci rivela il suo pensiero sugli avvenimenti mondiali. Ma in fondo c’è di peggio visto che da Giletti il filosofo è Povia.

Fantastico no? Fai zapping e ti appare Zelensky nella sit comedy in cui quando faceva l’attore, recita se stesso nel ruolo di Presidente ucraino. Non è una battuta, sta andando in onda sul serio. Fa audience. “Che mondo”. La soluzione potrebbe essere quella di prendere il televisore e portalo in discarica, ma poi a pensarci dovresti farlo anche con il pc, il cellulare, la radio e con qualsiasi dispositivo mobile. Impossibile. Persino Mauro Corona li ha in alta montagna. Ecco perché fra tutte le profezie, da Nostradamus ai Maya, quella di Tina Pica è la più vera di tutte: “Che mondo, che schifo…

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