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A tu per tu con Elton John con l’App PEEX Live durante il Montreux Jazz Festival

Elton John è un genio e questa non è una novità. Ho seguito il suo concerto a Montreux dal sound check nelle prime ore del pomeriggio.

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elton john
Crediti Foto Mary Baesso
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di Mary Baesso

Elton John è un genio e questa non è una novità.

Ho seguito il suo concerto a Montreux dal sound check nelle prime ore del pomeriggio. Ho potuto vedere il suo staff, correre e disporre tutto in maniera maniacale, sotto un sole cocente, senza segni di fatica o di nervosismo. Ho osservato i tecnici piazzare il suo pianoforte nella posizione perfetta, ci hanno impiegato un tempo lunghissimo, come se dalla ricerca di quel punto dipendesse tutto. La prova degli strumenti, i disegni luci, provati e riprovati più volte, i filmati riproiettati in loop per la soluzione ideale perché si sa, solo con la massima attenzione ai dettagli si ottiene la perfezione.

Osservavo con interesse l’impegno e la passione di tutte le persone coinvolte che lavoravano con il solo obiettivo di offrire un concerto perfetto, il Jazz Festival di Montreux richiama persone da tutto il mondo. E nella magia delle note questa perla elvetica diventa il richiamo per migliaia di persone. È un evento importante che crea un’atmosfera incredibile tra musica e divertimento.

elton john
Crediti Foto Mary Baesso

Ma c’è di più. Elton (scusa la confidenza) oltre a tutta questa attenzione allo spettacolo, da grande visionario hai intuito e visto la strada, la direzione che può prendere la musica.

La personalizzazione dell’ascolto è per Elton John la miscela emozionale che va dosata per rendere un concerto un’esperienza intima e personale. Le migliaia di voci, di cori o la volta celeste stessa, sporcano, dilatano o inibiscono la percezione dei suoni, in un live. Le note si spaziano nell’aria e si posano come pioggia sul pubblico, ma se uno spettatore volesse intercettare, sentire, alzarsi in volo sulle corde del basso, o emozionarsi con la potenza del diteggiare su ebano e avorio, o vivere un concerto a tu per tu con l’artista, potrebbe? Non potrebbe: può! E non in un’ipotesi futuribile, è realtà.

Si chiama Peex la tecnologia che lui, Sir Elton John ha introdotto nel suo tour. “Il futuro della musica è qui” recita lo slogan di PEEX, l’apparecchiatura tecnologica che permette di ricreare personalizzandolo il concerto in cuffia, in tempo reale. La caratterizzazione personale del live è un’esperienza esclusiva che cambierà la partecipazione ai concerti, agli spettacoli in generale.

Basta scaricare sullo smartphone l’App PEEX Live, così durante il concerto si ha la possibilità di avere cinque canali per un ascolto personalizzato degli strumenti preferiti, con diverse opzioni: modulare il livello di suoni e voce, a seconda della propria preferenza e creare un concerto tailor made, su misura, ad hoc: ognuno vivrà la sua irripetibile e unica esperienza emozionale.

Crediti Foto Mary Baesso

Per questo PEEX è molto di più di una “semplice” tecnologia è Emozione, e senti che sei protagonista anche tu, in prima persona, del concerto. Grande Elton John! In questo suo ultimo tour mondiale, lui si congeda dal live solo come un grande può fare regalandoti questa nuova realtà. Ha ancora più valore sapere che ha lavorato personalmente con il team di PEEX  per poter aver sempre più vicino i suoi fans coinvolgendoli e facendoli sentire speciali così sospesi tra fantasia e realtà.

Sì, fantasia perché appena indossi le cuffie e chiudi gli occhi, il suono e la voce arrivano dritti al cuore e si ha la sensazione di unicità, ci si sente, a uno a uno, vicini a lui. È come vedere ogni minima espressione del suo volto intonato alla volontà del suo pubblico. È un grande artista e si concede totalmente. E tutto questo è realtà. Sir Elton John non è solo geniale è forse post-umano, canta per più di tre ore, e vorresti non finisse mai. Poi se ne va, ma il suo pubblico lo rivuole ed eccolo che rientra nella sua veste da camera e il tributo del suo pubblico non si fa aspettare: è fantastico.

MF-agency ha seguito questa tappa, alla fine del concerto ha raccolto le testimonianze del pubblico e intervistato gli addetti ai lavori: tutti erano entusiasti per questa nuova tecnologia. Ascoltare la musica, con Peex, tra l’altro, anche se in cuffia non isola dall’ambiente circostante, non astrae, ma attiva una centratura delle proprie esigenze, e dà la possibilità di “avvicinarsi” o “allontanarsi” dall’artista.

Sicuramente questo concerto resterà nel mio cuore, prima perché ho avuto la fortuna di seguire il dietro le quinte e poi perché ho vissuto un’esperienza sensoriale intima e personalizzata secondo le mie esigenze. Ho la sensazione che questa tecnologia resterà nella storia come spartiacque tra vecchio e nuovo.

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