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Mal di Rai

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di Alessandra M. Segneri

L’unico commissario a portata di mano in Rai al momento è il Commissario Rex purtroppo, eppure dovrebbe essere aperto un fascicolo sulle condizioni proibitive nelle quali sono costretti a lavorare gli Eroi del Servizio Pubblico.

L’ausilio di un commissario è stato invocato proprio da Maurizio Costanzo in apertura della puntata di lunedì 11 aprile 2016 di Parliamone, il talk show che conduce su Rai Premium. Immaginate Totò che arriva a Milano col colbacco.

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Così si presentava il giornalista mentre si cimentava in una lunga filippica sulla temperatura criminale degli studi di Saxa Ruba, coinvolgendo anche l’ospite Francesco Pannofino che per osmosi ha cominciato ad avvertire un inizio di premorte.

Secondo Costanzo “Qui servirebbe un commissario di Polizia che venisse a denunciarli tutti oggi. Ma hanno tanto da fare, non vengono qua.

Pare che sia in atto una petizione online per poter pagare tutti un euro in più di Canone a testa da destinare all’acquisto di una stufetta elettrica non troppo impegnativa, che stia bene con ogni arredamento.

Anche Antonella Clerici sembra risentire dell’aria malsana degli studi Rai. Dopo gli episodi di congiuntivite e di mal di schiena, nella puntata del 12 Aprile de “La Prova del Cuoco” la cagionevole conduttrice è rimasta dapprima a bordo campo, lontano dai fornelli, forse per evitare di stramazzare in un pentolone ed essere cucinata come un gatto di Bigazzi, per poi abbandonare lo studio come un eliminato di Amici alla prima serata. Una catena di malesseri sospetti per noi complottisti.
Secondo le sue dichiarazioni, stavolta la Clerici, colta da un attacco di coliche durante la notte precedente, avrebbe assunto una serie di farmaci che le avrebbero indotto uno stordimento tale da non riuscire a sopportare gli ultrasuoni emessi dalla Moroni.

Collegando inevitabilmente gli eventi ci chiediamo: tutto ciò deriva forse dallo sconto che generosamente la Rai ci accorda con il nuovo Canone in bolletta? No perché al limite, io comincio già a sentirmi un po’ in colpa!

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