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Satira e idioti

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di Gianfranco Giacomo D’Amato

La Satira non è idiozia e su questo non ci son dubbi.

Mentre gli italiani sono incollati davanti ai televisori con il fiato sospeso e i soccorritori estraggono dalle macerie e dalla neve persone ancora vive, il giornale Charlie Hebdo fa “satira” sulla sciagura con una sua vignetta in cui la morte arriva sugli sci.

È la seconda volta.

Qualche mese fa, in occasione del terremoto, i “giornalisti satirici” di Charlie Hebdo avevano dedicato agli italiani un altro pensiero delicato: una vignetta in cui i corpi delle vittime erano strati di una lasagna.

Quando la redazione di Charlie Hebdo fu colpita da un vile attentato e alcuni suoi dipendenti furono trucidati, gli italiani furono (ovviamente) solidali. Sposammo la causa al grido di “Je suis Charlie Hebdo”. Fu un atto di civiltà.

Noi italiani abbiamo molti difetti, ma non ci manca l’empatia. Forse perché siamo abituati alle sciagure, forse perché crediamo che la vita sia sacra, quel coro in difesa della libertà di espressione fu unanime. Ma la vignetta sull’Islam non faceva “satira” su dei cadaveri, per di più ancora caldi.

Siamo solidali ma non decerebrati.


Oggi molti si pentono di aver assunto quella posizione di vicinanza verso i “giornalisti satirici” di Charlie Hebdo che dimostrano, per la seconda volta, di non avere né cuore né cervello.

Si è molto discusso in Italia dopo la vignetta sulle lasagne. Una corrente di pensiero sottolineò che la satira è satira, che si può esprimere a proposito di qualsiasi persona o situazione e che fa sempre riflettere.

Personalmente sono quasi d’accordo, con una leggera variazione.

Io credo che gli idioti siano idioti, che si possano esprimere a proposito di qualsiasi persona o situazione e che facciano sempre riflettere.

Ecco le mie due riflessioni.

La prima è che ogni uomo si crea delle opinioni, ragiona e discute in base alla propria cultura, alle informazioni che acquisisce e alle proprie esperienze. E allora auguro agli autori di questa vignetta e ai responsabili che hanno consentito che fosse pubblicata di trovarsi presto nella stessa situazione in cui si trovano ancora gli italiani vittime della sciagura sugli appennini.

Non di morire per carità. Solo di rimanere sotto le macerie e il ghiaccio per qualche giorno, in attesa che qualcuno li salvi, ma con poche speranze che questo accada.


Con tutta probabilità si troveranno con un bel colorito blu per l’ipotermia a pregare Allah, Dio, Visnù, Geova, Budda e Manitù di non morire. Quando poi un vigile del fuoco distrutto dalla fatica li tirerà fuori mezzi morti, saremo lì sul posto a chiedergli di disegnare una bella vignetta per sottolineare l’incapacità dei francesi nel costruire un edificio o l’impianto di sicurezza del gas o le paratie per le slavine o l’accidente che vorranno.

La seconda riflessione è che le persone per bene valutano le cose con calma, senza lasciarsi prendere dalle emozioni, con lucidità. A volte però, come dicono gli esperti, lasciarsi andare a manifestazioni “colorite” può essere terapeutico.

Farebbe molto bene a tutti noi, unirci in un coro di una cinquantina di milioni di voci per mandare solennemente la redazione di Charlie Hedbo in un certo posto, piuttosto gettonato.

Ma invece no… resistiamo alla tentazione. Siamo persone dotate di empatia e anche di educazione.

E allora diciamo solo che prima ancora che i giornalisti di serie A e i giornalisti di serie B, esistono gli uomini e i mezzi uomini.

Cari “vignettisti satirici” di Charlie Hebdo, noi ormai abbiamo capito bene in quali categorie rientrate, su entrambi i fronti.

Per cui fate i bravi e in futuro non dateci più dimostrazioni del vostro spessore umano. Non è più necessario.

Ah, un’ultima cosa !
Attenzione quando andrete a sciare. Le slavine ci sono anche in Francia.

 

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