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Noi scegliamo la vita

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di Michele Monina

Trovare la morte laddove ci dovrebbe essere vita. Tutti noi. Noi che ne scriviamo, ma si presume anche voi che siete qui a leggere vedete alla musica come a qualcosa di importante delle nostre vite. Qualcosa più di una passione, ma anche fosse solo quella, sicuramente ciò di più lontano dall’idea di morte che ci possa venire in mente.

Ieri, però, in un locale francese, il Bataclan, la morte ha preso il posto della vita, e si è portata via oltre cento vite, mentre andava in scena il concerto della band stoner, The Queen of The Death Metal. Un manipolo di terroristi armati fino ai denti è entrato in sala, mentre in contemporanea altri andavano allo Stade de France, dove era di scena l’amichevole Francia-Germania, e in alcuni ristoranti. Hanno aperto il fuoco dando il via a una mattanza senza precedenti.

Ci uccidevano come animali“, ha dichiarato uno dei sopravvissuti. “Uno alla volta“. Oltre cento i morti trovati dalle teste di cuoio che hanno fatto irruzione nella sala concerti. Avesse un senso fare una classifica del genere, la più grande tragedia che si ricordi avvenuta durante un concerto. Una storia che, viene da pensare, cambierà definitivamente il nostro futuro, almeno il futuro prossimo. Il nostro 11 settembre. L’Isis, a pochi mesi dalla tragedia di Charlie Hebdo, torna a colpire Parigi, l’Europa, rivendicando la strage e minacciando Londra e Roma come prossime tappe di un cammino di morte. La morte. La morte violenta. Fa paura, non potrebbe che essere così. Ma la paura è, credo, ciò a cui gli attentatori puntano.

Non possiamo fermarci, arrenderci. Non possiamo permettere che la morte vinca sulla vita. Per questo oggi, giorno in cui in casa mia si festeggia il compleanno di mia moglie Marina, io, lei e i miei due figli maggiori, Lucia e Tommaso, andremo, come organizzato da tempo, a un concerto. Saremo al Forum di Assago, insieme a altre diecimila persone a sentire Cesare Cremonini. Il cuore sarà ferito, non può che essere così, ma fermarsi oggi non solo sarebbe sbagliato, sarebbe irrispettoso nei confronti di chi, cercando la vita, ha trovato la morte.

Noi siamo diversi dai terroristi. Noi siamo più forti dei terroristi. Noi scegliamo la vita.

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