È uno spavento il pensiero del Caino: ha un ronzio messo bell’apposta tra la mente e il cuore, e pezzi di scacchi nelle mani. E non importa abbia figli e moglie e delicatissimi corpi da accarezzare; non importa abbia presente e sicura una casa, e anche nei vasi i fiori. Lui trova nel ritardo al compimento della sua anima la giustificazione alla sua coscienza sciagurata.
Il Caino appartiene a se stesso, e le altre vite sono una candela.
E non guarda gli altri che combattono per continuare a vivere, e non sente il fiato delle creature di quel Dio che dice di onorare.
Il Caino ha la stessa falsità del pulpito, quella stessa incontenibile esaltazione. È un miserabile che si agita nei rifiuti dei proclami dogmatici della religione. E si appella alla coscienza; o, per meglio dirlo, alla sua codardia.
E anche se guarda le bocche che urlano aiuto non si muove; ma pensa di gettare le serpi, in quelle carni nude e in fiore.
Perché, oltre alla sua casa, cosa può interessare a lui una donna, le sue gambe divaricate, il respiro che diventa corto quanto un singulto; cosa può interessare a lui quel cuore cosciente di essere vicino alla morte. Di sapere che la sua storia è quasi finita. Cosa può interessare a lui, oltre alla sua casa, se le tombe saranno oggi tre.
La sua ostinazione non ha misura: come avesse di fronte una cosa o un animale.
Il Caino ha una convinzione rombante, al di sopra di ogni cedimento umano. E dice che Dio gli sarebbe inclemente solo appoggiasse il peccato e l’omicidio. Come lo fosse, un delitto, quel corpo messo a niente sopra la lettiga; quello sguardo rivoltato all’insù che si aspetta un atto d’Amore: che si aspetta arrivino magari le mani di Gesù a sanare la sua placenta da un’infezione mortale.
Lo stupido, e Caino, neanche lo sa che la sua indifferenza è un torchio che spreme le ultime gocce vitali; che la sua imbecillità è un fulmine che spacca ogni misericordia, quell’indispensabile pietà umana.
Lui crede sia santa e forte la sua lode alla volontà divina: come un integralista qualsiasi provoca la morte di chi non si piega al suo credo.
Il Caino è un uomo sordo e, al di fuori dalla sua casa, non sente i figli che chiedono: quando tornerà la mamma?
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