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Laura Antonelli e il ricordo a un anno dalla scomparsa

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di Giuseppe Santoro

Circa un anno fa scompariva, nella più totale solitudine, una diva vera del nostro cinema: Laura Antonelli. Che il suo film non avrebbe avuto un lieto fine, però, lo si era già capito da molto prima.

Vedendo le sue ultime foto quasi non si poteva credere che fosse lei la donna che negli anni ’70 e ’80 incantava e sconvolgeva i sogni di milioni di italiani. La Antonelli era dotata di una forte carica erotica ed era una femmina pervasa da un fascino raro e ammaliante, caratteristiche che riusciva a trasmettere perfettamente nei suoi personaggi.

La bellezza di quegli anni era purtroppo sfiorita a causa di alcune iniezioni di collagene fatte nel 1991, in occasione del rilancio cinematografico suo e del suo celeberrimo film Malizia, grazie al quale nel 1973 ricevette il Nastro D’argento come miglior attrice protagonista. Diventato per l’occasione Malizia 2000, il film fu un flop colossale e in un mondo come quello del cinema, che non perdona niente a nessuno, questo passo falso sancì la fine della carriera della Antonelli.

Il silenzio più assoluto ha sottolineato i suoi ultimi 25 anni di vita, dopo un percorso artistico veramente importante. Infatti, l’attrice croata di nascita, ha recitato in più di 40 film e lavorato con registi come Sordi, Albertazzi, Risi, Visconti, senza disdegnare anche ruoli più leggeri come in “Rimini Rimini” e “Roba da Ricchi”.

Il suo viso, dopo quei malsani aiutini ai quali si era sottoposta per combattere l’inesorabile avanzare dell’età, non è più tornato quello di un tempo, anzi è rimasto irrimediabilmente deturpato, tanto che la Antonelli ha citato in giudizio il chirurgo che l’ha operata, ricevendo solo dopo molti anni un risarcimento. Questo triste errore è stato certamente uno dei motivi del suo allontanamento dalla vita pubblica, ma non l’unico.

Sempre nel 1991, anno veramente distruttivo per l’attrice, vengono trovate nella sua casa di Cerveteri alcune dosi di cocaina e per questo motivo viene arrestata e rimane in galera sei giorni. Soltanto nel 2000 verrà scagionata dall’accusa di spaccio poiché, secondo il giudice, quelle dosi erano ad uso totalmente personale. Troppo tardi ormai per ricostruire una dignità pubblica e tornare a recitare. L’oblio nel quale era sprofondata trovava conforto solo nello spiritualismo e nell’attesa di una vita diversa da quella terrena, dove raggiungere una serenità per lei ormai irrecuperabile.

Un anno fa, ci ha lasciati a 72 anni a causa di un infarto, trovando forse quella serenità a lungo cercata. Quindi ci perdonerà senz’altro se continueremo a riguardare i suoi film, ricordandola con un po’ di malizia.

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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