Home Il Jazz 360° Alfredo Golino: “Il musicista è anche ansie, paure e fatica” – INTERVISTA...

Alfredo Golino: “Il musicista è anche ansie, paure e fatica” – INTERVISTA per l’iniziativa CAMBIOMUSICA & Friends

Alfredo Golino, napoletano di nascita e di estrazione musicale - come recita la sua biografia ufficiale - è uno dei migliori batteristi che l'Italia abbia mai avuto. In questa intervista il musicista parla dell' iniziativa CAMBIOMUSICA & Friends

724
0
SHARE
Alfredo Golino
Crediti FotoMontaggio Immagini ©FareMusic FMD Copyright
Voto Utenti
[Total: 8 Average: 3.4]

Alfredo Golino, napoletano di nascita e di estrazione musicale – come recita la sua biografia ufficiale – è uno dei migliori batteristi che l’Italia abbia mai avuto.

Lo abbiamo incontrato per una intervista, ma prima di parlare con lui, capiamo bene chi è questo grande musicista.

Figlio d’arte (il padre Antonio è stato uno dei più importanti batteristi jazz della scuola partenopea, oltre che un ottimo insegnante), a soli 17 anni ha intrapreso la professione di musicista, dapprima presso la Base NATO e quindi nell’Orchestra della RAI di Napoli.

A 18 anni approda alla corte di Armando Trovajoli su espresso invito dello stesso Maestro che lo fa partecipare a tutte le sue produzioni RAI, cinematografiche e discografiche. Contemporaneamente viene notato nell’ambiente discografico romano ed inizia a collaborare con la RCA.
Nel 1980 vince il concorso per entrare nell’Orchestra della RAI di Milano, città in cui si trasferisce ed in cui le sue doti di musicista vengono ancor più apprezzate sia in ambito jazzistico che in quello discografico, dove inizia a collaborare con i più prestigiosi artisti a livello nazionale e non solo, sia come strumentista che come produttore ed arrangiatore.
Nel 1989 lascia l’Orchestra della RAI per dedicarsi alla propria carriera che comincia ad aprirsi a partecipazioni europee, portandolo spesso in tournée all’estero con formazioni jazz, fusion o con artisti di grande rilievo, che lo consacrano definitivamente come musicista di fama internazionale.
In seguito con la moglie Giulia Fasolino forma i GIULIA COMBO realizzando l’album omonimo che ottiene un buon riscontro da parte della critica musicale per poi proseguire con la formazione degli ORO con cui partecipa a Sanremo Giovani 1995 vincendo col brano “Vivo per…” e quindi al Festival di Sanremo tra i Big l’anno successivo.

Nel 1996 fonda con la moglie Giulia Fasolino, Charlie Cinelli e Gogo Ghidelli CAMBIOMUSICA una scuola di musica che si occupa anche di edizioni musicali per artisti del calibro di Mina, Celentano, Renato Zero, Monica Naranjo.
Importante anche la collaborazione con Eros Ramazzotti, tanto in studio di registrazione quanto dal vivo, partecipando a due tour internazionali.
Numerosi e importanti i riconoscimenti che gli sono stati conferiti: Telegatto come miglior musicista, due Dischi d’Oro come produttore, arrangiatore ed artista, Grammy Award 2001 come musicista per la partecipazione all’album di Alejandro Sanz con 10 milioni di copie vendute, oltre a svariati premi da parte di organizzazioni musicali specializzate.

L’ultima iniziativa in ordine di tempo è CAMBIOMUSICA & Friends (leggi nostro articolo in merito) di cui si parla nella seguente intervista.

Alfredo Golino

Alfredo Golino – Intervista

Ciao Alfredo, lieto d’incontrarti. Nonostante i molti amici in comune non ne avevo mai avuto occasione prima. 

Piacere mio.

Per i non addetti ai lavori, chi è Alfredo Golino?

Musicista, batterista e produttore. 

Ricordo il mio primo incontro con Tullio De Piscopo nel lontano 1973. Ai miei complimenti nei suoi riguardi rispose:
“Eh sì, sapessi a Napoli… ci sono ragazzini che suonano la batteria assai meglio di me”.

A distanza di tempo ho sempre pensato che tu rientrassi tra i ragazzini citati da Tullio … 

E’ probabile, ma non ne avremo mai la certezza! (Ride)

Ah ah, possiamo sempre chiederglielo alla prima occasione (Risata).
Quando hai cominciato a farti conoscere nell’ambiente discografico? Ho scoperto solo qualche anno fa la tua partecipazione all’album de “I Piloti” del 1981 con due miei ex compagni di ventura, Osvaldo Pizzoli e Mario Dalla Stella, e la produzione di Alberto Salerno.
Ultimamente sono finalmente riuscito a mettere le mani sul vinile originale.
 

Direi che il primi dischi importanti risalgono ai primi anni ’80 durante i quali ho suonato con molti artisti di rilievo, anche se sinceramente quali siano stati i primissimi non ricordo. 

Erano anni proficui per la musica in Italia e c’era spazio per generi diversi.

Oltre all’ambito discografico so che sei stato molto attivo suonando con l’Orchestra della RAI, quella dei Pomeriggi Musicali e diverse formazioni jazzistiche.
Dove ti esprimi meglio o dove ti diverti di più? 

Io sono nato come jazzista, poi ho intrapreso la carriera pop e discografica e col tempo ho imparato ad apprezzare tutti i contesti lavorativi e artistici. 

La musica fatta bene è sempre gratificante.
Cosa pensi dell’attuale situazione nell’ambito della musica pop? 

Io ho vissuto varie generazioni e non sono uno di quelli che critica in generale il periodo che stiamo vivendo. Penso che la musica rispecchi i periodi e la società; questo forse non è un gran momento, ma come sempre le cose buone ci sono e la musica sarà sempre al di sopra di tutto. 

Una delle cose buone è senz’altro la vostra nuova iniziativa CAMBIOMUSICA & Friends. Com’è nata l’idea? 

È nata dal fatto che io, Giulia Fasolino e il nostro collaboratore Mauro Susa volevamo promozionare la musica dal vivo, ma soprattutto l’idea di essere fuori dagli schemi e fare qualcosa per il piacere di suonare avendo il supporto di grandi artisti. 

Un gran bel modo di Muovere La Musica. Mi auguro che serva da sprone per i più giovani e da esempio per chi tanto più giovane non è.

Pensi che potrebbe diventare un format televisivo? 

Per ora no. A me interessa che cresca e possa durare nel tempo per promuovere il nostro canale YouTube che è il desiderio attuale. Poi si vedrà! 

Il primo video ha visto coinvolto Marco Masini (vedi video sopra), poi leggo i nomi di probabili prossimi partecipanti, quali Enrico Ruggeri, Raf, Mario Lavezzi, Nino Bonocore.

La struttura sarà sempre la stessa? Brani originali dell’artista di volta in volta ospite suonati dal vivo oltre ad una cover? 

Sì, formula e struttura sempre uguale: 2 brani dell’artista e una cover. 

Qualche artista in particolare che ti piacerebbe coinvolgere? 

Più artisti possibile: abbiamo anche qualche speranza di coinvolgere alcuni artisti internazionali, ma per scaramanzia non ti dico i nomi… 😉 

Capisco. Cosa ne pensi di affiancare al nome famoso di turno anche un artista emergente?
Magari un solo brano, ma accompagnato dalla fantastica band che hai messo insieme.
E il nome famoso a fare da padrino.
 

C’è in previsione, più avanti, di fare cose anche con artisti emergenti. 

Benissimo! Sarebbe una seria alternativa ai talent show che tendono a bruciare i partecipanti nell’arco della stagione in corso.

Spesso mi chiedo, qual è il futuro della musica suonata? Non credi che tutta questa tecnologia stia uccidendo la capacità esecutiva? 

Secondo me no. Abbiamo passato anche un periodo peggiore di questo (seconda metà degli anni ’80) in cui quasi non si suonava più.

Ora c’è una scissione fra produzione discografiche e live: parecchi dischi sono molto prodotti e poi dal vivo se li si vuole riprodurre non rendono, quindi si è quasi obbligati a suonarli di più.

Poi sono gli artisti e i musicisti che hanno la possibilità di non far diventare la tecnologia troppo invadente. 

Per concludere, c’è una domanda che nessuno ti ha mai fatto e ti sarebbe piaciuto setirti rivolgere? E come avresti risposto?

“Fare il musicista è un divertimento?”
Io penso che non lo sia, è una cosa molto più profonda e interiore, che comprende anche ansie, paure, fatica e, a volte, la voglia di non farlo.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato.

Ti faccio i migliori auguri per l’ottima iniziativa CAMBIOMUSICA & Friends. 

Grazie a te, ti terrò aggiornato.

 

SHARE
Previous articleGianna Nannini: “Fenomenale Il Tour”, tappa di Bari – FOTO Esclusive
Next articleI Manhattan Transfer escono con il nuovo album “The Junction”, il primo dopo la morte di Tim Hauser
Claudio Ramponi
Claudio Ramponi Cremona 08-08-1956 Comincia a studiare musica all'età di 8 anni presso la Banda Musicale Cittadina di Romagnano Sesia. Nel 1971 forma il gruppo Pick-up con Franco Serafini e Claudio Allifranchini. Nel 1973 sempre con i Pick-up collabora con l'Orchestra di Luciano Fineschi ed inizia a studiare basso e chitarra classica col M° Antonio Mastino. Nel 1974 con i Museum inizia professione di musicista suonando nei principali dancing del Nord Italia. Nel 1975 passa con i Fango (che cambieranno poi il nome in Fantastic Big Orchestra e quindi Fragola & Panna) restandoci fino agli inizi del 1978, dovendo interrompere causa servizio militare, prestato nella Fanfara della Brigata Alpina Taurinense in cui suona il trombone a coulisse. Nel 1979 entra a far parte dei Panda appena prima della scissione del gruppo e con i fuoriusciti membri forma il gruppo Everest con cui registra per la PolyGram Italiana il singolo "Hey città / Park Hotel". Nel 1982 scrive gran parte dei testi per l'album di esordio di Franco Serafini, tra cui il singolo "Se ti va cosí". Nel 1984 si iscrive al Conservatorio Antonio Vivaldi di Novara dove studia contrabbasso per 2 anni col M° Giorgio Giacomelli e consegue la Licenza di Teoria e Solfeggio sotto la guida del Mº Gabriele Manca. Dal 1986 al 1997 lavora come bassista freelance con diversi gruppi ed orchestre tra cui Kalliope, Working Brass, Cabarock, Diego Langhi Big Band, Claudio Allifranchini Big Band, Daniele Comoglio Quartet. Collabora inoltre con la Vetriolo S.r.l. alla realizzazione di jingles pubblicitari in onda sui principali network nazionali. Nel 1991 conosce Raffaele Fiore e con lui collabora alla realizzazione dei testi ed arrangiamenti oltre alla produzione dell'opera rock "4uattro" portata in scena in diversi teatri del novarese tra cui il Faraggiana di Novara, il Silvio Pellico di Trecate ed il Comunale di Oleggio. Contemporaneamente collabora come polistrumentista con la Compagnia La Goccia di Novara per le rappresentazioni teatrali dei musical "Jesus Christ Superstar", "Hair", "Tommy" e diversi Concerti Tributo ai Beatles. Inoltre si unisce, in qualità di corista, al gruppo A Fourty One che allestisce un mega tributo ai Queen con due gruppi contemporaneamente sul palco ed un coro di 20 persone, portato in scena in diversi palasport, teatri e locali di Piemonte e Lombardia tra il 1992 ed il 1995. Nel 1997 si trasferisce a Tenerife, Isole Canarie, dove tuttora risiede esercitando la professione di musicista nei principali hotel.

Commento su Faremusic.it