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Il futuro nasce dal dubbio

Viviamo in tempi in cui siamo ossessionati dalle soluzioni, dalle “grandi sfide” del futuro. La certezza nasce dal dubbio, il sapere nasce dal non sapere

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Li chiamano futurologi o trendspotter. Sono quelli che analizzano le dinamiche in atto nel presente per fare previsioni sulle trasformazioni sulla società del futuro.

Si pensano siano persone dotate di strani poteri, dei Nostradamus 2.0 o persone che studiano in modo ossessivo la pianificazione delle prossime scoperte nei vari campi della conoscenza e del sapere.

Niente di tutto questo.

La scoperta per definizione stessa, non si può programmare, altrimenti non sarebbe una scoperta.

Con un minimo di applicazione, di conoscenza della comunicazione, di curiosità e di febbre del sapere, tutti noi siamo in grado di diventare dei trendspotter.

A chi non piacerebbe catturare l’attenzione di una platea parlando di piccole idee anziché di grandi scoperte? Bene, le piccole idee, diventate poi grandissime se applicate in modo corretto, sono sempre state create dal caso, dagli errori, da fatti e avvenimenti imprevedibili, da colpi di genio scaturiti chissà come.

Gli esempi sono innumerevoli in vari campi, da quello chimico a quello astronomico. Hoffman scoprì l’LSD per caso e sempre per caso lo assunse a sua insaputa e sempre per caso ne scoprì gli effetti che gli rivelarono quello che anni di studi antropologici e delle scienze umane non erano riusciti a spiegare.

Viviamo in tempi in cui siamo ossessionati dalle soluzioni, dalle “grandi sfide” del futuro.

Si usano termini enfatici come Big Data, Big Science, Big Economy, come se tutto quello che è stato scoperto prima, avesse meno importanza o valore. La realtà è che immaginiamo il futuro non come reazione del presente, ma come una sorta di evento soprannaturale, misterioso e imprevedibile.

Pensiamo ai grandi cambiamenti, come se dovessero scaturire da altre forme di vita. Se invece ci fermiamo ad analizzare la storia delle piccole idee potremmo scoprire una realtà molto più comprensibile e accessibile che può aprirci le porte al futuro.

Cito a proposito John F. Kennedy:

“Il grande nemico della verità non è tanto la bugia-deliberata e disonesta, quanto il mito persistente, persuasivo e irrealistico”

Il mito del successo ad esempio. Si pensa che il successo sia pianificabile, costruito a tavolino. Niente di più falso.

Il successo è un colpo di follia, di genio improvviso scaturito per reazione, un effetto dinamico che esplode nel nostro cervello.

Keith Richards scrisse il riff di “Satisfaction” in stato di sonnolenza. Lo registrò in un registratore a cassette portatile prima di addormentarsi. Il mattino dopo lo riascoltò e pensò di aver trovato un riff vincente ma non ci fece caso più di tanto. Poi i Rolling registrarono il pezzo a come provino. Il disco uscì a insaputa stessa di Richards, così come era stato registrato alla buona. Quel provino divenne l’hit storico della più celebre rock band del pianeta. Era prevedibile? Più facile credere che il germe di quel successo miliardario era “dentro di lui” e scaturì quasi per caso.

Il futuro è una partita a scacchi, una scommessa che ruota su combinazioni diverse spesso imprevedibili. La creazione è un momento imprevedibile.

La certezza nasce dal dubbio, il sapere nasce dal non sapere.

Gli atti creativi sono un mix di scoperta e di invenzione. Ma se pensiamo che le invenzioni siano solo frutto di una ricerca ossessiva da laboratorio siamo fottuti, perché ciò ci crea dipendenti dal denaro e se il denaro non l’abbiamo perdiamo per sempre il piacere di creare da noi stessi.

Sapete ad esempio come Brian Eno scoprì il piacere di quella che chiamò “Ambient music”? Per caso. Un giorno mise sul piatto del suo giradischi un disco d’arpa del settecento. Il volume dell’impianto si guastò all’improvviso e Brian Eno fu costretto ad ascoltare il disco a un volume bassissimo. Era a letto a causa di un incidente automobilistico e non potendo muoversi con facilità, rimase sdraiato per quasi un’ora scoprendo un ascolto diverso, totalmente differente da quello a cui era abituato.

Da quel giorno sperimentò nella sua ricerca un nuovo modo di comporre e creò la “Discreet Music”. Una musica composta da suoni naturali, quelli che ogni giorno sentiamo in “lontananza” ma a cui non prestiamo mai attenzione.

Se Brian Eno non avesse vissuto quel momento avrebbe suonato rock tutta la vita e la sua vita artistica non avrebbe mai avuto quell’evoluzione che poi ha avuto. Non c’è controprova.

La sua mutazione artistica avvenne per caso, a causa di un evento-scoperta non programmato. E il suo futuro nacque da quella esperienza. La piccola idea divenne enorme. Il topolino si trasformò in un gigante.

Nel 1968, alle Olimpiadi del Messico, Dick Fosbury inventò il salto dorsale, modificando per sempre il salto ventrale in uso fino alla sua scoperta. Ci riuscì per una semplice intuizione: Il peso della testa all’indietro avrebbe facilitato la capacità di rotazione del corpo e l’elevazione dello stesso. Il “centro di massa” rimane sotto l’asticella e lo sforzo risulta minore rispetto al salto ventrale.

Ci ha solo pensato e lo ha messo in pratica.

Il suo meccanismo mentale partì da una semplice domanda: “E se facessi il contrario?”. Non c’era un laboratorio nella testa di Fosbury, solo una semplice intuizione che però nessuno aveva avuto prima di lui.

Tutto questo solo per spiegare che il futuro si inventa oggi.

Si inventa per esplorazione, nel perdersi in un mondo che ci ossessiona dall’idea di seguire un percorso obbligato di certezze assolute. Certezze che si trovano solo nel dubbio.

 

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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