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CasaMIKA: nell’ultima puntata si tirano le somme e la Rai con Mika ha vinto la scommessa – RECENSIONE 4rta Puntata

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di Marco Volpato

Non posso più dire, come Mika: “Grazie a Dio è Martedì”. Già, cari amici, è stata l’ultima puntata di casaMika. Una puntata un po’ sottotono, in quanto a morale, per la forte consapevolezza che era l’ultima.

Un velo di accennata malinconia già si sentiva. E solo per questo io dico che il programma è stata una scommessa più che vinta. Da quanto tempo ormai non si aspettava con ansia “quel giorno” per vedere un programma? Io personalmente da tantissimo, e forse mai.

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La musica è stato il filo conduttore di tutto lo show, e il “sottotitolo” era l’accettazione della diversità. Anzi no: dell’individualità.

Ebbene questa volta non ha senso riassumere lo svolgimento della puntata, ma invece vorrei scrivere cosa questo programma ha insegnato.

Mika è stato capace, in modo intelligente ed educato, di far aprire gli occhi a chi “resiste ad un mondo migliore”. Ha affrontato argomenti tabù, prendendosi in giro, ma mai in modo volgare. Ci ha accompagnati per mano, attento che non cadessimo, per capire quanto la parola “normalità” sia in realtà un ossimoro di se stessa, motivo per cui il concetto di “normalità” alla fine è qualcosa di aleatorio laddove volesse indicare distinzioni tra diverse “realtà”. La soggettività d’ognuno annulla di fatto il concetto stesso di “normale”, perchè alla fine esiste solo la “individualità” e l’unicità.

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E forse la molteplicità degli ospiti è stata pensata per questo scopo. Ospiti in antitesi tra di loro, ma tutti con una propria particolarità, proprio per sottolineare quel concetto a lui caro:  “non si deve tornare alla normalità, perchè ora è tempo di contemplare l’individualità”.

Mika tratta i suoi ospiti veramente come dei suoi vicini di casa, anche se nel caso di Kylie Minogue è veramente sua vicina di casa a Londra. Mika scherza (divertente il siparietto di yoga con Ornella Muti).

Che bello. Il mondo e l’atmosfera che ha saputo creare è qualcosa di magico, in cui ci si sente protetti, non ci si sente osservati, non ci si sente a disagio, non ci si sente “diversi”. E tutto ciò fa riflettere, quando fuori dal quel mondo si prende consapevolezza che al di qua dello schermo le cose son ben diverse, quanto il nostro paese, come istituzioni e cultura, sia tanto tanto indietro.

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L’amore, in senso puro, è un altro punto chiave di CasaMika. Bello il dialogo con Antonella Clerici che dice a Mika che sarebbe un ottimo padre: lui risponde facendo sottintendere che tutti lo sarebbero, basta che ci sia quel sentimento così profondo che è il vero amore… e poi chiude dicendo candidamente “alla fine i bambini hanno bisogno solo di questo, solo di tanto amore”.

Altra non banale riflessione è quella di Pierfrancesco Favino, 
Tutti i musicisti, gli attori vogliono creare un mondo di fantasia” . Io non voglio mettermi alla pari dei musicisti, perché sono un “canzonettista”, però penso che sia profondamente vero.

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E anche nei momenti più “leggeri” lui non è mai banale, come quando viene normale pensare alle fan di Mika che si rivedono in Chiara. Lei perdutamente innamorata di Mika, in un modo che dire “esplicito” è dire poco! Insieme fanno scintille, una vera e propria “polvere di stelle”, Stardust. Chiara canta benissimo, già lo sapevamo: è delicata, fresca e inconsapevole. Mina stessa l’aveva elogiata in passato.

Un ricordo va anche a Pier Paolo Pasolini, momento in cui Mika afferma: “Mi avrebbe fatto delle grandi critiche e mi avrebbe fatto sentire a disagio anche a casa mia, ma è per questo che lo avrei voluto qui”.

Mika ha voluto nel suo programma anche Patrizia Cavallo, che con il suo monologo leggero leggero, ha parlato in modo “pesante pesante”. ‘Na fagottata de roba direbbe Alberto Sordi.

Sempre fondamentale la presenza di Virginia Raffaele, di cui sentiremo la mancanza, vuoto che potremmo colmare andandola a vedere in teatro, in giro per l’Italia.

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Scommessa vinta per mamma Rai, scommessa vinta per Mika. Io ammetto di essermi emozionato. E Mika ha saputo far emozionare, emozionandosi lui stesso, ha saputo far sorridere, ha saputo far riflettere, ha saputo dare il giusto contesto alla musica… e tutto questo con grazia, gentilezza, sensibilità, umiltà, spontaneità ed eleganza.

Ora sono sicuro, o almeno lo spero, che la Rai punterà ancora su Mika in futuro. Per cui non sentiamoci come avvolti da un malinconico “addio”, ma circondiamoci di una confortante speranza, salutandoci con un semplice  “ciao”.
Bravo Mika, “Sei grande grande grande” davvero!

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