Home DisSing Il Concertino del Primo Maggio. Largo ai giovani… stonati

Il Concertino del Primo Maggio. Largo ai giovani… stonati

601
0
SHARE
primo maggio
Voto Utenti
[Total: 23 Average: 3]

L’anno scorso avevo già massacrato il “Concertino” del 1mo maggio (leggi articolo). Cosa piuttosto facile per cui questa volta per non ripetermi, passo direttamente all’invettiva. Prima però devo dire grazie ad Antonio Di Vaio che mi ha fatto conoscere un giovane e bravo sul serio, tal Giacomo Toni. Il suo pezzo: “Lo strano” sembra il miglior Jannacci. Evviva! Qualche giovane musicista bravo e colto esiste ancora in questa melassa di parolai che sanno solo urlare: “Su le mai”! Dopo il fugace ottimismo ecco la mia sincera sfilza di invettive dedicati allo scempio sindacale di questo vetusto manifesto dell’incompetenza e dell’ignoranza. Assisto allibito e prego me stesso di non fare il lamentoso, di allontanare possibili quanto probabilissimi gap generazionali perché so che qualche giovane navigante mi darà sicuramente del vecchio, come se avere un’età anziché un’altra fosse una colpa. Resisto… però al quinto “artista” come li chiama ancora Ambra Angiolini che non ha ancora capito la differenza tra dilettante e artista, non ce la faccio più a trattenere l’insulto.

primo maggio

Ragazzi fate davvero cagare e oltretutto fuori dal secchio. Il vostro inno del corpo sciolto non è quello di Roberto Benigni, è proprio diarrea devastante, spruzzi di merda liquida, come la vostra “musica”. Cerco di seguire i testi che forse potrebbero rappresentare il vostro unico salvagente, ma anche in questo caso, nonostante la vostra volontà, se non imbroccate una rima che una, non ce la fate proprio a scrivere un testo.

Lasciando perdere la voce, che risulta un’optional, non sapete neanche stare sul palco. Camminate di qua e di là perché mica potete stare fermi come l’asta del microfono che poi non usate neanche come attrezzo scenico, ma mica si capisce dove volete andare, cosa state facendo, se conoscete il significato della gestualità e dell’arte del movimento. Qualcuno ciondola come quei pupazzetti che i loro papà mettono sul cruscotto dell’auto. Avete presente quei pupazzetti con la testa che si muove sempre allo stesso modo? Ecco, così. Il concertino dei debuttanti va avanti per forza, perché c’è un contratto con Rai Tre, perché la piazza è piena di telefonini che alzano sulle spalle dei giovani, perché è uno show convenzionale e vecchio come il Festival delle voci nuove di Castrocaro. E poi tutti questi poveracci disoccupati che hanno postato su youtube il loro pezzo fatto con il pc facendo un video con lo smart phone in verticale anziché in orizzontale, meritano per forza il loro quarto d’ora di popolarità.

primo maggio

Io invece li manderei ai lavori forzati in conservatorio. Dieci ore giornaliere di accordatura di tutti gli strumenti possibili, ad arco, a percussione, a fiato. Avete presente le ance dell’oboe? Sono delicatissime e vanno adattate al proprio labbro. Mio padre oboista, stava delle ore a grattare con una lametta da barba, il dorso dell’ancia fin quando non era perfetta. Chiaro, ora c’è l’oboe campionato, per cui basta scaricare un’app o un file e il suono dell’oboe è quello, mica c’è bisogno di saper suonare lo strumento. Uffa, ci sono cascato… ecco il vecchio e incarognito che sono. Quello che ha perso un milione di capelli negli ultimi vent’anni. Coraggio, ce la posso fare a scovare un giovane di talento, uno che sappia suonare che ne so… anche uno scacciapensieri (esistono ancora sapete?). Macchè… tempo perso. Una massa di stagisti usciti a calci in culo dal loro istituto o con un grazie dalla sala giochi, si susseguono sul palco.

Uno a cui non faccio nemmeno il piacere di citare il suo nome, sembra il tale e quale di Noel Gallagher. Si presenta con l’occhiale tondo scuro, il giubbino e il capello uguale. Ci manca poco che canti con le mani dietro la schiena, invece no, perché l’asta del microfono è un’optional come la voce, quindi il “gelato” lo tiene in mano. Canta una canzonetta infarcita dalla parola stronzo ma mica la rivolge a qualcuno in particolare che sarebbe anche “rivoluzionario” o perlomeno di moda sui social.

primo maggio

No. Sarebbe troppo trasgressivo, comunque ha il merito di restare sul concept dello show. Cerco disperatamente tra le file del pubblico qualche giovane faccia disgustata. Non è possibile, perché davanti alle facce ci sono solo smartphone. A questo punto mi chiedo… ma perché i sindacati, così sensibili al gusto dei gggiovani, continuano a fare il concertino del 1 maggio in piazza? Non sarebbe più opportuno farlo in una grande outlet o centro commerciale? Ah… scusate, dimenticavo che il 1mo maggio sono chiusi. Scusate, ritiro la proposta, anche se ho letto da qualche parte che qualcuno resta aperto, anche perché con tutti i disoccupati che ci sono, che senso ha tenere chiuso?

E allora “su le mani” e avanti fino a notte fonda ad aspettare le star come la Nannini, che diplomaticamente ha ammesso sul Corriere che il rap “Esalta la parola ma rischia l’uniformità”. Che diplomatica la Gianna, ma mica poteva dire che il rap nostrano fa cagare fuori dal secchio

Lei a 17 anni nella pasticceria del padre si è tagliata due dita e suonando il pianoforte faceva fatica a suonare le ottave con il pollice e il mignolo come tutti gli altri. Si è fatta il culo e dentro il secchio, cresciuta a pane e Janis Joplin, e ora eccola qui, tra i gggiovani stonati. Ma io non ce la faccio mica ad aspettarla. Alle 18 del pomeriggio sento già la puzza passare attraverso il televisore. Anche lui mi supplica di premere il tasto off. Ha ragione il vecchio caro Samsung. Pensare che su di te ho visto suonare per tre ore e mezza Bruce Springsteen che ha l’età dei nonni degli stagisti artisti che invece canticchiano solo un paio di canzonette, perché il repertorio non sanno cosa sia.

primo maggio

E’ la generazione cresciuta con le cover, con le tribute band, mica sanno cosa vuol dire comporre. Costa troppa fatica. Meglio aspettare le poche decine di euro che ricevono dalla Siae una volta l’anno, grazie al download. Ma tanto se non si va in classifica c’è sempre il sindacato a offrirgli un grande palco e una piazza gremita una volta all’anno.

Ah dimenticavo… stonano gratis. E’ una grande promozione. I disoccupati vengono promossi, mica pagati. Raga, staccatevi da quelle macchinette portatili del cazzo e spaccatevi le dita come la Nannini, non sotto le presse ovviamente, basta il manico di una chitarra o una tastiera. Coraggio ce la potete fare… invece di alzare le mani, abbassatele su qualche strumento musicale. Sapete? Esistono ancora! E se proprio dovete alzare qualcosa, alzate il livello, soprattutto il vostro.

SHARE
Previous articleBeck, Mina, Mozart e il Concertone del Primo Maggio
Next articleZen Circus: “Il fuoco in una stanza”, un rock capace di cambiare forma continuamente – RECENSIONE
Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

Commento su Faremusic.it