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Tette a parte, perchè “Ciao Darwin” batte “Laura&Paola”

Voto Autore

di Alessandra M. Segneri

Dopo aver letto per ore commenti sulla sfida televisiva del Venerdi sera tra “Laura&Paola” e “Ciao Darwin 7 – La resurrezione”, vinta da Canale 5 (qui i dati d’ascolto della serata), mi intrometto nel dibattito accesissimo tra mediasettiani e festivalieri per sfatare alcuni miti.

Durante il live twitting (commento via twitter durante la messa in onda di un programma) di venerdì sera all’ Hashtag #ciaodarwin, tra gli inevitabili messaggi dei soliti detrattori che annunciavano sdegnosamente di non seguire tale demoniaco spettacolo, leggevo pensierini sconsolati di utenti che già prevedendo (incredibile!) la sconfitta del programma avversario, elaboravano complicatissime analisi filosofico-culturali tipo: “Laura&Paola” è un programma di grande qualità ma Bonolis mette in mostra le tette delle ballerine, dunque vince.

Detto così sembrerebbe una mia goliardata, ma la verità è che molti commentatori del web hanno proposto la medesima interpretazione del fatto.

Vale la pena precisare qualche punto.
Quella dello show di Rai1 era una sconfitta annunciata già dalla prima puntata, più seguita rispetto allo show di Canale5 solo grazie all’effetto novità, della serie “vediamo queste che hanno da dire”. Infatti, già dopo la prima mezz’ora leggevo sui vari social commenti poco edificanti sullo spettacolo. Mi colpì subito il fatto che persino i pausiniani si lamentavano dello scarso ritmo della trasmissione, mentre i “non fans” scrivevano che Laura avrebbe dovuto limitarsi a cantare, cosa che fa divinamente, e non cercare di interpretare il ruolo della show girl che proprio non le si addice.

Viceversa “Ciao Darwin” non riserva mai sorprese, è sempre identico a se stesso e chi lo guarda sa esattamente cosa lo aspetta. Ma attenzione! Il pubblico di Bonolis non cerca una visuale preferenziale sulla scollatura della ballerina o sulle natiche delle signore che sfilano: queste sono le critiche che i sostenitori a oltranza dello chic lustrinato della Rai, del “Ballando Style”, muovono costantemente al pubblico di Canale5, mostrando per altro un inutile livore. La verità è che Bonolis piace agli spettatori di tutte le età e fa molto ridere con la sua genialità nel sottolineare situazioni di semplice e immediata comicità, utilizzando un modulo linguistico elaborato che non fa che amplificarne l’effetto.

Seguendo il live twitting durante il suo programma si può notare come il pubblico reagisca a ogni sfumatura, a ogni cambiamento della sua voce e scriva sempre commenti tipo “guarda questo! Oddio che fa?! Muoio dal ridere! Ho le lacrime!” e non “che seno! Che Sedere! Mai vista prima una così!”. L’attrazione che “Ciao Darwin” esercita sul pubblico si basa sul puro e semplice divertimento, sulle situazioni comiche facili, comprensibili, immediate. C’è un contorno di bellezza, di corpi esibiti, un paio di stacchetti ammiccanti (non più sensuali di quelli di Striscia la Notizia), di esagerazioni fisiche mostrate con estrema e sincera “fame di visibilità” da parte dei concorrenti, ma non è per questo che il pubblico guarda il programma.

Mi chiedo: davvero una persona in buona fede può dichiarare che OGGI si possa fare ascolti semplicemente mostrando una scollatura? Siamo seri!
La verità è che un solo elemento può decretare il successo o il fallimento di un programma televisivo ed è “il divertimento”.

“Laura&Paola” perde perché risulta (e sottolineo doverosamente “risulta”, non “è”) noioso. E’ un dato di fatto, è oggettivo, è il pubblico che lo percepisce così. Non è così facile confezionare un programma vincente da tutti i punti di vista. Non basta proporre due personaggi molto amati se il ritmo è lento (questione autorale), se una delle due non fa ciò che le riesce meglio, se i due elementi non si combinano perfettamente.

Il “miracolo Fiorello” che riesce a combinare genio, eleganza, contenuti, forme e empatia col pubblico è un fenomeno raro. Bonolis è uno che col pubblico sa amoreggiare e quando conduce uno show semplice e di poche pretese riesce a farlo ridere: semplicemente lo diverte. Sembra troppo semplice? E’ l’unica verità.

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