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“LOVE and PEACE” secondo Shapiro e Vandelli – RECENSIONE

Esce il 21 settembre in formato cd e vinile l’album Love and Peace di Shel Shapiro e Maurizio Vandelli, i padri storici e i rivali del beat italiano

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Esce il 21 settembre in formato cd e vinile l’album Love and Peace di Shel Shapiro e Maurizio Vandelli, i padri storici e i rivali del beat italiano e non solo, dato che hanno lavorato e prodotto innumerevoli dischi di artisti italiani quali ad esempio Lucio Battisti e Mia Martini.

La loro è un’operazione davvero speciale, direi più unica che rara poiché i due highlander della musica italiana sono totalmente differenti come carattere e personalità, pur avendo percorso le strade parallele del beat, delle classifiche, di Sanremo, del Cantagiro e di numerose conoscenze con artisti internazionali incredibili da Jimi Hendrix, ospite più volte nella villetta di Vandelli, a Paul Mc Cartney, Brian Jones, John Lennon e Gene Vincent e scusate se è poco.

Sulle loro storie, tra incontri, esperienze e aneddoti ci sarebbe da scrivere un libro di 1000 pagine e non è detto che non accada. Nel frattempo il disco dal titolo provocatorio: Love and Peace, provocatorio perché questa è un’epoca dove si fa guerra ideologica su ogni cosa, dalla politica al calcio, in tv e soprattutto sui social. Nel caso di Shel e Maurizio le loro differenze diventano un valore, un messaggio di unione e confronto, un’esperienza comune pur conservando due precise e distinte identità. Trovatemi un progetto del genere in campo artistico e vi regalerò il cd.

Intanto nel disco l’idea fantastica è che i due si scambiano le voci nei brani che hanno scritto e cantato. In ”Che colpa abbiamo noi” inizia a cantare Vandelli così come in “Tutta mia la città” comincia Shapiro. Uno scambio di cortesia? No. Un segno importante che fa diventare le loro hit storiche qualcosa di completamente nuovo.

I 13 brani sono tutti riarrangiati e valorizzati da suoni contemporanei da Diego Calvetti,  musicista, arrangiatore, autore e produttore per il meglio della musica italiana, che fortunato lui, ha uno studio di registrazione all’avanguardia nel cuore della Toscana, dove  tra cipressi e ulivi puoi vedere le torri di San Gimignano dove tramonta il sole. Un posto fantastico, ideale per produrre un album pensato come questo.

E’ un disco straordinariamente attuale, se si pensa che le canzoni dei due sono state composte una cinquantina d’anni fa. Soprattutto i testi sembrano scritti oggi :

Le speranze dei ragazzi sono fumo / sono stanchi di lottare/ e non credono più a niente/ proprio adesso che la meta è qui vicino”.

Ascoltando il disco in super anteprima  (l’avevo già ascoltato nel luglio scorso) mi sono imposto un giochino divertente, cioè quello di associare ai testi di Shapiro e Vandelli, immagini, facce, eventi attuali, e il gioco di fantasia funziona alla grande.

Ad esempio, in “Bisogna saper perdere” mi sono venuti in mente tutti i famosi perdenti che non hanno mai ammesso la loro sconfitta, come ad esempio il Ventura ex ct della nazionale e l’onnipresente Renzi, ex presidente del consiglio. In “Bang Bang” poi sono palesi i leoni da tastiera che si sparano post offensivi come proiettili al poligono e così via. In “Tutta mia la citta” il “deserto che conosco” diventa la Milano ad agosto. E come non associare le nostre facce di italiani delusi in “Che colpa abbiamo noi ?”. Cosa abbiamo fatto di male per meritarci un Paese in crisi come il nostro?

Insomma, in tutte le canzoni non c’è un titolo, una frase, una parola che non si possa contestualizzare nel mondo in cui viviamo e questa è la vera forza del disco. E poi le loro voci. Qui si entra nel tipico viaggio “Back to the future”.

Shel canta in italiano esattamente come negli anni sessanta, così come Maurizio conserva mirabilmente il suo tono di voce, il suo timbro, la sua estensione come se il tempo si fosse fermato. Finito l’ascolto del disco, che scorre veloce come una saetta, ti viene subito voglia di riascoltarlo di nuovo perché … lo dico a gran voce e lo scrivo in maiuscolo questo è UN ALBUM DI OGGI.

Non venitemi a parlare di nostalgia perché vi stronco. Casomai è una riflessione sulla memoria che ci riporta ai tempi attuali. Questa è una storia di un viaggio comune su strade parallele che finalmente di incontrano sulla stessa corsia. Dove si va, non si sa, l’importante è viaggiare insieme, come scriveva Jack Kerouac in “On The Road”.

L’album si chiude con la prodigiosa “You raise me up” di Brendan Graham, in una versione di grande fascino, con tanto di coro gospel femminile che fa venire i brividi sulla pelle. E c’è da immaginarsi questo lavoro in versione live nell’omonimo show che debutterà il 10 dicembre al Teatro Verdi di Firenze e poi l’ 11 dicembre a Roma all’Auditorium Parco della Musica, il 13 dicembre al Teatro Colosseo di Torino e il 15 dicembre al teatro Manzoni di Bologna e poi nel 2019 in tutt’Italia.

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TOUR

Il tour, prodotto da Trident Music, sarà sicuramente un’esperienza unica. Shel e Maurizio hanno un’energia da vendere. Sono capaci di suonare tre ore sul palco senza fermarsi un attimo e già questo vale il prezzo del biglietto.

Mistero fitto sul repertorio della strana coppia dato che in conferenza stampa si sono lasciati sfuggire che i brani live saranno una trentina circa e non tutti appartenenti al loro repertorio storico.

Io spero ardentemente che in sala non ci siano solo quelli della generazione del telefono fisso, ma anche quelli che fissano il telefono, vale a dire i giovani, perché andare a un concerto non è solo un selfie expò, ma soprattutto un’occasione unica per stare insieme, divertirsi e conoscere un pezzo di storia del nostro Paese.

La strana coppia rock Shapiro- Vandelli ci farà emozionare sul serio. Vandelli sarà Walter Matthau e Shel Shapiro Jack Lemmon, dato i caratteri diversi. Vandelli ha sempre la battuta in canna e Shel l’impegno. Così vicini e così diversi. Se non è questo “Love& Peace”, che cos’è?
Buon ascolto.

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 Tracklist “Love and Peace” – Shapiro e Vandelli

  • Che colpa abbiamo noi
  • Tutta mia la città
  • Un angelo blu
  • Bang Bang
  • E’ la pioggia che va
  • Nel cuore e nell’anima
  • Io ho in mente te
  • Bisogna saper perdere
  • When you walk in the room
  • 29 settembre
  • Io vivrò senza te
  • Piangi con me
  • You raise me up
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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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