di Giò Allegri
Non nuova al tema dei condizionamenti occulti in campo web sono, qualche giorno fa, inciampata su un articolo che riprendeva il già visto tema dei cosiddetti “influencers”.
Si tratta di moderne figure tecnologiche che hanno il compito di indirizzare i gusti e le scelte delle persone in vari ambiti. L’argomento non è certamente nuovo. Già nel 2012, con l’esplosione del fenomeno dei blog, si faceva cenno a personaggi che con un grande seguito di followers sul web venivano direttamente contattati da aziende e società, per spostare in modo significativo (grazie alla rete di contatti personali, acquisita, ed alla notorietà sulla rete) i gusti e le preferenze delle persone. All’inizio il tema era circoscritto ai settori della moda, eventi di presentazione ed inaugurazioni. Con il tempo – evidentemente il fenomeno funzionava – il campo si è allargato anche allo spettacolo, alla televisione, diventando un vero e proprio raggio d’azione: i “digital PR”.
Si organizzano dei veri e propri workshop, anche presso serissimi atenei, per consulenze su come orientare gli sforzi e gli investimenti nei vari settori. Ma gli influencers digitali sono pagati per i loro sforzi? Poiché fanno tendenza hanno grande seguito, ricevono anche migliaia di visualizzazioni …per cui non è così vergognoso che desiderino essere pagati. Bisogna così distinguere: in molti casi, strettamente pubblicitari, essi sono pagati con il prodotto o articolo medesimo, di cui devono diventare una sorta di testimonial fantasma. Partecipano a serate, incontri e devono garantire un minimo di presenze. Perciò ricevono, talvolta, rimborsi spese.
Ed in effetti dedicano tempo, applicano, per cosi’ dire, energie lavorative, ed il discorso rientra nel semplice campo della domanda/offerta che si incrociano da sempre.
Ma ultimamente ha preso spazio il fenomeno degli influencers di prodotti televisivi. Loro è il compito di “spingere” programmi o trasmissioni per movimentare lo share, creando ad esempio hashtag che ottengano effetto sicuro. Si comprende bene che questo caso è sicuramente diverso: si tratta sempre di marketing, ma il volume d’affari, i risultati ottenuti o non, e le possibili ricadute, sono di tutt’altra ampiezza rispetto, ad esempio, al lancio di un profumo!
Così si crea una nuova professione, si origina un tariffario e si scopre che siamo ingranaggi di un enorme macchinario controllato dove, come nell’antica Roma con il gesto del pollice verso o non, si decreta, comodamente seduti e con un drink in mano, la vittoria o la fine di quei moderni gladiatori che sono attori e comparse negli spettacoli televisivi o nello showbiz, in quel grande mare nostrum che il mondo dello spettacolo è divenuto.
Hai voglia a farmi credere ancora a certi successi …
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