Home Rubriche Rubrica Televisione The Voice Of Italy, ATTO FINALE: Vince Carmen e D’Alessio tra le...

The Voice Of Italy, ATTO FINALE: Vince Carmen e D’Alessio tra le polemiche sul televoto

Finale di The Voice Of Italy, edizione 2019: Vince Carmen, la concorrente di Gigi D'Alessio, tra le polemiche sul televoto. Report di Roberto Manfredi che ha seguito Morgan durante il talent

677
0
SHARE
the voice
Voto Utenti
[Total: 1 Average: 3]

Sono le due del mattino e mi trovo ancora nel camerino di Morgan. E’ finita da poco l’interminabile finale di The Voice, il talent musicale di Rai 2.

Morgan sta già pensando al futuro mentre Gigi D’Alessio viene festeggiato nel camerino accanto al suo. Nessuno pensa che il verdetto fosse scontato, ma certo siamo in Italia. Quindi fatti fuori i due finalisti più contemporanei come Diablo e Miriam, non poteva che vincere una giovane cantante tradizionale come Carmen, e in quanto minorenne, per la norma di legge sui minori, esclusa dalla festa in studio perché è passata la mezzanotte… così sembra che abbia vinto D’Alessio e non lei.

Stranezza assoluta.

A memoria non ricordo di aver mai visto una finale, dove il vincitore non ritiri il premio, ma il nostro è un Paese strano, anomalo, bizzarro, eppure la tradizione vince sempre, anche nella musica.

Gigi e Carmen

Carmen è una brava cantante, ma non è certo una voce fuori dal coro. La sua è una voce simile a mille altre. E’ l’ennesima Galeazzo, Michielin etc… tutte figlie della Pausini, a sua volta figlia, anzi nipote, della Cinquetti. “Non ho l’età per amarti” cantava lei, e ripensando al televoto risulta chiaro che i giovani, i minorenni, gli adolescenti non hanno votato a The Voice.

TELEVOTO E POLEMICHE

Il televoto da sms è roba da adulti. E’ un meccanismo ormai sorpassato, ma procura reddito alla tv e al gestore telefonico, quindi durerà sempre.

Nel corso della finale, Elettra Lamborghini appena appreso l’esclusione della sua Miriam (la più gettonata sui social) ha scatenato la polemica. “Ma come? Ha più follower di tutti in assoluto e perde? C’è qualcosa che non va”.

Allora tento di spiegare il meccanismo, che peraltro è ben visibile e consultabile sul sito RAI dell’apposito format. La percentuale di votazione tra l’sms e qualsiasi altra preferenza espressa, dal cuoricino su Instagram a qualsiasi altra diavoleria digitale è tutta a favore del primo. E’ risaputo che i giovani e giovanissimi comunicano in modo diverso. Per loro l’sms appartiene alla preistoria.

I finalisti con i loro giudici

Giustamente Morgan, nella sua sagacia e sublime ironia l’ha ribadito in diretta: “Se si votava con il fax vinceva mio nonno”.

D’Alessio ha risposto: “Ma mica siamo a The follower of Italy”. E guarda caso il pubblico in studio, che poi tanto giovane non è, come tutti i pubblici della tv, lo ha applaudito. E qui è risultato chiaro e lampante il fatto che il talent show è ormai uno spettacolo tradizionale, per gusto, target e sistema di voto.

Gli artisti giovani che gettano l’occhio fuori dai confini nazionali non vincono, eccezioni a parte (vedi Anastasio) che confermano la regola. Due come Diablo e Miriam non potrebbero mai vincere anche se sfoderassero voci pazzesche, facessero salti mortali sul palco o se cantassero in dieci lingue diverse.

A poco servono i follower, i like, le visualizzazioni, le emoticon, i cuoricini, etc… Vince sempre la moneta a 0.51 centesimi di euro, il voto che si paga.

A un certo punto scorgo tra il pubblico un sedicenne o poco più. E’ li accanto alla mamma che pìstola sul cellulare. In una pausa dello studio mi avvicino a lui e gli domando: “Scusa, stai votando con l’sms?” . Mi risponde picche, sta solo giocando. La mamma sorride, poi scorgendo il mio pass appeso al collo, mi fa: “Sa perché non vota? Non riesce a capire perché si voti gratis alle elezioni e poi si debba pagare per votare un cantante in tv”.
Non fa una piega. Francamente non lo capisco neanche io.

the voice

Detto questo torniamo al format di The Voice

A differenza di altri talent, The Voice ha avuto il merito di non essere polemico, aggressivo o retorico. Non si è cercato il caso umano per sollecitare lacrimucce a buon mercato, né si è spinto sulla competizione estrema tra i giudici. E questo è stato merito anche di Simona Ventura che ha dato la direzione giusta.

Posso assicurare che tra tutti e quattro i giudici, pur appartenendo a mondi assai distanti tra loro, c’è stata una sana complicità e armonia. Non era facile immaginarsi un Morgan che giocasse e scherzasse con una come Elettra Lamborghini ad esempio. Con estremo disincanto, parlando di lei, intervistato da MTV, l’ho sentito dire:

“Elettra? Ha dieci, venti, cento volte più visualizzazioni lei di Bob Dylan. Evidentemente Elettra ha dieci, venti, cento volte più talento di Bob Dylan“.

Un altro merito del format è che dalla prima all’ultima puntata c’è sempre una band e dei coristi che suonano dal vivo e questo di per sé è un fatto raro nella tv generalista d’oggi.

the voice
Morgan con Holly Johnson
Crediti Foto Roberto Manfredi

Che dire ancora?

Vissuto tra le quinte di Morgan, The Voice per me è stata un’esperienza interessante, perché Morgan è interessante persino quando indossa le scarpe senza i calzini, poi si mette lo smoking e corre in studio con una sigaretta accesa tra le dita con un addetto alla sicurezza che gli corre dietro.

Quando poi parte la sua musica, che sia il suo nuovo singolo “Per sempre”, o il suo arrangiamento di “The Power of Love” in cui suona il piano accanto a un mostro sacro come Holly Johnson, allora è una goduria da vivere fine in fondo.
Tutto il resto è televoto.

Roberto Manfredi con Morgan
SHARE
Previous articleIl ritorno del Buon (cattivo) Ferro: l’ultima Pop Star – RECENSIONE
Next articleSEAT MUSIC AWARDS 2019 all’Arena di Verona – Due serate in onda su Rai 1
Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

Commento su Faremusic.it