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UNIONI CIVILI: “SPONZATEVI” E SIATE FELICI

di Paola Pellai

Mi sono svegliata con una certezza. Sono le persone che profumano le cose.
E sono i sentimenti che fanno la differenza. Ho riascoltato la canzone del pane e frittata di Rocco Papaleo in “Basilicata coast to coast”.

Impossibile resistere alla semplicità. Che poi non è altro che la naturalezza del cuore. Senza barriere architettoniche. Il cuore è l’unico detentore di verità. Il gusto autentico dello stare bene insieme non è scritto su tavole della legge, ma in quello “sponzarsi” intimamente. “La frittata si mischia col pane e diventa un tutt’uno” e non sai mai dove finisce il pane e inizia la frittata.

Ne avevo parlato con Papaleo di questo pane e frittata che diventa “un modo osmotico di crescere, di relazionarsi”. “Sponzare – mi aveva spiegato – è un verbo dialettale per certi versi intraducibile, ma che ben sottolinea l’impregnarsi. Nei rapporti si libera qualcosa di te che va verso gli altri e contemporaneamente gli altri lo fanno con te”.

La vita è tutto uno sponzarsi, un mettersi l’uno con l’altro e non necessariamente contro l’altro. La persona è al centro di tutto e l’amore senza preclusioni mentali riempie di vita e di gioia quel panino che altrimenti rischia di restare vuoto o incompleto. Non ti appassiona e non ti fa crescere. Orfano, senza memoria e senza cultura. E’ l’affetto che fa la differenza, non il sesso. E l’affetto lo trovi sulla terra e nella terra. Ha volti, gesti, un’anima e un cuore. E’ vero ha anche un sesso, ma quello non è il punto di partenza e tanto meno è il male. Un uomo e una donna, una donna e una donna, uno uomo e un uomo. Il concetto di famiglia non ha barriere, se si mangia lo stesso pane dell’amore.

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E non ha bisogno di essere “etichettato” da spot illumina(n)ti verso il cielo. L’amore è la semplicità della condivisione, dello stare insieme e dell’essere famiglia nella naturalezza del bene reciprocamente donato e ricevuto. E tutta la verità dell’esistenza è più facile trovarla in una pane e frittata che in ostriche e champagne ostentatamente servite sulla facciata di un palazzo del potere: non ti sfamano, non ti convincono e non ti sponzano.

In decine di migliaia sono scesi in 80 piazze italiane per sostenere il riconoscimento delle unioni civili. Tra loro anche tanti cantanti perché il bello della musica è non avere un sesso ma essere una grande famiglia allargata, con tutte le combinazioni possibili. Dove le persone sono semplicemente persone e si distinguono per ciò che riescono a trasmettere agli altri e a loro volta impregnarsi degli altri. Lo sponzarsi che canta Rocco, guarda caso, tanto assomiglia a sposarsi. A unirsi. Civilmente. E a costruire un progetto. Figli compresi.

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