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mercoledì, Maggio 19, 2021

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LETTERA APERTA AI BIMBIMINKIA E ALLE GIOVANI CAPRE DELL’EUROFESTIVAL

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di Roberto Manfredi

Chi scrive è padre due volte e da un momento all’altro potrebbe anche diventare nonno, ma credo fermamente che l’età sia uno stato mentale, così mi capita di lavorare spesso con i giovani sotto i trent’anni e di apprendere da loro innovazioni e linguaggi utili al mio percorso professionale. Quindi lungi da me fare del gap generazionale.

Ma la musica è un caso a parte e qui le differenze sono sostanziali. La vostra musica è davvero orribile. Siete più vecchi di un cantante degli anni sessanta e purtroppo non ne siete neanche consapevoli. Ho visto l’Eurofestival  per rendermene conto.

Questo Pop dittatoriale fatto di mossettine, passettini di ballo, ammiccamenti, tormentoni musicali, testi idioti e sorrisini da telepromozione che sembra vi corrisponda perfettamente da quanto lo applaudite tra urletti e selfie, è la fedele testimonianza della vostra subcultura Pop di cui vi ingozzate ogni giorno nei centri commerciali e nei MacDonald’s.

Non sapete nemmeno imporre una moda, non avete nemmeno un vostro look rappresentativo. Ogni generazione nella storia del novecento, ha scelto uno stile estetico, hippy, punk, dark, new dandy, grunge, hip hop… voi vi vestite come manichini o come bamboline di un ipermercato.

Guardavo i conduttori dell’Eurofestival. Uno era vestito con un abito nero da prima della Scala ma con il farfallino bianco. L’altro con l’abito bianco e il farfallino nero. Non erano mica Chiellini e Bonucci della Juve!? Le loro movenze il loro linguaggio, il loro stile erano tradizionalissimi… praticamente due Daniele Piombi 2.0.

Non diversa la scelta poi dei testimonials delle giurie “europee” (peraltro non mi risulta che Israele e l’Australia siano in Europa, ma c’erano… tanto per unire l’ignoranza musicale a quella geografica). Tutti nipotini di Tv Sorrisi e Canzoni. Uno solo, il rappresentante della Georgia era vestito casual come tutti i ragazzi che si incontrano per strada (non a caso i nostri commentatori lo hanno bollato come “uno scappato da casa”).

Non ho sentito né visto una battuta, un atteggiamento giovane o giovanile. Tutti conformisti, tradizionalisti, banali, complimentosi, persino leccalcul*… praticamente vecchi come zombie sfatti da troppi selfie. Un trionfo di pailettes e lustrini, di lacca e di cerone. Vedere una ventenne truccata come la Parietti è davvero uno spettacolo desolante, triste, penoso. Assenza assoluta di contrasto, di differenze, di stile. Tutto omologato persino nella lingua. Il 98% ha cantato in inglese, come se neanche esistessero le lingue nazionali di ogni singolo Paese. E meno male che quest’edizione doveva essere all’insegna della Celebrazione della Diversità. Ma a quale diversità si riferivano?

Dal punto di vista antropologico, in video dell’ Eurofestival bisognerebbe proiettarlo nelle scuole e nelle Università per mostrare a questa generazione smarrita la loro miserevole identità. Tutti a ballare tanto della loro disoccupazione ve ne può fregare un accidente. Allora, Vi prego, ve lo chiedo in ginocchio, in nome dei bambini che hanno dai sei ai dieci anni che meritano un futuro migliore, datevi una mossa. Svegliatevi. Date un senso ai vostri meravigliosi anni. Non svendete il vostro cervello alla prima occasione. Ribellatevi alla vostra schiavitù pop. Non siete così idioti da come apparite in tv. Cercate le diversità in tutto. Il mondo non è una parabola satellitare. Incontratevi per strada, non in quelle gabbie dei centri commerciali dove vi propinano schifezze d’ogni tipo, tessuti di pessima qualità, canotte trash, pizzette surgelate e cibo chimico. Cazz*, è la vostra vita in gioco, mica quella dei vostri genitori.

E sappiatelo, al mondo esistono musiche e ritmi diversissimi. Non avete bisogno di girare per musei o biblioteche, come facevano i vostri nonni, voi  avete internet, qualcosa cose che, utilizzata bene, non vi omologa tutti come bimbiminkia e giovani capre… con un solo click potete viaggiare nel mondo.
Buon risveglio ragazzi.

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