Home Le pillole di A. Salerno Tempo di Festival: il mio Festival più bello

Tempo di Festival: il mio Festival più bello

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di Alberto Salerno

Ho vinto qualche festival, sono stato fortunato, ma quello che ricordo con maggior piacere è l’unico in cui non ero autore della canzone, ma produttore e discografico. Infatti, quell’anno con l’etichetta Non ho l’età presentammo nelle nuove proposte Tony Maiello, sul quale stavamo lavorando da un anno e mezzo, in pratica dalla fine di X Factor.

Rifiutato dalla Sony decidemmo di metterlo sotto contratto. Purtroppo la stessa Sony lo svincolò e lo lasciò libero solo sei mesi dopo, impedendoci così di uscire con un nuovo singolo, visto che il primo era andato malissimo.

Quell’anno Sanremo sarebbe stato presentato dalla Clerici che, a differenza di tanti suoi colleghi, non voleva assolutamente fare il direttore artistico, lasciando tutta la responsabilità a gente esperta come Gianmarco Mazzi. Tra le altre Mazzi era già stato direttore artistico in edizioni precedenti.

Dunque ci avventurammo, andammo al Festival senza molte ambizioni, anche se, durante le prove, avemmo la sensazione che fra “Il linguaggio della resa” e le canzoni degli altri giovani partecipanti ci fosse una differenza notevole, e che il nostro brano fosse molto, ma molto più forte.

Tony affrontò quel Festival con grande emozione, ma anche con grande determinazione, e le sue esibizioni furono quasi perfette. Calcò quel palco con buona sicurezza, e in quel frangente tornò utile tutto il lavoro fatto in televisione nei mesi precedenti, durante le puntate live di X Factor.

Insomma, alla fine vincemmo il Festival, e ci fu una gran festa al Royal, l’hotel dove io e Mara stavamo. Ci raggiunsero Tony e le nostre figlie, che si erano occupate della promozione, alcuni amici di Tony insieme al suo simpaticissimo papà, l’uomo che salì sul palco all’annuncio della vittoria e che la Clerici pensò fossi io.

Purtroppo, tutti i benefici di quella vittoria si stemperarono nelle settimane successive, visto che non fummo aiutati dalle radio. La sensazione era che la vittoria di Tony non fosse stata gradita, e nemmeno “digerita”. Probabilmente alle radio la canzone non era piaciuta, o non era piaciuto lui… non so.

Ci restammo tutti molto male, incapaci di riuscire ad interpretare e dare un senso a quel comportamento. Peccato.
Comunque, al di là di tutto, quella vittoria resterà sempre fra i miei ricordi più belli, una grande soddisfazione.

PER VISUALIZZARE IL VIDEO CLICCARE SULL’IMMAGINE
Sanremo 2010 – Tony Maiello – Il Linguaggio Della resa


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