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Musica aliena

Gli "alieni" Sick n' Beautiful sono usciti con il loro straordinario album d'esordio, "Hell over Hell".

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di Michele Monina

Robe da matti. Robe da alieni. Un’astronave proveniente da LV-426 Acheron, al largo Alpha Centauri, precipita sul pianeta terra, e si guasta.
L’equipaggio non riesce ad aggiustarla, perché l’astronave in questione, BFS9000, ha tanto navigato e ha visto giorni migliori.

Allora l’equipaggio, gente tosta, rockettari dello spazio, comincia a suonare in giro, per mettere insieme un po’ di bottino, comprarsi i pezzi di ricambio e lasciare una volta per tutte il pianeta terra. Cose che succedono, ci mancherebbe altro. A chi non è capitato almeno una volta della vita di incappare in un alieno che gli racconta una storia del genere?

A me è successo, perché sono uso frequentare bar come quello di Guerre Stellari (la mia somiglianza con Ian Solo immagino non vi sia sfuggita), e perché le storie che vengono dallo spazio mi sono sempre sembrate ben più interessanti di quelle che arrivano dalla terra.

Così ho scambiato quattro chiacchiere con Herma, la cantante dei Sick n’ Beautiful, la banda di gaglioffi di cui sopra. Lei è in parte umana, perché è stata presa dai suoi soci nel momento in cui è dipartita la prima cantante e i suoi soci non hanno potuto che mettere le mani su una terrestre, salvo poi modificarla, come si fa con i motorini o le auto (presente Fast and Furious?).
Al suo fianco Lobo, alla chitarra ritmica, REVC-2, chitarra solista, Big Daddy Ray, bassista e capitano di lungo corso e Evey, batterista nata da spore radioattive.

Herma, questo il suo nome, è giovanissima, sempre che per le aliene valga la stessa età degli umani e non succeda come per gli alberi o i cani. È giovanissima e, non sappiamo se di suo o grazie alle modifiche apportate dai suoi soci di scorribande, anche molto brava. Prendete, che so?, Katy Perry e mettetela a cantare un brano dei Nine Inch Nails, invece che le sue solite canzoni alla Katy Perry (non che siano male, anzi). Oppure un brano di Marylin Manson, e fatelo cantare a Lady Gaga. Ecco, una vocalità profonda, importante, inspiegabilmente matura, che canta brani in cui il metal (Dio mio, che termine generico sono andato a pescare, ma avrei potuto dire anche Noise, Industrial, Hard-rock, ci siamo capiti) si mescola con una attitudine anche pop.

Loro, i Sick n’ Beautiful, a vederli, sono uno spettacolo. A sentirli anche, come si può ben fare affrontando il loro album d’esordio Hell over Hell. Siccome si sono accorti che nel nostro pianeta esistono un sacco di appassionati di fantascienza, di fantasy, di cyberpunk e di steampunk, hanno deciso di partire dalle loro convention, mescolandosi al mondo dei cosplayer, destinazione non la conquista del mondo, ma del famoso gruzzolo per poter ripartire. Chi, del resto, oggi come oggi non vorrebbe partire dall’Italia? Ecco, le parole chiave potrebbero essere queste: cyberpunk e steampunk.

Giorni fa, parlandovi dei Cirque des Reves ho parlato di Steampunk, quel genere letterario che ci racconta storie del nostro passato prossimo (prossimo se siete nati nel Novecento, si intende) mescolate con fantascienza. Per capirsi, treni a vapore e spade laser (no, spade laser no, ma altre stramberie fantascientifiche). Non che nelle canzoni dei Cirque des Reves fossero presenti influenze di Paul Di Filippo o altri campioni del genere in questione, ma semplicemente perché la loro musica, antica e contemporanea allo stesso tempo, me la evocavano.

Oggi, con i Sick n’ Beautiful, l’attinenza è ben più stringente, perché loro si candidano, per musica e per attitudine, proprio al cyberpunk e allo steampunk. Generi, sia detto ai non appassionati, che di musica, punk, rock, metal e affini, si sono nutriti ma che non hanno espresso adeguate colonne sonore. O colonne sonore appositamente pensate.
I Sick n’ Beautiful, sarà che sono alieni, sarà per la loro storia, si candidano a essere idoli degli appassionati del genere.

Herma, poi, la cantante metà terrestre metà aliena, meriterebbe di diventare una popstar a tutto tondo, di quelle che la gente segue a prescindere. Una che ti rivolta come un calzino quando canta e che buca la scena. Siccome però siamo in Italia, i Sick n’ Beauriful per ora fanno le cose in proprio, snobbati da chi i dischi dovrebbe farli per lavoro (non per interesse).
Arrivassero alle orecchie di Rob Zombie o Robert Rodriguez, tanto per fare un paio di nomi non a caso, li vedremmo proiettati verso Hollywood, un contratto per la colonna sonora di un film o per un musical.

Se capitano dalle vostre parti, se capitate voi a un Lucca Comics o simili e loro si esibiscono non lasciateveli sfuggire. Io ve l’ho detto.

A Herma e soci, invece, dico questo: quando partirete per tornare a Alfa Centauri ricordatevi di me, non vorrete mica lasciarmi in questo pianeta ad ascoltare Laura Pausini?

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