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The Voice, al peggio non c’è mai fine: Sfera Ebbasta, Pequeno, Elettra Lamborghini forse i giudici

Nessuna conferma ufficiale da parte della Rai, ma rumors sempre più insistenti vorrebbero già noti i giudici della prossima edizione di The Voice Italia

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Nessuna conferma ufficiale da parte della Rai, ma rumors sempre più insistenti vorrebbero già noti i giudici della prossima edizione di The Voice of Italy.

Morgan, Sfera Ebbasta, Gué Pequeno ed Elettra Lamborghini: questi i nomi più probabili per il programma condotto da Simona Ventura che approderà su Rai Due in primavera.

Se le indiscrezioni trovassero conferma saremmo di fronte a un vero e proprio colpaccio della scuderia BHMG, label fondata da Sfera Ebbasta, cui appartengono sia Gué che Elettra.

Il nome di Morgan, per la verità, è quasi certo e non stupirebbe più di tanto: amato e odiato, il carismatico ex leader dei Bluvertigo ha più volte ricoperto il ruolo di giudice e coach in talent come Amici e X Factor. Polemico e umorale, irriverente e mai scontato, Marco Castoldi si è dimostrato sempre inattaccabile dal punto di vista artistico: pochi, in Italia, possono vantare una cultura musicale variegata come la sua. In veste di giudice ha saputo valorizzare, fra gli altri, gli allora acerbi Noemi e Marco Mengoni.

Per Sfera Ebbasta, la sedia girevole di The Voice rappresenterebbe la prima apparizione importante dopo i fatti della discoteca di Corinaldo, dove in sei persone persero la vita prima dell’arrivo del rapper come ospite.

Se fra i giovanissimi è un mito, Sfera farà senz’altro discutere come giudice e coach, viste l’incompetenza artistica del re della trap-rap di bassissimo livello e, soprattutto, viste le polemiche degli ultimi mesi. A torto o a ragione, nei giorni di Corinaldo critica e social hanno scandagliato i testi delle sue canzoni bollandole come decisamente diseducative, segno della decadenza culturale in atto; difficile quindi immaginare una sua permanenza “pacifica” nel programma, sia per la critica che per i telespettatori. Ma forse la “nuova” Rai2 di Freccero (specchio di un’attuale classe politica che vive di comunicazione alimentata ad arte sulle polemiche da social), vuole proprio questo per tirar su le sorti del talent più soporifero e più inutile tra i talent televisivi, almeno in Italia.

Molte riserve pure su Gué Pequeno. Cosimo Fimi, anch’egli rapper e produttore di dubbie qualità artistiche, un anno fa si rese protagonista di un incidente hot sul suo profilo instagram: in una delle stories condivise in pubblico – per sbaglio, pare – si vedeva il cantautore milanese masturbarsi. La clip in pochi minuti diventò virale, costringendo Gué a scusarsi pubblicamente.

Insomma, due giudici su quattro esponenti di quel rap-trap in salsa italica che è la peggiore delle imitazioni del vero rap targato States, due soggetti che, biografie (e testi) alla mano, appaiono se non inadeguati a priori perlomeno criticabili in veste di guide per talenti anche molto giovani.

Notevoli perplessità anche per l’unico nome femminile in lizza: Elettra Lamborghini, assolutamente priva di alcun talento, ereditiera il cui curriculum artistico conta la partecipazione a reality di dubbio gusto e due ‘twerking’ hit come Pem Pem e Mala.

Dopo i flop delle edizioni precedenti – in cui a guidare i talenti sostanzialmente inesplosi si sono susseguiti tra gli altri Riccardo Cocciante, Raffaella Carrà, J.Ax, Noemi, Dolcenera, Cristina Scabbia – se le scelte della produzione rimarranno quelle che si vocifera, The Voice si appresta a solcare le soglie della”disperazione” più assoluta, visto che non si punta assolutamente alla qualità e competenza dei giudici o dei partecipanti, ma alla popolarità e alla capacità di creare interazioni sui social con le polemiche, la spettacolarizzazione, le liti fra giudici e fra giudici e partecipanti.

Bene o male purché se ne parli, insomma, purché l’auditel sia dalla nostra… anzi dalla loro!

 

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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