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LA CONSERVATORIA DELLA BUONA MUSICA

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di Nino Tristano Pirito

Ricordo che quando ascoltavamo e “impazzivamo” per i Platters, Elvis, Paul Anka, Fraternty Brothers, Elvis Costello, Little Richard, e io soprattutto per la musica centro-americana, i nostri genitori si chiedevano come facevamo ad amare quei generi.

Un po’ come accade oggi, da parte di noi ….antenati nei confronti dei ragazzi, che vanno matti per i “talentisti” e/o per i rapper de noantri. Mi chiedo: stiamo sbagliando noi, oggi? Visto che – credo – si sbagliassero i nostri vecchi allora. Oppure la musica si è talmente imbastardita, per mille e un motivo, compresa la politica (?) della majors (e non solo) rispetto alla buona musica?

E poi: che cos’è la buona musica?
Tento di rispondere a me stesso almeno. La buona musica, non solo dei cantautori, è quella che ti emoziona, ti prende al cuore e al cervello alla prima nota, al primo vagito dell’interprete.
Limite mio, ma a me ‘st’emozione non arriva quasi più.
Giorgia? Troppo tecnicistica e “bravurista“.
Mengoni? Nun me piace ‘o presepio fatto su misura.
Emma? Troppo strillona.
Il rapper di Sampierdarena, quello con i baffetti? Ma dai!
Elisa? Ecco, lei mi convince e mi emoziona.
Chiara? Idem, anche se non riescono a trovarle un pezzo adeguato.

Vado su Youtube, quindi, e mi attacco sempre ai soliti: De André, Battisti, De Gregori, Dalla. Ma anche Max Manfredi, Federico Sirianni, Enrico Lisei. Sono io ad essere troppo esigente o è l’offerta che è inadeguata. Non lo so bene. Ma ho l’impressione che è “la seconda che ho detto“.

La cura? Che la trovino, anche, quelli che prima mi cacciarono dal mio mondo e poi, in più occasioni e più di uno, mi dicevano, dopo trent’anni, che ero bravo. Ma non è questo il punto. Non rimpiango, forse, di aver fatto scelte diverse dalla musica. Rimpiango, invece, di non essere riuscito, in tanti anni, a promuovere, dare una mano, agli artisti veri.

Ma che potevo fare io? Scriverne, portarli in giro per provinI, magari organizzare “Cantautori si nasce“, morto dopo la prima edizione. Poco, lo capisco, visto che chi aveva il potere discografico ed editoriale se ne fotteva.

Ecco perché vorrei che questo luogo immaginario, FMDBlog, diventasse reale e che con Alberto & C. si riuscisse a invertire la rotta.

Ma davvero che vive sperando, muore…?

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