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LO SCONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO: MUSICA A LARGHE INTESE

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primo maggio
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di Roberto Manfredi

Roma. Ore 15.00 del 1 Maggio. Camila Raznovich urla al microfono : “Non dobbiamo dimenticare”… è giù l’elenco degli sfruttati, dalle mondine in poi fino al capolarato che affligge le nuove schiavitù. Tutto giusto, tutto condivisibile. Peccato che le telecamere inquadrino i numerosi loghi-sponsor dell’evento, compreso quello della multinazionale ENI, sicuramente sensibilissima ai problemi degli sfruttati  nel mondo, ma non è il caso notare certe sottigliezze… quindi via con la musica

Si parte con Après la Classe, prime e purtroppo non ultime fisarmoniche punk folk nostrane. Poi arriva “il compagno di viaggio” di Camilla, il rapper Clementino. Prima domanda, ma perché tutti gli autori tv scrivono il termine compagno di viaggio, se poi il viaggio non c’è?  Si direbbero convenzioni lessicali  televisive.

Clementino cita i centri sociali e il Leoncavallo e lascia la scena a Massimo Cotto, giornalista e conduttore radiofonico e giurato di un contest musicale (1M NEXT).

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Contest Musicale – 1M NEXT

E mentre lui cerca di spiegare il contest, viene interrotto dalla band fiorentina Amarcord che al contest hanno partecipato cantando “Siamo quelli che non ti aspetti…”. I ragazzi ci danno dentro e per la prima volta i suoni del Concertone sembrano all’altezza di un vero live. Era ora. Inizio migliore di un anno fa, quando la pur brava ma incauta Petra Magoni di Musica Nuda,  propose, insieme a un’orchestra ad alto tasso alcolico, una versione altrettanto incauta di Purple Rain. Stavolta, per fortuna, non si ricorda nessun celebre defunto e non si dà quindi a nessuno l’opportunità di rotolarsi nella tomba a guisa di un cestello di lavatrice.

Dopo il cantautore Braschi, arriva un certo geometra Mangoni, così viene presentato da Clementino. Con il geometra Mangoni sul palco, comincia a serpeggiare lo spettro della nicchia indie. Finisce il pezzo ma il pubblico non si strappa i capelli, anche perché questa era solo l’anteprima che si chiude con i loghi Coop, Unipol, Poste Italiane a pieno schermo e a seguire i titoli di testa.

Il Concertone finalmente inizia e immancabilmente parte la musica etnica a base di tamburelli e violini balcanici di Aram Malikam. Si, si, si bravi… ma immancabilmente vengono in mente le parole di “Il complesso del primo maggio” di Elio E Le Storie Tese: “La musica balcanica ci ha rotto i coglion*”. Il virtuosismo  del violino stridente di Malikam raggiunge il culmine con la sua versione di Bella Ciao (thò….che sorpresa). Ora il violino risulta confortevole quanto il suono del trapano elettrico del dentista.

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Poi arriva quel simpaticone di Rocco Hunt che saluta “Tutte le periferie d’Italia”. Le periferie sono di sinistra e i centri storici di destra? Vabbè fa niente. Rocco canta “Tu vuò fa l’americano” e l’idea non è male, se fosse dedicata a Marchionne o a Renzi, ma invece non la dedica a nessuno. E vai di “guagliù”, “su le mani”, “ciao Roma”, “tutti in coro”, etc, etc, etc…

Siamo giunti alle 16.30 del pomeriggio. Finora il menù non ha proposto nessuna sorpresa. Siamo nel convenzionale storico: fisarmoniche, violini, nicchia indie e rap dei guagliù.

Ed ecco la sorpresa delle 16.48. Citazione del terremoto in Abruzzo e una imponente Orchestra del Saltarello, con fisarmoniche, flautini, cornamuse, violini (ancora ?), tamburelli, chitarroni, danze in costume e belle ragazze del popolo. Tutto molto interessante se non fosse già stato visto e sentito un milione di volte. Ma per fortuna arriva un vigile del fuoco che racconta il suo mestiere, dando un messaggio di speranza ai gggiovani.

Camila ringrazia i 150 lavoratori che lavorano al Concertone del Primo Maggio. Gratis o a compenso? Bhò, non si dice e invece sarebbe interessante saperlo.

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Crediti Foto ANSA/GIORGIO ONORATI

Ed ecco che arriva Mimmo Cavallaro e guarda un po’, nella sua band c’è chi suona una cornamusa e un tamburello, e spunta anche uno scacciapensieri. Ma il sax in Italia non lo suona più nessuno? Macchè!

Immancabilmente è la volta di Teresa De Sio, che canta O’Scarafone. La De Sio è incredibile. Passano i decenni ed è sempre uguale, sia fisicamente che artisticamente. Praticamente come Gianni Morandi. L’Omaggio a Pino Daniele continua con “Io sò pazzo” e giù di fisarmonica e violino (ancora ???).

Il palco gira e compare Marina Rei alla batteria e la sua band. Lei è brava ma la piazza non si scalda, forse perché con lei nessuno suona fisarmoniche, violini e cornamuse.

A questo punto decido di fare una pausa perché mica me l’ha ordinato il dottore di vedere nove ore di concerto. A Milano diluvia e fa un freddo cane e sta musica del primo Maggio scalda quanto un ghiacciolo nel cul*. Decido di farmi un thè. Mentre il bollitore fa il suo dovere, sento il cantante degli Ex-Otago stonare alla grande, mentre canta a ripetizione. “I giovani di oggi non valgono un cazzo”. A sentirlo verrebbe da dargli ragione ma, come dice Camila più volte, mica è facile esibirsi sul palco del Concertone. In realtà, constatato la scarsa selezione, sembra davvero il contrario. Ragazzi, su le mani, inserite un gettone e ancora un giro.

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Per fortuna arriva Motta, sana energia e una bella canzone scritta con Riccardo Sinigaglia. Con Motta arriva un po’ d’aria fresca e testi intelligenti. “La fine dei vent’anni” è veramente un gran pezzo. Primo sussulto artistico dopo ben tre ore e 15 minuti. Non è mai troppo tardi.

Ecco arrivare “Le luci della centrale elettrica”. Ci dev’essere qualche problema audio, perché Brondi fa una fatica bestia a trovare l’intonazione. Dopo tre pezzi risulta chiaro che le luci della centrale elettrica vanno a risparmio energetico.

Immancabile il selfie sul palco di Camila e Clementino col pubblico che alza le mani, altro rito convenzione pari a Bella Ciao.

Ma per fortuna arriva Bombino, che non è certo il “Jimi Hendrix del deserto”, come lo chiama incautamente Camila, ma per lo meno regala del sano rock africano con un set molto suggestivo e professionalmente impeccabile. Il suo cd andrebbe regalato a Maroni, tanto per fargli capire che in Africa il rock si suona meglio che nel suo Varesotto.

E’ la volta del live di Clementino che ha davvero la faccia da bravo ragazzo. Ci mette anima e corpo e la piazza risponde a dovere. Peccato che dopo un solo pezzo, debba arrivare l’immancabile Tg.

Sono le 19.00, il Concertone riprende alle 20.00. Fin qui senza infamia e senza lode.

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Si riprende con le luci da concerto e una pioggia torrenziale. Dato che siamo in prima serata televisiva, si comincia  a gridare al microfono più forte del pomeriggio. Bisognerebbe spiegare a questi ragazzi che l’impianto audio e i microfoni servono a diffondere adeguatamente la voce. Gridare non serve. Fanno lo stesso errore dei nostri nonni quando parlavano al telefono con un parente all’estero. Urlavano nella cornetta presupponendo che il parente era così lontano da avere difficoltà a sentirli. Così fa la brava Camila e tutti i giovani cantanti che si susseguono sul palco.

Nella serata si distinguono Lo Stato Sociale, preceduti dagli insopportabili, tenebrosi e noiosissimi The Editors, che devono avere ascoltato troppi dischi dei Depeche Mode senza averci capito una mazza.

Per fortuna piove che Dio la manda, per cui nessuno urla più “Su le maniiiii…”, casomai si potrebbe urlare “Su gli ombrelli”, ma purtroppo non c’è uno come Freak Antoni sul palco.

Alle 21.30 circa avviene il fatto più importante del Concertone. Arriva Francesco Gabbani e viene acclamato come un ospite internazionale per la gioia dei grandi e dei piccini. E qui si compie il rito miracoloso. La piazza di San Giovanni di Roma, dei Sindacati e dei giovani disoccupati, si sposa e si unisce amorevolmente alla piazza del teatro Ariston di Sanremo i cui fans spendono circa 500 euro per sedersi in platea. Intendiamoci, Gabbani ci sa fare, domina la scena meglio di un qualsiasi onanista indie depresso, non è quindi lui in discussione, ma  il pubblico. Le differenze spariscono di colpo. Con Gabbani siamo tutti uniformati, tutti omologati, tutti pop. Occupati e precari, ricchi e poveri, qualunquisti e progressisti, pro talent e pro alternative. Tutti alzano le mani. Si celebra il Pop. Gabbani è il nuovo leader. Fossi Renzi non starei sereno. Gabbani potrebbe essere il suo antagonista perfetto nel Pd. Sanremo e il Concerto del Primo Maggio stravedono per lui.

Cambio canale. Il rito si è già celebrato… il sangue di San Gennaro Gabbani si è sciolto nella Messa cantata del Primo Maggio. Il miracolo si è compiuto. Peccato che le telecamere di Rai Tre non inquadrino il bacio tra la Camusso e Carlo Conti. Unica pecca della regia del Concertone delle larghe intese.

 

 

 

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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